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Indagine congiuntura economica IV trimestre 2011

Una fine d’anno da dimenticare e nubi sull’andamento dei primi mesi del 2012. E’ questo lo scenario che delinea la consueta indagine congiunturale del Centro studi di Unioncamere riguardante l’andamento delle imprese industriali, commerciali e dei servizi.

La crisi ha colpito duramente il nostro sistema produttivo che tuttavia ha retto nelle vendite all’estero, cresciute del 2,5%, grazie alla meccanica che ha registrato +5,6% dell’export.

Industria: produzione -1,8% e fatturato -1,2%

Flettono produzione e fatturato, rispettivamente dell’1,8% e dell’1,2%, segno che alla stasi produttiva, dovuta anche a ordinativi in frenata, si accompagna anche una dinamica delle vendite che perde decisamente slancio rispetto ai discreti andamenti dei trimestri precedenti.

Le imprese industriali sotto i 49 addetti continuano a essere le più penalizzate dal negativo clima degli affari (-2,8% e -2,0% i cali di produzione e fatturato), che va a colpire in modo particolarmente intenso anche il segmento artigiano (rispettivamente, -3,8% e -2,8%). Gli operatori di maggiori dimensioni evidenziano, invece, riduzioni più contenute di entrambi gli indicatori (produzione -1,1% e fatturato -0,7%).

Al risultato negativo in termini di produzione contribuiscono principalmente:

  • il settore del legno-arredo (-4,4%)
  • il tessile-abbigliamento (-3,6%)
  • l’elettronica (-3,2%)
  • le industrie dei metalli (-1,3%)
  • l’alimentare (-1,2%).

Sul fronte del fatturato, invece, l’unico settore a non subire arretramenti è l’alimentare (+0,3%), mentre flessioni di dimensioni contenute riguardano la meccanica (-0,6%) e le Altre industrie (-1,0%). In linea con i rilevanti cali della produzione, le industrie del legno-arredo e quelle elettriche ed elettroniche manifestano i ribassi più ampi anche in termini di fatturato (rispettivamente, -3,7% e -2,7%).

Produzione e fatturato segnalano riduzioni più contenute nel Nord Ovest (-0,9% e -0,6%) e nel Nord Est (-1,3% e -0,4%). All’interno di queste aree, solo l’Emilia Romagna riesce a mantenere entrambi gli indicatori esaminati in terreno positivo, mentre in Piemonte e Veneto questo compare solo per il fatturato. La Lombardia sembra invece più colpita dalla debolezza del contesto economico.

Se le regioni centrali si posizionano poco al di sotto della media nazionale, quelle del Sud e Isole cedono invece sensibilmente, riportando cali di produzione e fatturato rispettivamente nell’ordine del -5,1% e -4,5%.

Esportazioni in crescita del 2,5%

A fronte della domanda interna del tutto insufficiente a garantire guadagni di produzione e fatturato, la domanda estera, specialmente quella proveniente dai mercati più distanti, rimane per le imprese industriali uno strumento per mitigare gli effetti della crisi.

Nel IV trimestre 2011 si attesta al 2,5% il progresso tendenziale delle esportazioni, cui contribuiscono piccole e grandi imprese, sebbene in misura diversa. Differenziato anche l’andamento settoriale.

Se la performance migliore sui mercati esteri è quella stabilita dalla meccanica (+5,6% l’incremento tendenziale), seguita dall’alimentare (+3,9%), altri settori fanno segnare andamenti positivi, ma più in linea con la media. Solo le industrie elettriche ed elettroniche presentano una dinamica negativa delle vendite estere (-4,4%).

Tutte le macro ripartizioni manifestano un progresso dell’export, ma mentre il Mezzogiorno chiude il trimestre con un guadagno molto contenuto, il Nord Ovest (+2,9%) e il Centro (+2,7%) dimostrano di aver colto efficacemente le opportunità offerte dai mercati esteri, grazie principalmente ai risultati conseguiti da Piemonte e Toscana. Non distante la crescita riportata dal Nord Est (+2,4%).

Ordinativi in calo del 2,1%

Un deciso arretramento (-2,1% tendenziale) viene registrato dai portafogli ordini delle imprese industriali nel IV trimestre 2011, avvertito soprattutto dalle imprese sotto i 50 addetti (-2,9%) e al loro interno da quelle appartenenti all’artigianato (-3,8%).

Tra i settori, i cali più netti emergono nel tessile-abbigliamento (-4,1%) e nel legno-arredo (-3,9%). Meno penalizzate, invece, le industrie meccaniche (-1,2%), quelle elettriche ed elettroniche (-1,2%) e l’alimentare (-0,8%).

A fronte di ordinativi in calo più moderato nel Nord Ovest (-1,1%) e nel Nord Est (-1,2%), le perdite sono invece più sostenute al Centro (-4,2%) e nel Sud e Isole (-4,5%).

Previsioni per il I trimestre 2012

Le imprese industriali non scorgono ancora segnali di ripresa del ciclo economico e non si dichiarano particolarmente ottimiste sulle prospettive produttive e degli affari per il I trimestre 2012.

Emergono saldi negativi superiori ai 10 punti percentuali sia per la produzione che per il fatturato, ma la situazione appare peggiore per le imprese sotto i 50 addetti, che evidenziano saldi intorno ai -20 punti percentuali, e per quelle artigiane, con il saldo sul fatturato che raggiunge i -25,1 punti percentuali.

Sono invece decisamente più contenute le differenze tra ottimisti e pessimisti nelle fasce dimensionali maggiori (il bilancio è -4,2 punti percentuali per la produzione e -5,5 per il fatturato).

L’unico settore dove per il I trimestre 2012 prevalgono aspettative di crescita dei livelli produttivi e delle vendite è il petrolchimico (rispettivamente, +5,2 punti percentuali e +7,9 i saldi), in virtù delle previsioni delle imprese sopra i 50 addetti.

Per tutti i restanti comparti sono le dichiarazioni pessimistiche a prevalere, in modo più mitigato nella meccanica (-2,1 punti percentuali per la produzione e -5,6 per il fatturato), mentre sono più accentuate le difficoltà attese nel settore del legno-arredo (-32,2 punti percentuali per la produzione e -36,2 per il fatturato).

Anche sotto il profilo territoriale non emergono segnali positivi né per produzione né per fatturato.

Fonte: STARnet (Unioncamere) - 22 febbraio 2012