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Doing Business 2013

Doing Business 2013

Banca Mondiale e International Finance Corporation hanno pubblicato l’analisi comparativa annuale sul business climate in 185 Paesi.

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Il report annuale confronta le normative che regolano la vita delle imprese in 185 Paesi e studia l’efficacia delle riforme messe in atto per contrastare la crisi globale (aumento produttività, occupazione, investimenti...).

Doing business adotta la prospettiva di una piccola media azienda nazionale e raccoglie i contributi di 9.600 esperti sparsi in tutto il mondo. La  premessa è che l’attività economica richieda buone regole, trasparenti e accessibili a tutti e che vadano eliminate le norme che complicano lo scenario competitivo e che generano costi inutili per il sistema.

Lo studio prende in considerazione due tipi di indicatori:

  • indicatori relativi alla trasparenza e all’autorevolezza del contesto legale di riferimento (trasferimento proprietà immobiliare, tutele per gli investitori, tutela contrattuale, recupero crediti)
  • indicatori che sintetizzano la complessità e i costi necessari per fare business (start up, richiesta permessi di costruzione, disponibilità energia, sistema fiscale, disponibilità credito, facilità scambi commerciali internazionali e assunzione manodopera).

Benchmarking 11 aree che regolano il business

Nel periodo prese in esame dal report (giugno 2011 - giugno 2012):

  • 108 paesi (in particolare nell’Est Europa e nell’Asia centrale) hanno implementato 201 riforme positive per la vita delle Pmi locali
  • gli sforzi globali di miglioramento si sono concentrati sullo start up di nuove iniziative imprenditoriali, sulla semplificazione fiscale e sugli accordi commerciali internazionali
  • la Polonia ha registrato i miglioramenti più consistenti
  • Singapore ha mantenuto la sua leadership
  • in Europa si cominciano a manifestare i positivi effetti delle misure adottate in vari Paesi per contrastare la crisi dei debiti sovrani (la Grecia è nella classifica dei 10 Paesi più virtuosi in termini di riforme avviate).

Le 10 economie con il miglior business climate sono: Singapore (in testa alla classifica da 7 anni), Hong Kong, Cina, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Danimarca, Norvegia, Regno Unito, Corea del Sud, Georgia, Australia.

Il fatto che un Paese sia in testa alla classifica non significa che sia ai primi posti per tutti i 10 indicatori presi in considerazione (in questa edizione l’undicesimo indicatore sull’assunzione della manodopera non viene analizzato). Per avere un quadro generale di un Paese non è sufficiente quindi analizzare il solo dato aggregato, ma bisogna analizzare tutti gli indicatori.

I Focus paese della decima edizione sono dedicati a:

  • Colombia
  • Lituania
  • Ruanda.

Il caso Italia

Le due aree di miglioramento evidenziate dal Report 2013 per l'Italia sono:

  • ottenimento energia elettrica, grazie al miglioramento dell'efficacia di Acea Distribuzione e alla riduzione dei costi di collegamento
  • trasferimento proprietà immobili grazie alla digitalizzazione delle mappe catastali oggi accessibili online ai notai.

L’Italia ha registrato un netto miglioramento nel dato aggregato: è risalita dalla posizione 87 del 2012 alla 73 (era 83esima nel 2011). Questi i “ranking parziali” totalizzati dal nostro paese nel 2013 (tra parentesi i dati 2012):

  • iniziare un business 84 (77)
  • richiesta permessi di costruzione 103 (96)
  • attivazione contratto energia 107 (109)
  • trasferimento proprietà immobiliare 39 (84)
  • disponibilità credito 104 (98)
  • tutele per gli investitori 49 (65)
  • sistema fiscale e pagamento imposte 131 (134)
  • facilità scambi commerciali internazionali 55 (63)
  • tutela contrattuale 160 (158)
  • recupero crediti 31.

Enrico Forzato