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Commercio estero 2004

La settima edizione dell'annuario Commercio estero ed attività internazionali delle imprese - realizzato congiuntamente da ISTAT e ICE - evidenzia che la bilancia commerciale italiana nel 2004 ha registrato un disavanzo di 1.513 milioni di euro (in passivo per la prima volta dal 1992).

Questo peggioramento del saldo commerciale è quasi interamente imputabile all'ampliamento del disavanzo energetico.
Le importazioni hanno fatto registrare un incremento del 7,3 per cento, mentre le esportazioni hanno segnato una crescita del 6,1 per cento.

Secondo stime preliminari di fonte internazionale, il commercio mondiale di beni ha registrato, nel 2004, un aumento in valore del 21,1 per cento.
La quota di mercato delle esportazioni italiane nel 2004 ha subito una leggera erosione (pari a 0,2 punti percentuali), attestandosi al 3,7 per cento.

Esportazioni

Germania, Francia e Stati Uniti si confermano come i principali mercati di sbocco delle esportazioni nazionali, con quote pari, rispettivamente, a 13,6, 12,3 e 8 per cento.
Incrementi particolarmente significativi in termini di valore si sono registrati, rispetto all'anno precedente, nelle esportazioni verso Russia (+29 per cento), Turchia (+20,6 per cento), Svizzera (+17,9 per cento), Cina (+15,4 per cento) e Romania (+10,8 per cento).

Le principali merci esportate sono costituite da macchinari di diverse tipologie, da autoveicoli e parti di autoveicoli, da articoli di abbigliamento, da prodotti chimici e farmaceutici e da mobili.
Nel 2004, sono risultate particolarmente dinamiche le esportazioni del comparto meccanico ed in particolare:

  • macchine e apparecchi per la produzione e l'impiego di energia elettrica (+13,8 per cento)
  • altre macchine di impiego generale (+7,8 per cento)
  • altre macchine per impieghi speciali (+5,5 per cento)
  • prodotti chimici (+10,7).

Importazioni

I principali prodotti acquistati nel 2004 sono stati gli autoveicoli (+5,2 per cento rispetto all'anno precedente), il petrolio greggio e gas naturale (+13,2 per cento) e i prodotti chimici (+10 per cento).

Analizzando la provenienza territoriale delle merci esportate si rileva che il 40,4 per cento ha avuto origine dalle regioni nord-occidentali dell'Italia, il 31,5 per cento da quelle nord-orientali, il 15,7 per cento dal Centro e il 10,7 per cento dal Mezzogiorno.

I primi quattro mesi del 2005

Con riferimento alle dinamiche più recenti dei flussi commerciali, nei primi quattro mesi del 2005 le esportazioni sono cresciute del 5 per cento e le importazioni dell'8,2 per cento, mentre il passivo è stato pari a 5.854 milioni di euro, contro un valore di -2.866 milioni di euro nel 2004.

Il peggioramento del deficit commerciale (pari a -2.988 milioni di euro tra il 2004 e il 2005) è determinato per 2.503 milioni di euro (l'85 per cento del maggiore deficit) dal settore dei minerali energetici e solo per 485 milioni di euro dai restanti comparti.

Le imprese che operano con l'estero

Sulla base di dati ancora provvisori, si rileva che 186.706 operatori economici hanno realizzato vendite all'estero nel corso del 2004.
Tra questi, 113.909 presentano un ammontare di fatturato all'esportazione molto limitato (fino a 75.000 euro), con un contributo al valore complessivo delle esportazioni inferiore all'1 per cento.

All'opposto, sono 2.939 gli operatori appartenenti alle classi di fatturato superiori a 15 milioni di euro, i quali realizzano oltre il 63 per cento delle vendite sui mercati esteri.

Il 44 per cento circa degli operatori esporta merci verso un unico mercato e poco più del 15 per cento opera su oltre dieci mercati.