Il sito per le imprese che operano con l’estero

Commercio con l’estero: dicembre 2012

Nel 2012, il saldo commerciale, sostenuto dall’ampio avanzo dei prodotti non energetici (+74 miliardi), raggiunge +11 miliardi. Questo surplus, il più ampio conseguito dal 1999, si realizza in un contesto annuo di crescita del 3,7% dell’export e di flessione del 5,7% degli acquisti.

A dicembre 2012, rispetto al mese precedente, si rileva un aumento delle importazioni (+1,3%) e una lieve flessione delle esportazioni (-0,5%).

  • Le vendite di prodotti energetici (-5,7%) e di beni di consumo durevoli (-4,7%) registrano una significativa contrazione, mentre i beni di consumo non durevoli (+2,2%) e strumentali (+1,4%) sono in espansione.
  • L’incremento congiunturale delle importazioni è la sintesi dell’aumento degli acquisti dai mercati Ue (+3,5%) e della diminuzione da quelli extra Ue (-1,3%). Gli acquisti di beni strumentali sono in forte crescita (+8,2%).

Rispetto allo stesso mese del 2011, si registra una flessione tendenziale sia per l’export (-3,7%) sia per l’import (-6,4%), che si accentua se misurata in termini di volumi esportati (-6,7%) e importati (-8,1%).

Il surplus commerciale per le macchine e apparecchi n.c.a raggiunge 48 miliardi nel 2012, pari al 65% dell’avanzo registrato nei prodotti non energetici.

Risultati del 2012

Nel 2012, i paesi più dinamici all’export sono:

  • Giappone (+19,1%)
  • Stati Uniti (+16,8%)
  • Svizzera (+10,8%).

In marcata flessione risultano le vendite verso:

  • India (-10,3%)
  • Cina (-9,9%)
  • Spagna (-8,1%).

Sempre nel 2012, i prodotti manifatturieri in rilevante espansione all’estero sono prodotti petroliferi raffinati (+21,8%), articoli farmaceutici e chimici (+12,5%), articoli sportivi, giochi, preziosi (+6,8%) e prodotti alimentari e bevande (+6,7%).

La flessione degli acquisti sui mercati internazionali nel 2012 è particolarmente accentuata dal Giappone (-24,3%), dai paesi Mercosur (-21,9%) e dall’India (-21,5%). Risultano in forte contrazione le importazioni di autoveicoli (-26,2%), computer, apparecchi elettronici e ottici (-20,2%) e prodotti tessili (-14,0%).

Fonte: Istat (20 febbrario 2013)