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Commercio con l’estero: luglio 2012

A luglio si rileva un aumento congiunturale per entrambi i flussi commerciali, più accentuato per l’import (+2,9%) rispetto all’export (+0,3%).

L’aumento congiunturale dell’export è spiegato dalla crescita delle vendite verso i paesi Ue (+0,8%), mentre l'export verso l'area extra Ue è in lieve diminuzione (-0,3%). Particolarmente rilevante è l’incremento delle vendite di beni strumentali (+2,3%).

La crescita delle importazioni coinvolge entrambe le aree di interscambio: +3,6% per i paesi Ue e +2,1% per i paesi extra Ue. Incrementi significativi si registrano per i beni strumentali (+5,5%) e i prodotti intermedi (+4,4%).

A luglio si registra un avanzo commerciale pari a 4,5 miliardi, in ampio miglioramento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+2,0 miliardi). L’avanzo della bilancia non energetica è pari a 9,3 miliardi di euro. Nei primi sette mesi dell’anno il saldo commerciale è positivo e raggiunge i 4,4 miliardi. L’attivo di beni strumentali contribuisce per quasi il 70% al surplus registrato per i prodotti diversi dall’energia.

Rispetto a luglio 2011, i mercati più dinamici all’export sono:

  • paesi ASEAN (+29,6%)
  • Stati Uniti (+21,8%)
  • paesi OPEC (+20,6%).

Le vendite in Cina (-16,6%), Spagna (-9,0%) e Romania (-8,8%) registrano una significativa riduzione.

Risultano in crescita sostenuta le vendite di articoli farmaceutici chimico-medicinali e botanici (+13,1%), autoveicoli (+12,5%) e alimentari (+11,2%).

Marcata è la flessione delle importazioni dall’India (-25,7%) dai paesi Mercosur (-23,6%) e dal Giappone (-22,8%) mentre sono in forte crescita gli acquisti dai paesi OPEC (+23,0%).

La diminuzione degli acquisti di petrolio greggio dalla Russia, autoveicoli dalla Germania, e di computer dalla Cina contribuiscono per oltre il 50% alla flessione tendenziale delle importazioni..

Le vendite di metalli di base e prodotti in metallo verso la Svizzera, macchinari e apparecchi n.c.a. verso paesi OPEC, paesi ASEAN e Stati Uniti e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso la Francia contribuiscono per oltre il 35% alla crescita tendenziale delle esportazioni nazionali.

Forniscono, invece, un contributo significativo al rallentamento della crescita delle esportazioni le flessioni registrate nelle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. verso la Cina e la Russia, di prodotti petroliferi raffinati verso la Spagna e di mezzi di trasporto (autoveicoli esclusi) verso il Regno Unito.

Fonte: Istat