Il sito per le imprese che operano con l’estero

Federazione Russa: bilancio 2007

Tra le grandi economie mondiali emergenti, la Russia è da circa sette anni al terzo posto come dinamica di sviluppo, dopo Cina e India. Nel 2007 il Pil è aumentato dell'8,1%, nel 2006 del 7,4%.
Documenti

La situazione politico-istituzionale

L'elezione di Dmitri Medvedev, giurista 42enne di San Pietroburgo, a succedere a Vladimir Putin alla presidenza della Russia per i prossimi quattro anni, con il 70,3% dei voti, conferma l'attuale stabilità al vertice politico del paese. Medvedev entrerà ufficialmente in carica come Presidente della Federazione russa il 7 maggio, mentre Putin dovrebbe essere nominato primo ministro e formare immediatamente il nuovo governo.

Il programma per la presidenza indicato da Dmitri Medvedev si pone alcuni obiettivi politici piuttosto ambiziosi:

  • rafforzamento dello stato di diritto, con una maggiore responsabilità e affidabilità del sistema giudiziario
  • riforma nel funzionamento del potere esecutivo (governo, ministeri e alta burocrazia)
  • lotta alla corruzione.

Sul piano economico gli obiettivi sono:

  • maggior sostegno alla libera imprenditoria e tutela dei diritti di proprietà privata
  • alleggerimento delle tasse (riduzione dell'Iva dal 18 al 12% o sua sostituzione con una tassa sulle vendite)
  • netta separazione tra politica e "business"
  • attrazione investimenti stranieri in termini tecnologici e finanziari per dare impulso all'ammodernamento e rinnovamento della struttura produttiva russa.

Per quanto riguarda l'ingresso della Russia nella WTO (Organizzazione mondiale del commercio), nel corso del 2007 sono proseguiti i negoziati sugli ultimi aspetti da risolvere: apertura filiali di banche straniere in Russia, tariffe del trasporto aereo, norme sanitarie sui prodotti agricoli, accordi di liberalizzazione in campo energetico.
Le previsioni attuali sono che la Russia possa accedere al WTO, probabilmente a fine 2008 o ai primi del 2009.

Nel luglio 2006, Fitch ha aumentato il rating sovrano russo da BBB a BBB+, sempre con outlook "stabile", che condivide tuttora (febbraio 2008) con Standard & Poors. Il rating di Moody's rimane egualmente a Baa2/stabile.

Il mercato e l'economia russa nel 2007-2008

Tra le grandi economie mondiali emergenti, la Russia è da circa sette anni al terzo posto come dinamica di sviluppo, dopo Cina e India. Nel 2006 il Pil russo è aumentato del 7,4%, nel 2007 dell'8,1%.

I redditi reali nel 2007 sono aumentati del 10,4%, i consumi (commercio al minuto) del 15,2% e gli investimenti del 21,1%, mentre l'edilizia generale è aumentata del 18,2% e quella abitativa di oltre il 19%.

L'economia russa ha continuato a godere di una congiuntura estremamente favorevole sul mercato mondiale del greggio e del gas, ed ha risentito poco della crisi finanziaria mondiale della seconda metà del 2007, provocata dall'esplosione della bolla del mercato ipotecario dei "subprime" negli Stati Uniti.

Nel 2007 la produzione industriale è aumentata del 6,3% rispetto al 2006 (quando aveva registrato +3,9% sul 2005).
L'industria manifatturiera globalmente ha registrato un incremento del 9,3% rispetto al 2006. Particolarmente brillante il settore della gomma e della plastica (+23,0%), l'industria metallurgica (+19,3%) e quella dei mezzi di trasporto (+15,9%).

Sopra il 10% sono anche la produzione di materiale elettrico e elettronico (+12,8%) e quella di altri prodotti minerali non metallici (+10,8%).
Sotto la media gli aumenti nel settore legno (+6,2%), alimentare (+6,1%), negli altri tipi di produzione (+5,1%), dei prodotti petroliferi (+2,7%) e nella produzione di prodotti in metallo.
In lieve flessione rispetto al 2006 sono la produzione di pelle e pelletterie (-0,1%) e quella di tessuti (-0,3%).

L'inflazione (indice dei prezzi al consumo) a dicembre 2007 rispetto a dicembre 2006 è stata dell'11,9%, cioè superiore del 2,9% a quella registrata a dicembre 2006 su dicembre 2005.

Le tendenze inflazionistiche, favorite dalla continua rivalutazione del rublo sul dollaro e dal notevole aumento delle spese statali nell'ultimo trimestre, sono sfuggite al controllo del governo.
Nel 2008, malgrado l'inflazione sia ancora aumentata a gennaio-febbraio, si prevede un rallentamento nella seconda metà dell'anno, fino all'11% entro fine dicembre, in modo da raggiungere livelli più ragionevoli nel 2009.

I redditi reali continuano comunque a crescere: dopo il boom del 14,5% in valore reale nel 2003, e il 9,9% nel 2004, nel 2005 essi sono aumentati del 9,9, nel 2006 del 10% e nel 2007 del 10,4%.

La Borsa russa ha superato nel 2005 la fatidica quota 1.000 per poi terminare l'anno a 1.150. Nel 2006 il boom borsistico è continuato, fino a giungere a 1.920 punti, mentre il 2007 ha chiuso a 2.290 punti. Secondo previsioni Troika Dialog la Borsa archivierà il 2008 a quota 2.800.

Nel 2007 le esportazioni russe sono aumentate in valore del 17,1%, raggiungendo i 352,4 miliardi di dollari.
Le importazioni con un aumento record del 44,9,% sono salite fino a 199,7 miliardi di dollari.
L'attivo della bilancia commerciale di 152,7 miliardi di dollari è comunque inferiore rispetto ai 163,4 miliardi di attivo del 2006.

Nel 2006, le esportazioni erano aumentate del 25,1% rispetto al 2005, mentre le importazioni erano cresciute del 39,3% rispetto al 2005.

Il boom economico-industriale e dei consumi ha provocato una forte crescita delle importazioni di:

  • macchine e impianti per l'ammodernamento produttivo
  • beni di consumo di qualità per l'aumento del potere di acquisto della classe media

mentre la produzione interna russa non riesce a soddisfare la domanda crescente.

Nel 2006 il mercato dei beni di consumo in Russia era di 331,9 miliardi di dollari, e nel 2007 è aumentato ancora in dollari del 27% (+89,9 miliardi di dollari), raggiungendo i 421,8 miliardi di dollari, di cui i beni di consumo durevole costituiscono il 54,6%.

Dal 2003-2004 il benessere si sta allargando anche alla classe medio-bassa, con l'avvio di un vero e proprio "mercato di massa", che coprirebbe già oggi circa il 40% della popolazione russa, almeno 57 milioni di persone.
La popolazione "povera" sta diminuendo a meno del 15% del totale.

ll commercio Italia - Russia

Nel 2005 le esportazioni italiane in Russia sono cresciute del 22,4% arrivando a 6.075 milioni di euro. Anche l'import ha registrato un aumento del 20,5% arrivando a 11.704 milioni di euro.
L'interscambio è stato pari a 17.779 milioni di euro, con un aumento del 21,1% sul 2004 e un saldo negativo per l'Italia di 5.629 milioni di euro.

Tale andamento è continuato nel 2006, quando l'export italiano è aumentato del 25,7% rispetto al 2005, raggiungendo i 7.639 milioni di euro, mentre l'import è cresciuto del 16,1%, specie per la dipendenza energetica dell'Italia, fino a 13.591 milioni di euro.
L'interscambio nel 2006 è stato perciò di 21.230 milioni di euro, con una crescita del 19,4% sul 2005, ma il disavanzo è salito del 5,7%, fino a 5.952 milioni di euro.

Nel 2007 l'export italiano è ulteriormente aumentato rispetto al 2006 del 25,3% raggiungendo 9.577 milioni di euro, mentre l'import è salito a 14.354 milioni di euro (+5,6%).
L'interscambio del 2007 è stato quindi pari a 23.931 milioni di euro, cioè il 12,7% in più che nel 2006, mentre il saldo, sempre negativo di 4.777 milioni di euro, è stato comunque inferiore del 19,7% a quello del 2006.

Per quanto riguarda la struttura delle nostre esportazioni, la prevalenza va sempre ai macchinari e impianti, seguiti dai mobili e poi dall'abbigliamento, mentre le esportazioni di prodotti alimentari, in primo luogo vini, occupano una quota modesta.

Investimenti esteri

Nel 2007 gli investimenti stranieri sono più che raddoppiati rispetto al 2006 e hanno raggiunto i 120,9 miliardi di dollari; di questi gli investimenti diretti sono stati 27,7 miliardi, il doppio rispetto al 2006.

Le procedure burocratiche e amministrative, in particolare per gli investitori stranieri, rimangono però ancora lente, tanto a livello di autorità locali che federali.

Il Cremlino sta definendo i settori strategici per gli investimenti, quelli in cui il capitale straniero non potrebbe superare di norma il 25%, salvo una specifica autorizzazione del Governo russo, accordata caso per caso.

La nuova legge in materia, sottoposta il 31 gennaio 2007 al Governo, è stata poi approvata in prima lettura dal Parlamento, ma è in fase di completamento, con l'aggiunta dei settori della pesca e dei media, e non sarà ripresentata nell'ultima versione fino alla tarda primavera del 2008.

In sei nuove Zone economiche speciali si offrono particolari agevolazioni fiscali per gli investitori stranieri:

  • quattro tecnoparchi, Zelinograd e Dubna vicino a Mosca, Tomsk in Siberia e San Pietroburgo
  • due zone produttive industriali a Lipetzk (dove opera la Merloni / Indesit) e a Yelabuga, in Tatarstan.

Ricordiamo che dal 1° luglio 2006, le autorità russe hanno abolito tutte le limitazioni e licenze o permessi necessari per l'esportazione o importazione di capitali da e per la Russia ad opera di persone fisiche e giuridiche.
Tale misura è un passo decisivo verso la piena convertibilità del rublo, anche se quest'ultima non potrà completarsi prima di 5-6 anni, cioè dopo un deciso rafforzamento del sistema bancario russo, ancora troppo debole rispetto agli standard internazionali.

Per approfondimenti leggi l'intero documento in formato .Pdf.

Ufficio di Mosca - Promos
Novyi Arbat, 7 – 5 floor
121019 Moscow – Russia Federation
Tel. +7.495.7376475 / 78 - 7309456
Fax +7.495.7376477
Mail