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Commercio estero e attività internazionali delle imprese nel 2013

Commercio estero e attività internazionali delle imprese nel 2013

L'annuario offre un’ampia base informativa sugli scambi di merci e servizi e sugli IDE dell’Italia.

L’edizione 2013, ripensata nell’organizzazione dei contenuti, consente percorsi ragionati di navigazione:

  • di tipo “orizzontale” con tavole e indicatori organizzati in primo luogo secondo la prospettiva di analisi (contesto internazionale, distribuzione geografica, distribuzione settoriale, distribuzione territoriale e attività internazionali delle imprese) ed in secondo luogo per unità di analisi: merci, servizi ed investimenti diretti esteri
  • di tipo “trasversale”: le informazioni disponibili sugli indicatori e le unità di analisi sono raccolte per singoli paesi, settori e aree territoriali (provincia e regione).

Allegata al volume cartaceo una USB card che contiene 860 tavole statistiche che descrivono i principali aspetti dei processi di internazionalizzazione del sistema produttivo italiano in un contesto globale.

Il volume cartaceo contiene una selezione delle 50 tavole più rappresentative.

Riguardo alle metodologie, l’edizione 2013 ha effettuato una revisione della documentazione sulle fonti nazionali ed internazionali di riferimento dei dati, sui sistemi di classificazione, sui sistemi di indagine a livello nazionale nonché sulle tipologie di elaborazioni statistiche dei dati di fonte nazionale e internazionale.

A fianco delle tradizionali statistiche sugli scambi di merci, di servizi e sugli investimenti diretti esteri, sono state introdotte, a livello europeo, le nuove statistiche sulle attività delle imprese multinazionali (FATS) mentre è aumentato il numero di elaborazioni e di indicatori finalizzati a misurare, ad esempio, la struttura delle imprese esportatrici e importatrici nei paesi dell’Ue e, più recentemente nei paesi Ocse.

Il volume, frutto della collaborazione tra l’Istituto nazionale di statistica e l’ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, contiene anche una Guida alla lettura e alla consultazione dei dati utile per orientarsi nel patrimonio informativo offerto.

Interessante la sezione che illustra i numerosi indicatori inclusi nelle tavole ed elaborati a partire da fonti nazionali e internazionali. Per ciascun indicatore è prodotta un’apposita scheda che ne riassume le principali caratteristiche metodologiche (“Cosa è”) e le finalità analitiche (“Cosa misura”).

Nuovi profili di internazionalizzazione

Per identificare una nuova tassonomia di profili di internazionalizzazione delle imprese, l’Istat nei primi mesi del 2013, a partire da una base dati che misura differenti aspetti dell’internazionalizzazione delle imprese, ha definito 7 classi mutuamente esclusive e rappresentative di diverse modalità di operatività sui mercati internazionali.

Questa tassonomia è strutturata in modo da rappresentare una possibile evoluzione delle forme di internazionalizzazione da quelle più elementari, a strutture più complesse: le prime cinque classi individuano diverse tipologie di internazionalizzazione commerciale mentre le rimanenti due si riferiscono all’internazionalizzazione produttiva.

  • La classe più elementare, “Solo esportatori”, è costituita da imprese che non importano ma svolgono una qualsiasi attività di esportazione verso i paesi Ue e verso un massimo di quattro aree geografiche extra-Ue.
  • Nella seconda e terza classe sono state considerate le imprese che svolgono solo attività di importazione, distinguendo quelle che importano esclusivamente beni intermedi (“Importatori di beni intermedi”) da quelle che importano tutte le altre tipologie di beni (“Importatori di altri beni e servizi”).
  • La quarta classe include le imprese che effettuano attività sia di esportazione che di importazione (“Esportatori-importatori”) e la quinta quelle che vendono in almeno 5 aree extraeuropee (“Global”).
  • Le ultime due classi, relative all’internazionalizzazione produttiva, comprendono rispettivamente le imprese che hanno controllate estere (“MNE”) e quelle localizzate sul territorio italiano ma a loro volta controllate dall’estero (“Controllo estero”).

Ogni impresa è assegnata, per ciascun anno di riferimento, a una sola categoria.

Caratteristiche strutturali delle imprese per forme di internazionalizzazione. Anno 2010

Risulta evidente che a forme più complesse di internazionalizzazione è generalmente associato un maggior livello di produttività e di propensione all’export.

Fonte: Istat (16 luglio 2013)