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Ocse: Report 2011 sulla lotta alla corruzione

L’Ocse ha pubblicato l’edizione 2011 del Rapporto sulla corruzione dei pubblici ufficiali stranieri nelle transazioni economiche internazionali.

Le tangenti (bribes) pagate a pubblici ufficiali esteri per favorire una transazione a carattere internazionale, creano situazioni di privilegio per le aziende corruttrici che alterano la concorrenza globale dei mercati.

Un tempo accettate - in particolare in determinate regioni nelle gare d’appalto e nel settore degli idrocarburi - oggi rappresentano, grazie all’impegno Ocse, in molti sistemi normativi dei veri e propri reati.

Alla Convenzione Ocse contro le tangenti del 1997 aderiscono, oltre ai 34 membri dell’Organizzazione internazionale, Argentina, Brasile, Bulgaria, Sud Africa, Colombia e Russia. Il Gruppo di Lavoro Bribery nel 2011:

  • ha pubblicato le linee guida per le imprese multinazionali utili a contrastare il fenomeno
  • sta cercando di coinvolgere nel progetto: Cina, India, Indonesia, Malesia e Tailandia
  • sta coordinando il monitoraggio, che si concluderà nel 2014, sui risultati raggiunti e sulle misure adottate dai vari Stati che hanno ratificato la Convenzione.

Nel Report 2011 sono stati analizzati in particolare: Bulgaria, Canada, Germania, Italia (pag. 56), Giappone, Corea, Lussemburgo, Messico, Norvegia e Svizzera.

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