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Rapporto KPMG 2011: M&A in Italia

Il mercato italiano M&A nel 2011 fatica a decollare. Circa 23,6 miliardi di euro di controvalore (contro i 20 del 2010) con 295 operazioni completate (contro le 279 del 2010).

Dopo un primo semestre positivo, nella seconda parte dell’anno il mercato si è fermato. Se il primo semestre infatti si era chiuso particolarmente bene con controvalori superiori ai 17 miliardi di euro e 127 operazioni, la seconda parte dell’anno è stata piuttosto deludente con operazioni concluse per appena 6 miliardi (nonostante la tenuta nei volumi)

Sul 2012 pesano molte incognite: è difficile fare M&A senza financing e con un mercato azionario così volatile. I grandi investitori internazionali in questa fase, complice la crisi dei debiti sovrani e le incertezze sulla tenuta dell’eurozona, guardano all’Italia con diffidenza.

Poche le operazioni importanti. Tra queste, da segnalare quelle messe a segno dai francesi (insieme le due operazioni hanno inciso per circa il 33% sul controvalore totale):

  • l’OPA di LVMH sul 100% di Bulgari (lanciata a marzo) per un controvalore finale di 4,1 miliardi di euro
  • l’acquisizione dell’83% di Parmalat da parte di Lactalis per 3,7 miliardi di euro
  • ingresso dei giapponesi di JS Group Corporation nel capitale di Permasteelisa per quasi 600 milioni di euro
  • acquisizione di Rinascente per mano della tailandese Central Retail Corporation (200 milioni di euro circa)
  • cessione dei marchi Moncler, acquisito dal Fondo francese Eurazeo per oltre 400 milioni di euro (45%); Ballantyne passato al fondo di Abu Dabi Mubadala Development e la storica casa di moda Gianfranco Ferrè, acquisita dalla società mediorientale Paris Group International.

In linea con quanto già registrato negli ultimi anni, le aziende italiane sono state bersaglio di acquirenti stranieri (in particolare compratori provenienti dai paesi europei e dagli USA, confermando la tendenza degli anni passati); ben il 70% del controvalore totale del mercato pari a circa 16,5 miliardi di euro riguarda, infatti, acquisizioni di aziende italiane da parte di investitori esteri.

Tra le poche operazioni in controtendenza, si evidenzia l’acquisizione dell’olandese Draka Holding da parte di Prysmian per circa 800 milioni di euro.

Considerazioni settoriali

Il settore Consumer Market con più di 100 operazioni completate (circa il 37% sul totale) e controvalori pari a quasi 13 miliardi di euro (più del 50% del totale mercato italiano) si conferma come il comparto più dinamico del mercato italiano. Tra le operazioni di maggior rilievo spiccano le quotazioni di Prada sulla Borsa di Hong Kong per 1,5 miliardi di euro e di Salvatore Ferragamo su quella di Milano per 350 milioni di euro circa.

Rimane ancora al palo il settore finanziario (banche, assicurazioni e servizi finanziari). Il 2011 sarà ricordato come l’anno con i livelli più bassi di sempre in termini di attività M&A: solo 20 transazioni (erano 39 nel 2010) per 2,3 miliardi di euro di controvalore (contro gli 8 del 2010). Tra le operazioni di maggior rilievo si segnalano:

  • il passaggio degli sportelli del Gruppo Intesa Sanpaolo e la Cassa di Risparmio della Spezia nelle mani dei francesi di Credit Agricole per 740 milioni di euro
  • l’acquisizione di Findomestic Banca da parte di BNP per 600 milioni di euro.

Gli incoraggianti segnali di attività da parte dei Private Equity intravisti a fine 2010, sono stati confermati per larga parte dell’anno nonostante un rallentamento dell’attività nell’ultimo trimestre. Le operazioni di maggior rilievo sono state:

  • l’ingresso del fondo americano First Reserve Corporation nel capitale di Ansaldo Energia per 1 miliardo di euro
  • il passaggio di Gruppo COIN da PAI Partners a BC Partners per 900 milioni di euro
  • l’acquisizione di Bormioli Rocco da parte del fondo d’investimento inglese Vision Capital per 250 milioni di euro.

Informazioni:
Ufficio Stampa KPMG
Michele Ferretti
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