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Le imprese a controllo nazionale residenti all’estero 2007

L’Istat ha reso disponibili, a fine maggio 2010, i principali risultati dell’indagine sulla struttura e le attività delle affiliate italiane all’estero (anno 2007).

Questi dati consentono una valutazione del ruolo che le imprese italiane svolgono nei diversi paesi del mondo. Le imprese vengono classificate secondo i concetti di residenza (in Italia o all’estero) o controllo (nazionale o straniero).

Nel 2007 erano 20.050 le imprese a controllo nazionale residenti all’estero. Queste impiegavano oltre 1,4 milioni di addetti, realizzando un fatturato di circa 389 miliardi di euro.

Le affiliate italiane all’estero attive in settori diversi dall’intermediazione finanziaria impiegavano oltre 1,2 milioni di addetti, con un fatturato di 305 miliardi di euro.
Considerando il fatturato al netto degli acquisti di beni e servizi (aggregato che rappresenta una stima della creazione di valore aggiunto realizzata all’estero), il risultato ottenuto da queste imprese (al netto di quelle operanti nel settore dell’intermediazione finanziaria) è stato di 84,2 miliardi di euro.

La numerosità delle affiliate italiane all’estero è più elevata nei servizi non finanziari (11.279 imprese) rispetto ai settori industriali (7.843). Tuttavia, le imprese industriali mostrano una maggiore rilevanza economica (circa 182 miliardi di fatturato e 57 miliardi di fatturato al netto degli acquisti di beni e servizi), per un totale di circa 838 mila addetti.

La dimensione media delle controllate italiane all’estero è pari a 70,9 addetti, largamente superiore a quella delle imprese residenti in Italia e a controllo nazionale (3,7 addetti), ma solo di poco inferiore a quella delle imprese a controllo estero che operano in Italia (86,6 addetti).

Il grado di internazionalizzazione del sistema produttivo italiano può essere valutato sulla base dell’incidenza delle attività realizzate all’estero rispetto al complesso di quelle svolte in Italia.
Le attività manifatturiere realizzano all’estero un fatturato pari al 13,2 per cento di quello conseguito in Italia, mentre in termini di addetti la percentuale sale al 16,3 per cento. Percentuali più basse si rilevano per il commercio, mentre gli altri servizi (ad eccezione di quelli finanziari) risultano relativamente poco internazionalizzati.

Localizzazione delle affiliate italiane all’estero

L’Unione europea (Ue27) rappresentava la principale area di localizzazione delle multinazionali italiane con il 65,4 per cento delle imprese, il 53,9 per cento degli addetti e il 65,3 per cento del fatturato all’estero (41,9 per cento al netto degli acquisti di beni e servizi).

Segue il Nord-America, con il 9,0 per cento delle affiliate italiane all’estero, l’11,5 per cento degli addetti e con il 9,5 per cento del fatturato.

Una presenza significativa delle multinazionali italiane all’estero si registra in Asia (10,7 per cento degli addetti all’estero), in Centro e Sud America (10,6 per cento) e negli Altri paesi europei (8,3 per cento).

Si segnala poi la presenza di una quota elevata di fatturato, al netto degli acquisti di beni e servizi, in Africa e Oceania (19,0 per cento), dovuta alla rilevanza dell’estrazione di minerali energetici e non energetici.

I principali paesi di localizzazione in termini di addetti sono:

  1. Stati Uniti (1.621 affiliate che impiegano quasi 148 mila addetti)
  2. Romania (3.925 imprese che assorbono oltre 147 mila addetti)
  3. Germania (1.404 affiliate, con quasi 117 mila addetti)
  4. Francia (1.658 imprese che utilizzano oltre 100 mila addetti)
  5. Brasile (oltre 500 imprese con più di 94 mila addetti)
  6. Cina (792 affiliate che impiegano più di 85 mila addetti)
  7. Polonia (591 imprese e quasi 83 mila addetti).

Le affiliate italiane nei paesi Extra UE27 sono 6.938 ed impiegano oltre 655 mila addetti, con un fatturato di 134,8 miliardi di euro. Presentano una quota delle esportazioni sul fatturato pari al 32,8 per cento, con un peso dei flussi intra-gruppo sul complesso delle esportazioni del 43,4 per cento.



Il costo unitario del lavoro delle imprese manifatturiere a controllo nazionale residenti nei paesi extra UE27 varia sensibilmente con la localizzazione delle imprese controllate: da oltre 40 mila euro per dipendente negli Stati Uniti e in Canada a meno di 10 mila euro in Messico, Serbia, Federazione Russa, India e Cina.

Il saldo tra imprese a controllo nazionale (residenti in Italia o all’estero) ed imprese residenti in Italia (a controllo nazionale o estero) è positivo e pari a 174.275 addetti, con differenziali ampiamente positivi nell’industria (quasi 356 mila addetti) e negativi nei servizi (oltre 181 mila addetti).

Analisi settoriale

I settori industriali caratterizzati da un’importante presenza di imprese a controllo nazionale sono:

  • la fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici (1.056 imprese che impiegano quasi 112 mila addetti, con un fatturato di 24,1 miliardi di euro, che si riduce a 7,2 miliardi al netto degli acquisti di beni e servizi)
  • le industrie tessili e dell’abbigliamento (909 imprese, 124 mila addetti, 5,4 miliardi di fatturato, di cui 1,5 al netto degli acquisti di beni e servizi)
  • la fabbricazione dei mezzi di trasporto (211 imprese, 78 mila addetti con un fatturato di 27,2 miliardi, che scendono a 3,9 al netto di acquisti di beni e servizi)
  • la fabbricazione di macchine elettriche e ottiche (71 mila addetti)
  • la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (65 mila addetti)
  • la fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (61 mila addetti)
  • le industrie alimentari delle bevande e del tabacco (60 mila addetti).

Nell’ambito dei servizi, i comparti che si caratterizzano per la maggior rilevanza di controllate italiane all’estero sono:

  • il commercio (6.694 imprese, 211 mila addetti, 91 miliardi di euro di fatturato, che si riducono a 15,2 al netto dell’acquisto di beni e servizi)
  • l’intermediazione monetaria e finanziaria (928 imprese e 176 mila addetti)
  • i trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (938 unità e 46 mila addetti)
  • le altre attività professionali ed imprenditoriali (1.810 imprese e 50 mila addetti).

Le affiliate italiane all’estero attive nei servizi sono presenti principalmente negli Stati Uniti (1.164 unità e quasi 108 mila addetti), in Germania (994 imprese che impiegano oltre 74 mila addetti) e in Francia (1.137 imprese con quasi 40 mila addetti).

L’analisi per settore di attività economica e area geografica mostra una concentrazione significativa delle imprese manifatturiere a controllo nazionale nei paesi UE27 nell’industria del legno, carta, stampa e editoria (88,3 per cento del totale addetti esteri del settore), nelle industrie conciarie e nella fabbricazione dei prodotti in cuoio (85,8 per cento) e nelle industrie tessili e dell’abbigliamento (73,1 per cento).

La presenza delle affiliate italiane nel Nord America è rilevante nel settore immobiliare (76,4 degli addetti esteri del settore), negli alberghi e ristoranti (51,8 per cento) e nel commercio (27,8 per cento).

In Centro e Sud America essa appare concentrata in alcuni settori, quali la fabbricazione dei mezzi di trasporto (39,5 per cento), i trasporti, magazzinaggio e telecomunicazioni (35,8 per cento) e la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (29,8 per cento).

Le multinazionali italiane presenti in Asia registrano una concentrazione significava nella ricerca e sviluppo (48,3 per cento degli addetti esteri del settore), nella fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici (29,8 per cento), nell’estrazione di minerali (25,6 per cento) e nelle altre industrie manifatturiere (25,2 per cento).

Si segnala, per l’Africa e l’Oceania, una rilevante presenza di controllate italiane nei settori dell’estrazione di minerali energetici e non energetici (22,1 per cento), nelle costruzioni (19 per cento) e nella fabbricazione di prodotti di minerali non metalliferi (11,8 per cento).

Fonte: Istat