Il sito per le imprese che operano con l’estero

Global Competitiveness Report 2012 - 2013

Global Competitiveness Report 2012 - 2013

Il Global competitiveness report - elaborato dal World Economic Forum - è un’analisi comparata condotta su 144 Paesi.

Il Report, aiuta a spiegare perché alcune economie crescono più di altre e offre spunti di riflessione ai policy maker e ai business leader.

La competitività è intesa come un sistema fatto di istituzioni, politiche e fattori che determinano la produttività di un Paese. Il livello di produttività di un’economia influenza il ritorno degli investimenti che rappresentano il principale fattore di sviluppo.

Lo studio del Word Economic Forum si basa sull’analisi di 12 “pilastri” che sostengono la competitività e la produttività di un sistema paese.

  1. Il contesto istituzionale rappresenta lo scenario legale e amministrativo all’interno del quale cittadini, imprese e istituzioni pubbliche interagiscono per creare ricchezza.
  2. Le infrastrutture sono fondamentali per ridurre i costi e i tempi di spostamento delle merci e delle persone, per integrare i sistemi produttivi, per garantire la circolazione delle informazioni
  3. Il quadro macroeconomico di riferimento è di vitale importanza. Le imprese possono ben operare solo in presenza di tassi di interesse non troppo elevati, debito pubblico e inflazione sotto controllo, politica fiscale equilibrata…
  4. Benessere e educazione di base costituiscono il quarto pilastro. Una forza lavoro sana e consapevole è indispensabile per la produttività di un’economia.
  5. Alta formazione e training sono il quinto fattore, fondamentali per trasferire maggior valore aggiunto ai prodotti e ai servizi e per mantenere il vantaggio competitivo nel tempo
  6. L’efficienza del mercato dei beni consente al paese di produrre il giusto mix di prodotti e servizi in grado di soddisfare la domanda (la “maturità” del consumatore è un decisivo fattore di stimolo verso il miglioramento continuo del mercato)
  7. Un mercato del lavoro efficiente e flessibile favorisce un incontro equilibrato tra domanda e offerta di lavoro e migliora la capacità di un Paese di rispondere ai cambiamenti macroeconomici globali
  8. Il settore finanziario è fondamentale per dare equilibrio all’intero sistema e per garantire agli investitori privati un valido business climate
  9. L’ICT è sempre più indispensabile in un mondo globalizzato ed altamente competitivo per garantire il diffondersi del sapere
  10. La dimensione complessiva del mercato (che comprende anche le esportazioni) determina la possibilità di raggiungere economie di scala
  11. La sofisticazione del business che si evince dal sistema di relazioni d’affari nel suo insieme (presenza di cluster, ecc…) e dalle aziende più virtuose che lo compongono.
  12. L’innovazione tecnologica intesa come capacità di collaborare del pubblico con il privato nell’ambito della ricerca e sviluppo, di formare ricercatori… è l’ultimo fattore considerato.

Il report da un lato suddivide i 144 Paesi in base a tre gradi di sviluppo economico definiti basic, efficiency enhancers, innovation and sophistication. Dall’altro associa anche ai 12 pilastri della competitività uno dei tre stadi di sviluppo.

La classifica

Tra i primi 10 Paesi classificati molti sono dell’Europa del nord: Svizzera (al primo posto per il quarto anno consecutivo), Finlandia (terzo posto), Svezia (quarto posto), Olanda (quinto posto), Germania (sesto posto) e Regno Unito (ottavo posto).

Soffrono invece i Paesi dell’Europa che si affacciano sul Mediteraneo: la Francia perde tre posizioni (21), la Spagna, che era al 29° posto nel 2009, scende al 36°, l’Italia guadagna una posizione (42), il Portogallo ne perde 4 (49) e la Grecia precipita a quota 96.

Stati Uniti (che arretrano per il quarto anno consecutivo), Hong Kong e Giappone chiudono la classifica dei 10 Paesi più virtuosi, mentre Singapore si conferma al secondo posto. Tra i paesi asiatici bene anche Taiwan (13) e Corea (18).

Tra i Paesi Brics:

  • la Cina, malgrado perda tre posizioni rispetto allo scorso anno, continua ad essere la più competitiva (29)
  • solo il Brasile sale (48)
  • Sud Africa (52), India (59) e Russia (67) registrano un leggero calo.

Molti Paesi latinoamericani hanno registrato trend interessanti: il Cile (33), Panama (40), Brasile (48) Messico (53), Perù (61).

Tra i Paesi del Golfo da segnalare il Qatar (11), l’Arabia Saudita (18) e gli Emirati Arabi Uniti (24).

La Turchia guadagna ben 16 posti quest’anno e si posiziona dietro l’Italia (43).

L’Italia

L’Italia (ultimo tra i Paesi che compongono il G7) aveva guadagnato 5 posizioni lo scorso anno; quest’anno ne guadagna una sola (42). Buone le performance nei settori ad alto valore aggiunto, l’Italia si classifica al secondo posto nella speciale classifica dedicata ai cluster. Altro punto di forza: la dimensione del mercato di riferimento (10). Tra le maggiori criticità segnalate, in ulteriore calo rispetto alla passata edizione:

  • la rigidità del mercato del lavoro (127° posto nella classifica sull’efficienza)
  • il mercato finanziario non è sufficientemente sviluppato (111° posto)
  • le lentezze del sistema giudiziario, la presenza di corruzione e malavita disincentivano gli investitori internazionali (97° posto per il contesto istituzionale).

Approfondimenti (EN)

Enrico Forzato