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Fiscal Monitor del FMI: settembre 2011

Anche se molti paesi hanno saputo correggere squilibri fiscali fondamentali, lo scenario fiscale mondiale è ancora soggetto a un alto tasso di rischio. 

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Nella zona dell’euro molti paesi hanno definito piani di rientro dei deficit pubblici a medio periodo e hanno rafforzato le istituzioni fiscali. Ciononostante sono aumentati i differenziali del costo del credito, in particolare in Italia e in Spagna.

I paesi che stanno subendo i più forti attacchi speculativi non hanno altra possibilità che ridurre rapidamente il proprio deficit di bilancio. I paesi che godono invece di maggiori margini di manovra fiscale possono adottare un piano di rientro più graduale.

Per minimizzare gli effetti delle nuove misure fiscali sulla crescita economica è importante spostare parte del carico impositivo dalla manodopera al consumo e realizzare efficaci piani di privatizzazione.

In Giappone e negli Stati Uniti gli interventi di riequilibrio delle finanze pubbliche sono stati più limitati, ma i tassi di interesse rimangono storicamente bassi.

Nelle economie emergenti, che richiedono a medio periodo minori interventi di risanamento, l’approccio fiscale in alcuni casi non è sufficientemente restrittivo in considerazione delle spinte inflazionistiche e della rapida crescita sostenuta in parte dal grande afflusso di capitali.

Fiscal Monitor