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Primo Rapporto Osservatorio distretti italiani

Il primo Rapporto dell’Osservatorio sui distretti italiani offre un’interessante panoramica su queste peculiarità organizzative del sistema industriale italiano.

Realizzata in partnership da Unioncamere e Confindustria, la pubblicazione è così strutturata:

  • Normativa e Governance dei distretti dell’Osservatorio - Federazione Distretti Italiani
  • Recenti tendenze evolutive dei distretti industriali - Unioncamere
  • Congiuntura, competitività e nuove identità dei distretti produttivi – Censis
  • Le perfomance economico-finanziarie delle imprese dei distretti - Intesa Sanpaolo
  • Analisi dell’export distrettuale italiano e sua dinamica congiunturale - Fondazione Edison
  • Economia distrettuale e sviluppo dei territori - Banca d’Italia
  • Storie di imprese e di imprenditori (Sportsystem di Montebelluna, Occhialeria di Belluno, Parco Agro-alimentare di San Daniele, Distretto Orafo di Valenza Po, Mobile della Brianza, Tessile di Carpi, Biomedicale di Mirandola, Cartario di Capannori-Lucca, Meccanica-Elettrodomestico) a cura di Symbola.

Secondo la Federazione dei Distretti Italiani, che riunisce 45 realtà, le strategie dei distretti di successo sono: la cooperazione tra reti di imprese trasversali al territorio; lo sforzo congiunto finalizzato ad applicare innovazioni di prodotto e di processo; le strategie comuni di marketing e internazionalizzazione; la limitata delocalizzazione; le sinergie con Università e centri di ricerca; la collaborazione con le parti sociali.

I distretti dell'Osservatorio per regione

I distretti negli ultimi anni sono diventati luoghi di addensamento e di intreccio di filiere multilocalizzate, non solo espressione di un territorio con un’identità localizzata in un unico grande sito e focalizzata su un comparto produttivo.
I mutati scenari competitivi impongono la trasformazione delle tradizionali reti locali in reti anche transnazionali, attraverso un ripensamento delle catene del valore e dei modelli di business consolidati.
Le opportunità legate alla collaborazione con partner anche molto lontani dal territorio possono essere più vantaggiose rispetto alle relazioni con partner interni al distretto. Lo scambio di competenze e conoscenze a livello locale non è più sufficiente.

Altro elemento di novità è il progressivo rafforzamento del peso delle aziende di maggiori dimensioni all’interno dei sistemi distrettuali.

Analisi dell’export distrettuale

Dal 2006 la Fondazione Edison elabora trimestralmente un Indice dell’export dei principali distretti industriali italiani basato sui dati provinciali di commercio con l’estero forniti dall’Istat.

L’Indice della Fondazione Edison comprende 101 distretti (33 si trovano nel Nord-Ovest, 38 nel Nord-Est, 23 nel Centro e 7 nel Sud e Isole) ed è suddiviso in 5 sottoindici:

  • Alimentare-vini (15 distretti)
  • Abbigliamento-moda (31 distretti)
  • Arredo-casa (16 distretti)
  • Automazione-meccanica-diversi (32 distretti)
  • High-tech (7 distretti).

L’Indice della Fondazione Edison contempla 47 dei 92 distretti monitorati dall’Osservatorio. In termini di export, con riferimento all’anno 2008, questi 47 distretti pesano per oltre il 60% sul totale dell’export dei 101 distretti analizzati dalla Fondazione.

I distretti che fanno parte del campione dell’Indice elaborato dalla Fondazione Edison, pur rappresentando solo una parte dell’universo distrettuale del Paese, hanno espresso nel 2008 un export complessivo pari a ben 70,2 miliardi di euro, corrispondente al 19,2% delle esportazioni totali italiane e in particolare al 20,2% di quelle manifatturiere.

Se consideriamo i dati della Fondazione Edison relativi al 2008:

  • il sottogruppo Abbigliamento-moda rappresenta il 36,4% dell’export distrettuale analizzato
  • il sottogruppo dell’Automazione-meccanica e dei prodotti diversi rappresenta il 33,2% dell’export distrettuale analizzato
  • il sottogruppo Arredo-casa pesa per il 13% nell’export distrettuale analizzato
  • il sottogruppo Alimentari-vini rappresenta circa l’8% delle esportazioni distrettuali analizzate
  • il sottoindice Hi-tech ha un peso di poco inferiore al 10% nell’export distrettuale analizzato.

Nel primo semestre del 2009 la contrazione dell’export è pari al 21% rispetto al primo semestre del 2008, con un calo più accentuato nei distretti dell’automazione-meccanica (-30,9%), arredo-casa (-24%), abbigliamento-moda (-18,3%). Risulta invece in controtendenza l’export dei distretti alimentari (+4,2%) e quello dell’hi-tech (+3,1%).

Dal punto di vista geografico, i 14 distretti Osservatorio del Nord-Ovest sono quelli che hanno sperimentato il calo maggiore (-25,4%), seguiti dai 12 distretti del Centro (-22,4%), dai 16 distretti del Nord-Est (-17,8%) ed infine dai 5 distretti del Sud (-10,3%).

L’andamento dei 47 distretti dell’Osservatorio ha tuttavia evidenziato una dinamica più “resistente” rispetto all’andamento complessivo dell’export  manifatturiero nazionale, ridottisi, rispettivamente, del 20,2% e del 23,1% nel primo trimestre 2009 (sul corrispondente periodo del 2008) e del 21,9% e 25,5% nel secondo trimestre.

Approfondimenti:
www.distretti.org