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L’economia cinese a un punto di svolta

Secondo “China 2030” - rapporto messo a punto dalla Banca Mondiale in collaborazione con il Centro di ricerca per lo sviluppo di Pechino - l’economia cinese, dopo essere cresciuta negli ultimi anni del 10%,  potrebbe subire un brusco rallentamento a partire dal 2013.

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La Cina, a livello economico, è la seconda potenza dietro agli USA (avendo  superato il Giappone nel 2010) ed è il primo produttore e il primo esportatore mondiale.

Il Paese ha però di fronte a sé la “trappola del reddito medio”  nella quale, a volte,  sprofondano le economie in via di sviluppo dopo essere riuscite a conquistare un reddito medio pro capite tra i 3mila e i 6mila dollari. La Cina dovrà quindi iniziare a puntare non solo sulla quantità della crescita, ma anche sulla qualità.

Secondo il Report l’economia di Pechino continuerà a crescere rapidamente per i prossimi due decenni, seppure a un tasso più moderato del 6-7 per cento annuo, solo a condizione di un cambiamento sostanziale. Queste le riforme di medio termine che possono aiutare la Cina nella transizione verso una società ad alto reddito:

  • la privatizzazione delle grandi aziende di Stato e delle grandi banche di fatto controllate dalla politica
  • la transizione definitiva verso una vera economia di mercato per accrescere la competitività e l’innovazione
  • la modernizzazione del sistema fiscale al fine di ridurre lo scarto crescente dei redditi
  • la riforma finanziaria per garantire l’accesso al credito anche alle Pmi e una maggior integrazione a livello internazionale
  • la riforma del mercato del lavoro (sussidi alla disoccupazione, assistenza sanitaria, sistema pensionistico…)
  • l’adozione di tecnologie “verdi” – anche facendo ricorso ad incentivi - che garantiscano uno sviluppo sostenibile.

Intanto il primo ministro Wen Jiabao ha recentemente fissato il nuovo obiettivo di crescita per il 2012 al 7,5%, mentre l'obiettivo di crescita del commercio estero è stato tagliato al 10%. Il tasso di cambio dello yuan rimarrà sostanzialmente stabile mentre l’inflazione dovrebbe scendere al 4%.

Il governo incoraggerà gli investimenti privati nelle ferrovie, nei servizi pubblici, nell'energia, nelle telecomunicazioni e nelle cure mediche.

Enrico Forzato

 


Paese: Cina