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Doing business 2011

Il Rapporto annuale dal 2003 analizza il contesto del business da vari punti di vista: facilità nel creare una nuova impresa e nell’ottenere permessi per costruire, costo della burocrazia, protezione investitori e proprietà intellettuale, accesso al credito, sistema fiscale, rapporti di lavoro, rispetto dei contratti.

La premessa logica del “Doing business” è che l’attività economica richiede buone regole che devono essere trasparenti ed accessibili a tutti. Non tutti i fattori rilevanti per il business vengono però presi in considerazione da International Finance Corporation e World Bank (ad esempio, nel definire la classifica non si valutano le condizioni macroeconomiche, le infrastrutture, o le competenze della forza lavoro).

Secondo World Bank, negli ultimi 5 anni, l’85% delle 183 economie analizzate ha semplificato il contesto del business in cui operano le imprese (i maggiori progressi si sono registrati in Cina, India e nell’Africa sub sahariana).

Nel corso del 2010 molti governi, a seguito della crisi finanziaria internazionale, hanno adottato politiche tese a favorire le piccole medie e imprese e a sostenere l’occupazione.
Più della metà delle riforme si sono concentrate nel facilitare lo start up di un’impresa, nel semplificare le regole commerciali e il pagamento delle tasse e nello snellire le procedure fallimentari. Il diffuso impiego di nuove tecnologie ha consentito di ridurre i costi e di portare maggior trasparenza nei processi burocratico-amministrativi.

Classifica 2011

  1. Singapore (al primo posto da 5 anni)
  2. Hong Kong
  3. Nuova Zelanda
  4. Regno Unito
  5. Stati Uniti.

I Paesi che hanno impresso una forte accelerazione al processo di riforme e hanno guadagnato più posizioni rispetto al 2010 sono stati: il Kazakstan (+15 posizioni), Tajikistan (+10) e Ungheria (+6).

L’Italia arranca

L’Italia continua a perdere inesorabilmente posizioni. Nel ranking 2011 occupa il posto 80, nella classifica 2010 compariva al 76° posto e in quella del 2009 al 74°. Fattori più critici del nostro sistema Paese:

  • difficoltà nel pagamento delle imposte
  • rigidità del mercato del lavoro
  • inefficacia del sistema giudiziario civile
  • accesso al credito.

 Ranking dell'Italia (Fonte. Doing business 2011)

Un’unica frase dell’executive summary rende un po’ meno amara la lettura: “L’Italia ha intrapreso riforme che daranno frutti solo nel lungo periodo, come quella del settore giudiziario e della procedura fallimentare".