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L’internazionalizzazione delle imprese lombarde nel 2008

Confindustria Lombardia ha presentato il 26 novembre 2009 un Rapporto sull’internazionalizzazione delle imprese lombarde.

La banca dati Reprint, base di partenza dell’analisi, rileva le imprese italiane che operano nei settori dell’industria estrattiva e manifatturiera e nei settori terziari che supportano le attività industriali (produzione e distribuzione di energia, gas e acqua, costruzioni, commercio all’ingrosso, trasporti, servizi di informatica e telecomunicazioni, altri servizi professionali).

Due le dinamiche analizzate dalla banca dati:

  • le imprese attive all’estero attraverso proprie filiali, joint-venture e/o partecipazioni di minoranza (internazionalizzazione attiva)
  • le imprese partecipate da imprese estere (internazionalizzazione passiva).

Alla fine del 2008, la banca dati censisce 2.144 imprese lombarde attive all’estero attraverso imprese partecipate. Le imprese estere partecipate da imprese lombarde sono 7.852; queste ultime occupano circa 415mila dipendenti e nel 2008 hanno fatturato 112,2 miliardi di euro.
Tale consistenza riguarda le partecipazioni di qualsiasi tipologia, ovvero sia imprese estere di cui l’investitore lombardo detiene una quota di controllo (tale componente è ampiamente la maggiore per consistenza), sia le imprese estere oggetto di partecipazione paritaria o di minoranza. 

Sul fronte opposto, a fine 2008, le multinazionali estere attive tramite almeno una impresa partecipata con sede principale in Lombardia sono 2.253. Le imprese a partecipazione estera con sede in regione sono 3.880; esse occupano 426.752 dipendenti e nel 2008 hanno fatturato 214,3 miliardi di euro.

Il primato della Lombardia

La Lombardia riveste un ruolo-chiave nell’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Per quanto riguarda l’internazionalizzazione attiva, l’incidenza della regione sul totale nazionale è infatti pari:

  • al 33,7% degli investitori all’estero e delle imprese partecipate
  • al 31,7% dei dipendenti di queste ultime
  • al 25% del loro fatturato.

Si tratta di incidenze sensibilmente superiori al peso economico complessivo della Lombardia in ambito nazionale, misurato ad esempio in termini di occupazione, valore aggiunto o commercio estero.

Sul lato dell'internazionalizzazione passiva il peso della Lombardia è ancora più elevato e supera la metà del totale in relazione al numero delle imprese partecipate (51,9%), avvicinandosi a tale quota in termini di numero di dipendenti (45,4%) e di fatturato (48,3%).

La struttura settoriale delle partecipazioni lombarde all’estero evidenzia, all’interno dei settori considerati dalla banca dati Reprint, la netta preminenza dell’industria manifatturiera, come del resto avviene a livello nazionale.

Sul lato delle partecipazioni all’estero, tale comparto conta oltre 305mila dipendenti all’estero, pari al 73,5% del totale. Un ulteriore 13,7% dei dipendenti all’estero opera in imprese commerciali (per lo più filiali di imprese manifatturiere), le quali costituiscono da sole oltre la metà delle imprese partecipate all’estero (oltre 4mila, con 57mila dipendenti e un fatturato di oltre 36,8 miliardi di euro). Di rilievo anche il ruolo delle costruzioni, con oltre 27mila dipendenti all’estero (6,6%), mentre il contributo dei rimanenti comparti appare modesto. In particolare, ancora poco sviluppata è la proiezione multinazionale delle imprese lombarde nel terziario avanzato (logistica e trasporti, servizi di telecomunicazioni e di informatica, altri servizi professionali).

Anche sul lato delle partecipazioni dall’estero si conferma la forte incidenza dell’industria manifatturiera: oltre mille le imprese partecipate estere, con circa 207 mila dipendenti (il 48,5% del totale) e un fatturato di 87 miliardi di euro. La presenza estera assume particolare rilievo nei settori a più elevata intensità tecnologica (chimica, farmaceutica, meccanica, prodotti elettrici ed elettronici), mentre tra i settori a medio e basso livello tecnologico spiccano il settore alimentare e l’editoria.
Assai rilevante anche la consistenza delle partecipazioni estere nel commercio all’ingrosso, settore che raggruppa le filiali commerciali delle multinazionali estere: si tratta di oltre 1.700 imprese, con circa 71.400 dipendenti e un fatturato di 75,4 miliardi di euro, pari a poco meno di un terzo del fatturato complessivo delle imprese a partecipazione estera.

Rispetto al lato delle partecipazioni in uscita, cresce significativamente la consistenza delle attività partecipate nei settori del terziario avanzato, nei quali Milano e la sua area metropolitana risultano di gran lunga la localizzazione privilegiata in ambito nazionale dalle multinazionali attive sul mercato italiano.
L’incidenza della Lombardia sul totale nazionale è pari al 64,7% delle imprese partecipate nei servizi professionali, al 62,3% nei servizi di informatica e telecomunicazioni e al 59,3% nel commercio all’ingrosso.

Il ruolo delle Pmi

Il crescente coinvolgimento delle PMI nei processi di internazionalizzazione tramite investimenti diretti all’estero rappresenta probabilmente l’aspetto di maggior rilievo che emerge dalla ricerca.

  • Le imprese con meno di 250 dipendenti rappresentano infatti oggi ormai oltre i quattro quinti degli investitori all’estero e quasi il 90% delle “nuove multinazionali” che si sono affacciate sulla scena negli anni Duemila, compiendo in questi anni il loro primo investimento diretto all’estero.
  • Le imprese delle classi dimensionali intermedie (tra 250 e 999 dipendenti) nel periodo considerato hanno registrato una crescita del numero di dipendenti all’estero compresa tra il 30% e il 40%.

Ripartizione geografica delle attività partecipate all’estero

Le direttrici geografiche dell’internazionalizzazione delle imprese lombarde appaiono in linea generale simili a quelle delle altre imprese italiane.
Le differenze più significative riguardano il maggiore peso delle partecipazioni nell’area asiatica, e in particolare in Estremo Oriente, dove si è registrato un forte incremento delle presenze negli anni Duemila, e di converso la minore incidenza delle attività partecipate nell’area dell’Europa centro-orientale.

Le imprese lombarde sembrano essersi meglio attrezzate rispetto alla media delle imprese italiane per cogliere le opportunità offerte dai mercati asiatici, caratterizzati in prospettiva da tassi di crescita assai elevati, dove una presenza diretta è spesso condizione necessaria per conquistare quote di mercato significative e durature.
Di converso, la minore incidenza dell’est europeo corrisponde verosimilmente a un minor ricorso delle imprese lombarde alla delocalizzazione di attività produttive verso tale area rispetto alle imprese di altre regioni, segnatamente quelle del Nord-Est.

La Cina ha attirato il maggior numero di iniziative di imprese lombarde nel corso dei primi anni Duemila, seguita dagli USA e dai principali paesi europei (Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna).
In termini relativi, deve essere sottolineata la crescente attenzione delle imprese lombarde verso i paesi del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente, con presenze più che raddoppiate nel periodo considerato in molti di questi paesi.

Infine, l’analisi dei principali indicatori economici delle partecipazioni all’estero delle imprese lombarde in base alla provincia di origine dell’impresa investitrice sottolinea la scontata leadership di Milano, che anche dopo il recente scorporo dal suo territorio della neonata provincia di Monza e Brianza contribuisce da sola con oltre un terzo delle imprese investitrici della regione e poco meno della metà delle imprese partecipate all’estero, dei loro dipendenti e fatturato.
Proprio Monza e Brianza si colloca al secondo posto tra le province lombarde per numero di dipendenti delle partecipate estere, seguita da Bergamo e Brescia; in quarta posizione Varese, che precede Mantova, Como, Lecco, Pavia, Cremona, Sondrio e Lodi.

Fonti

L’analisi si basa prevalentemente sulle informazioni estratte dalla banca dati REPRINT, sviluppata da R&P in collaborazione con il Politecnico di Milano nell’ambito delle ricerche sull’internazionalizzazione delle imprese italiane promosse dall’ICE.

L’aggiornamento della banca dati si è avvalsa anche di altre fonti informative e della collaborazione delle Associazioni territoriali di Confindustria.

A cura del prof. Marco Mutinelli
In collaborazione con le Commissioni Mercato e Internazionalizzazione e Centro Studi di Confindustria Lombardia.