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Esportazioni regioni italiane: II trimestre 2011

Nel secondo trimestre 2011 si rileva una crescita congiunturale delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali, più intensa per le regioni nord-orientali (+4,4%). Seguono il Mezzogiorno (+2%), le regioni centrali (+1,4%) e quelle nord-occidentali (+0,5%). 

Nel corso dei primi sei mesi del 2011 la crescita tendenziale risulta sostenuta. Particolarmente elevato è l’aumento per l’Italia insulare (+20,8%), mentre per le altre aree si registra un aumento del 15% circa.

Nel primo semestre, tra le regioni che presentano i contributi maggiori alla crescita delle esportazioni nazionali, si segnalano aumenti tendenziali superiori alla media per le esportazioni dalla Sicilia (+29,2%), dal Lazio (+20,8%) e dall’Emilia-Romagna (+17%). Risultano relativamente meno dinamiche le esportazioni della Toscana (+12,2%) e del Veneto (+14%).

Altri rilevanti incrementi tendenziali delle esportazioni riguardano Liguria (+22,9%), Puglia (+22%), Abruzzo (+19,8%) e Bolzano (+18,7%). Aumenti contenuti si registrano per le vendite all’estero della Calabria (+2,8%), del Molise (+5,4%) della Sardegna (+6,9%) e della Campania(+8,5%).

Nell’ambito delle vendite verso i paesi comunitari, il più ampio contributo alla crescita delle esportazioni nazionali, durante i primi sei mesi del 2011, è stato fornito dalla Lombardia (4,4 punti percentuali), con un incremento tendenziale del 16,2%.

Incrementi delle vendite sui mercati esteri associati a contributi significativi alla crescita delle esportazioni nazionali si registrano anche per Lazio (+17,5%), Puglia e Umbria (+23,4%) e Abruzzo (+23,2%). Per la Calabria (-33,3%) e il Friuli-Venezia Giulia (-2,3%) si rileva una flessione tendenziale delle vendite nei paesi Ue.

Per quanto concerne i paesi extra Ue i maggiori incrementi tendenziali del primo semestre riguardano (in ordine di contributo alla crescita delle esportazioni nazionali) l’Emilia Romagna (+20,8%), il Friuli-Venezia Giulia (+43,6%), la Sicilia (38,5%), il Lazio (+26,1%), la Liguria (+45,6%), le Marche (+20%) e la Puglia (+20,3%). In calo sono le vendite verso i paesi extra Ue della Sardegna (-4,9%) e del Molise (-18,3%).

I principali contributi alla crescita delle esportazioni nazionali nei primi sei mesi sono dovuti alle vendite della Lombardia in Germania e Francia. Nel primo caso si registra un incremento superiore alla media nazionale del 21,5% in termini tendenziali; nel secondo una crescita meno intensa, pari al 14,4%.

La natura occasionale della movimentazione di alcune merci ad elevato valore monetario spiega la sostenuta dinamica delle esportazioni del Friuli-Venezia Giulia e della Liguria verso gli Stati Uniti.

In forte aumento appare poi la crescita dell’export della Toscana (+76,5%) e del Piemonte (+59,8%) verso la Svizzera e, a livelli più contenuti, del Veneto verso la Germania (+18,2%) e ancora della Lombardia verso la Svizzera (+18,3%).

In calo sono le vendite dal Friuli-Venezia Giulia e della Liguria verso il Regno Unito (anche qui per la natura occasionale della movimentazione di alcune merci ad elevato valore monetario), dalla Sardegna verso i Paesi Opec (-55,6%), dal Friuli-Venezia Giulia verso la Turchia (-57,7%), dal Veneto verso gli Stati Uniti, dal Piemonte verso l’Opec, dalla Puglia e dalla Sicilia verso gli Stati Uniti e dalla Toscana verso Cina e Paesi Bassi.

I settori

L’analisi congiunta per settore e regione di provenienza della merce, svolta considerando anche il loro contributo alla variazione delle esportazioni nazionali, mostra incrementi significativi delle vendite all’estero di metalli di base e prodotti in metallo dalla Lombardia (+24,9%), di macchinari ed apparecchi soprattutto dall’Emilia Romagna (+25,7%) e dal Veneto (+29,5%), di prodotti petroliferi raffinati dalla Sicilia (+38,9%), di metalli di base e prodotti in metallo dalla Toscana (+44,3%) e dal Veneto (+27%), di computer, apparecchi elettronici e ottici dalla Lombardia (+21,5%) e di macchinari ed apparecchi dal Piemonte (+15,3%).

Riduzioni delle vendite all’estero si registrano per i seguenti prodotti: mezzi di trasporto (escluso autoveicoli) dal Veneto (-36,3%), macchinari ed apparecchi dalla Toscana (-7,5%) e dalla provincia di Trento (-15%), autoveicoli dal Piemonte (-10,9%) e dalla Campania(-29,4%), prodotti petroliferi raffinati dal Friuli-Venezia Giulia (-55,1%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dalla Toscana (-10,2%), sostanze e prodotti chimici dall’Umbria (-31%) e computer, apparecchi elettronici e ottici dalla Puglia (-50,9%).

Le province

Le province che hanno contribuito maggiormente alla crescita delle esportazioni nazionali nel primo semestre 2011, spiegando circa il 40% della crescita complessiva, sono Milano (con una variazione tendenziale delle esportazioni provinciali pari a +10,5%), Brescia (+23,1%), Vicenza (+16,2%), Siracusa (+36,1%), Bologna (+20,2%), Roma (+25,1%), Torino (+10,7%), Arezzo (+36,2%), Treviso (+17,2%) e Monza e Brianza (+21,7%).

Altre province che presentano una dinamica particolarmente sostenuta delle esportazioni, con un contributo superiore a 0,2 punti percentuali alla crescita delle esportazioni nazionali, sono Lodi (+76,9%), Genova (+33,5%), Alessandria (+32,8%), Ravenna (+24,5%), Chieti (+23,8%), Frosinone (+22,2%). Quelle altrettanto dinamiche, ma con un contributo compreso tra 0,07 e 0,2 punti percentuali, sono Ferrara (+29,1%), Piacenza (+29,1%), Taranto (+28,3%) e Rovigo (+28%).

Le province che mostrano incrementi più contenuti, tra quelle più importanti in termini di contributo alla crescita, sono Varese (+11,6%), Modena (+11,6%), Verona (+11,3%), Bergamo (+11,2), Pisa (+11%), Parma (+10,8%), Napoli (+10,6%) e Cagliari (+7,4%).

Significativi contributi negativi si registrano, invece, per L'Aquila (-10%), Siena (-9,5%), La Spezia (-22,1%), Venezia (-8,1%) e Massa Carrara (-26,6%).

Fonte: Istat