Il sito per le imprese che operano con l’estero

Operatori commerciali all’esportazione 2009

L’Istat ha pubblicato per la prima volta il quadro sintetico degli operatori che effettuano esportazioni di merci. L’analisi della distribuzione degli esportatori viene condotta per classe di fatturato all’export, grado di diversificazione geografica e merceologica.

Sono 189.812 gli operatori economici che hanno venduto merci all’estero nel 2009.

La distribuzione degli operatori per valore delle esportazioni mostra la presenza di 116.228 “microesportatori” (fatturato all’esportazione inferiore a 75.000 euro) che hanno contributo al valore complessivo delle esportazioni con lo 0,6 per cento e di 8.218 operatori, con fatturato superiore a 5 milioni di euro, che realizzano l’81 per cento circa delle vendite sui mercati esteri.

  • I primi cinquanta esportatori rappresentano il 16,6 per cento del totale delle esportazioni nazionali
  • I primi 100, il 22,1 per cento 
  • I primi 1.000, il 48,6 per cento.

Diversificazione geografica

Più di 140 mila esportatori (pari a poco più del 74 per cento) sono presenti in un numero limitato di mercati di sbocco (da 1 a 5 paesi), mostrando una forte dipendenza commerciale da specifici mercati. In particolare:

  • il 44 per cento dirige le proprie esportazioni verso un solo mercato di sbocco
  • il 14 per cento vende in due soli paesi esteri
  • il 17 per cento fra 3 e 5 mercati
  • il 10 per cento fra 6 e 10
  • il 10 per cento fra 11 e 25
  • il 5 per cento, oltre 25 mercati, attivano più del 62 per cento del totale delle esportazioni nazionali.

L’analisi degli operatori per classi di fatturato mostra una forte correlazione positiva tra grado di diversificazione geografica e valore complessivo delle esportazioni.
In particolare, la quota di operatori che realizzano uno scarso grado di diversificazione delle vendite sui mercati esteri (tra 1 e 5 paesi) passa dal 96 per cento per i microesportatori (da 0 a 75 mila euro) al 4 per cento per quelli della classe di fatturato più elevata (oltre 50 milioni di euro).
Analogamente, la quota degli operatori che esportano in oltre 25 paesi è di poco superiore all’uno per cento per gli esportatori che appartengono alla classe di fatturato compresa fra 75 e 750 mila euro, mentre risulta di poco inferiore al 78 per cento per la classe di fatturato più elevata.

La presenza degli operatori nelle principali aree di scambio commerciali risulta comunque diffusa. Nel 2009 si registrano:

  • sul mercato comunitario 136.834 presenze di operatori commerciali italiani (58 per cento circa delle esportazioni nazionali)
  • nei paesi europei non Ue 77.847 (con una quota sulle esportazioni complessive dell’11,6 per cento)
  • in America settentrionale 34.667 esportatori (6,6 per cento)
  • in Asia orientale 34.289 (7 per cento).

Diversificazione per tipologia di prodotti

A livello di raggruppamenti di prodotti, definiti sulla base delle categorie della classificazione ATECO 2007:

  • più del 33 per cento esporta una sola tipologia di prodotti
  • il 31 per cento circa realizza un grado di diversificazione limitato (tra 2 e 5 tipologie di prodotti)
  • il 14 per cento esporta un numero di prodotti compreso fra 6 e 10
  • poco più del 21 per cento vende sui mercati più di 10 prodotti.

Più del 60 per cento degli operatori all’esportazione realizza un modesto grado di diversificazione, destinando le vendite di un numero limitato di prodotti in un esiguo numero di mercati (inferiore a 6 in entrambi i casi).

Solo il 3,4 per cento degli operatori mostra una diversificazione prevalente nei prodotti (più di 5 prodotti, ma meno di 6 mercati), mentre oltre il 21 per cento si qualifica per una diversificazione prevalente nei mercati (più di 5 mercati, ma meno di 6 prodotti), realizzando poco meno del 23 per cento del totale delle esportazioni nazionali.

Infine, una quota di poco superiore al 14 per cento degli operatori realizza un elevato grado di diversificazione, sia per prodotti che per mercati (superiore a 5 per entrambi), attivando più del 68 per cento del complesso delle esportazioni.

Il settore che presenta il numero maggiore di operatori è quello dei macchinari e apparecchi non compresi altrove, con oltre 39 mila esportatori attivi ed una quota sulle esportazioni nazionali di circa il 19 per cento.

Più di 28 mila operatori vendono articoli in gomma e materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi e metalli di base e prodotti in metallo; tali settori spiegano, rispettivamente, il 6 e l’11 per cento circa del totale delle esportazioni nazionali.

Anche il comparto dei prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori, che rappresenta l’11 per cento circa delle esportazioni nazionali, presenta un numero molto elevato di esportatori (pari a poco meno di 28 mila).

Dinamica degli operatori attivi (2008-2009)

Fra i due anni considerati il numero di esportatori subisce una flessione del 3,3 per cento (circa 4.500 unità), associata a una contrazione del flusso di vendite all’estero del 21,4 per cento.

Tutte le classi di valore subiscono flessioni del numero di operatori e del correlato valore di export, con dinamiche però differenti a seconda della categoria.

Il peso relativo ai microesportatori registra un incremento dal 53,2 al 54,6 per cento, anche in presenza di una contrazione del numero di esportatori pari a poco meno di 500 unità in associazione a una flessione delle vendite all’estero molto contenuta rispetto alla media nazionale (-2,2 per cento)

Anche la classe 75-750 mila euro fa registrare un incremento del peso degli operatori attivi sui mercati esteri (dal 23,7 al 24,4 per cento), con una flessione del numero di esportatori pari allo 0,5 per cento, alla quale si associa una flessione dell’1,5 per cento dei flussi venduti sui mercati esteri.

Riduzioni del peso degli operatori sono invece registrate da tutte le altre classi di valore, particolarmente intense per la classe 750 mila-5 milioni di euro e 5-50 milioni di euro, per le quali si registra una flessione di circa un punto percentuale, in presenza di una flessione del 9,7 per cento del numero di operatori per la prima classe e del 16,4 per la seconda. Entrambe le classi segnano anche cali significativi del valore di export: rispettivamente meno 11,5 e meno 17,9 per cento.

Infine, gli operatori che esportano più di 50 milioni di euro, pur subendo una lieve diminuzione del loro peso relativo sul totale degli esportatori (da 0,8 a 0,6 per cento), sono quelli che registrano la flessione percentuale più rilevante sia in termini di numero di esportatori (meno 23,8 per cento), sia di esportazioni effettuate (meno 27,4 per cento).

Pur in presenza di flessioni così significative dei valori di export, si segnala che dei circa 138 mila operatori all’export attivi nel 2008, poco più del 25 per cento ha registrato, nell’anno successivo, un incremento delle proprie vendite sui mercati esteri. Il peso di tali esportatori sul totale delle vendite all’estero è quasi raddoppiato (dal 16 al 30 per cento), con un incremento del 43 per cento delle vendite da essi attivate.

Fonte: Istat