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Boosting Local Entrepreneurship and Enterprise Creation in Lombardy

L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha realizzato, nell’ambito del Programma Local Economic and Employment Development (LEED), un Report dedicato alla Lombardia.

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La missione del Programma LEED è di contribuire alla creazione di una maggiore e migliore occupazione a livello locale attraverso l’implementazione di adeguate politiche di sviluppo in grado di favorire la nascita e la crescita delle Pmi.

L'analisi valuta se esistano, in Lombardia, margini di miglioramento connessi all'applicazione dello "Small Business Act (SBA)" - documento di indirizzo politico sulle piccole e medie imprese dell'Unione europea.

Lo scopo consiste nel contribuire alla creazione di un'economia più imprenditoriale e in grado di offrire migliori opportunità per l'occupazione, per la generazione di posti di lavoro e per una maggiore crescita economica capace di contrastare gli effetti negativi della crisi.

Un pool di economisti ha sottoposto un questionario a 90 soggetti - selezionati in base alla loro appartenenza alle seguenti rappresentanze locali: amministrazione regionale, organizzazioni governative e non governative che operano sul territorio regionale per promuovere le attività d’impresa, lo sviluppo delle PMI, la creazione e attuazione di strategie di sviluppo economico, enti di promozione e associazioni di categoria, enti di formazione e Camere di Commercio - per analizzare:

  • le condizioni sussistenti in ambito locale per la creazione di nuove imprese e per lo sviluppo delle piccole e medie imprese
  • le politiche intraprese in regione per lo sviluppo di una nuova classe imprenditoriale, per la creazione di nuove imprese e per la realizzazione di un contesto favorevole per le PMI
  • le opzioni percorribili per superare le barriere attuali e valorizzare nuove potenzialità.

Struttura del case study (EN)

  1. Ambiente delle imprese e reti di PMI: esamina le condizioni del contesto regionale e la sua influenza su imprenditoria e PMI.
  2. Imprenditorialità e professionalità della forza lavoro nelle PMI: esamina le modalità con cui politiche appropriate possano stimolare la costituzione di un contesto di riferimento, all’interno delle istituzioni accademiche, favorevole alla formazione di competenze necessarie per la creazione di imprese, per la formazione professionale e per la formazione continua
  3. Creazione di nuove imprese: approfondisce quali sono i fattori, le condizioni e la loro rispettiva combinazione richiesti per favorire la generazione di nuovi imprenditori e le azioni politiche corrispondenti.
  4. Reti di conoscenza e innovazione: considera la potenziale importanza ed efficacia che le reti per l'innovazione possono rappresentare nella riduzione delle barriere che ostacolano la collaborazione.
  5. Accesso a finanziamenti: analizza la mancanza di finanziamenti dedicati alle PMI e la logica di fondo che è sottesa alle politiche in tale area.

Punti di forza della Lombardia

La Lombardia è una delle principali regioni d'Europa ed è la regione italiana con la più alta concentrazione di abitanti, di aziende e di ricchezza. Con i suoi 9,8 milioni di abitanti, rappresenta il 15,9% della popolazione nazionale complessiva e produce circa il 20,6% del PIL nazionale.

Le piccole e medie imprese costituiscono la colonna vertebrale dell'economia lombarda. Nel 2009 erano presenti 823.268 società che davano impiego a più di 4,3 milioni di persone.

Dati del 2010 indicano che la forza lavoro in Lombardia è principalmente assorbita dal settore dei servizi (64%), mentre il comparto produttivo regionale nel suo complesso continua ad impiegarne una quota superiore alla media del Paese (33,5% contro il 27%). Il livello di occupazione nei settori produttivi ad alta e media tecnologia rimane relativamente basso, rispetto alle regioni più avanzate europee, attestandosi sul 10,9% (da confrontarsi a titolo esemplificativo, con il 21,2% di Stoccarda o il 12% del Piemonte).

Il livello di disoccupazione è complessivamente contenuto, mentre il livello di occupazione della popolazione maschile si mantiene elevato. Ciò deriva principalmente dall’articolazione della sua struttura industriale e dall’elevato numero di PMI. Va notato comunque come, nonostante l'elevato livello occupazionale, la regione abbia attraversato una fase di stagnazione nella produttività del lavoro risultante da un complesso di fattori che comprendono un livello insufficiente di formazione e qualificazione della forza lavoro.

A livello locale si sono sviluppate solide catene di fornitori, che hanno migliorato la capacità del sistema di generare e mantenere una parte consistente del valore aggiunto. Tra i vari soggetti coinvolti sussiste una dinamica relazionale in cui la conoscenza e le reti rappresentano fattori fondamentali per la creazione di benessere.

Si è riscontrata la presenza diffusa sul territorio di organizzazioni e di associazioni di categoria, dotate di un’articolata struttura in ambito provinciale e regionale, che collaborano in modo crescente nella promozione di un’ampia gamma di iniziative.

La Lombardia ospita alcune delle migliori università italiane: 15 università e circa 220.000 studenti adeguatamente distribuiti su tutto il territorio dimostrano un notevole successo nell'attrarre studenti internazionali, nel finanziamento della ricerca e nella produzione di conoscenza e di pubblicazioni. Si assiste a una tendenza alla crescita di brevetti registrati in ambito accademico; il numero di spin-off ricollegati alla ricerca universitaria è cresciuto notevolmente nel tempo, pur partendo da livelli molto bassi all'inizio del decennio.

La maggioranza delle attività di ricerca e sviluppo in Italia si concentra proprio in Lombardia, mentre la quota di ricerca e sviluppo promossa e sviluppata dalle imprese è la più elevata in Italia, dopo il Piemonte. Come risultato, il sistema regionale di innovazione si è andato rafforzando nel corso degli ultimi anni.

In Lombardia nelle PMI cresce progressivamente la consapevolezza e la disponibilità ad investire in istruzione e formazione, allo scopo di arricchire il capitale umano sia a livello di management che di forza lavoro.

La regione comprende la città di Milano, riconosciuta città capitale finanziaria di livello europeo e che ospita il maggiore mercato azionario italiano. Il sistema finanziario della regione si contraddistingue per elevata densità di intermediari finanziari. Le banche della regione sono state tra gli attori principali in buona parte delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A) avvenute in Italia in anni recenti. Inoltre, la regione ospitava il 79% delle

società finanziarie controllate da banche straniere operanti in Italia (Schena, 2010). La vasta rete di consorzi di garanzia dei fidi (Confidi) svolge un ruolo fondamentale nel sistema di finanziamento delle PMI in Lombardia.

La Pubblica Amministrazione in Lombardia ha adottato con successo  misure vincolanti per la riduzione dei ritardi nei pagamenti limitandoli al massimo a 60 giorni.

La struttura economica e produttiva della regione è dotata di comparti e settori importanti, con distretti produttivi specializzati ad elevato valore aggiunto. Si tratta di comparti con caratteristiche suscettibili di ulteriore sviluppo grazie all’impulso derivante da un ambiente economico favorevole e dinamico e dalla possibilità di creare ulteriori reti orientate allo scambio di conoscenze.

La presenza e la distribuzione delle industrie è spiccatamente diversificata per quanto concerne i settori manifatturieri e dei servizi, tradizionali e moderni, e la loro presenza sul territorio.

Tale sistema articolato potrebbe essere ulteriormente sviluppato e rafforzato attraverso la creazione di reti tra le PMI, facilitando in tal modo l’inserimento in nuovi mercati nei quali si ravvisino positive proiezioni di crescita futura.

Punti di debolezza

Vi sono molte agenzie e associazioni costituite in rappresentanza dei differenti interessi regionali che contribuiscono a una frammentazione degli interventi di sostegno alle PMI.

Se da un lato le singole istituzioni (come l'Università Milano Bicocca e le singole associazioni e camere di commercio) dimostrano un buon livello di interconnessione, peraltro tali legami sono complessivamente meno robusti e numerosi rispetto ad altre regioni di rilevanza mondiale e non sono sempre sviluppati a sufficienza e in misura tale da determinare lo sviluppo di un effettivo sistema d’innovazione locale e da ottenere un effettiva moltiplicazione dei vantaggi derivanti dalla messa il rete delle conoscenze.

Il quadro delle politiche in favore delle PMI a livello regionale ravvisa una scarsa attenzione nella definizione e nella formulazione di dettaglio degli obiettivi prioritari. Esistono, di conseguenza, margini significativi per sviluppare forme più diversificate e sofisticate di assistenza, in grado di strutturare e articolare interventi e obiettivi specifici in grado di corrispondere alla varietà dei settori e dei comparti chiave come quello delle aziende ad alta crescita.

Occorre una maggiore dinamicità nello sviluppo di capacità professionali aggiornate e in grado di affrontare le nuove sfide rappresentate dalla concorrenza internazionale.

I dati statistici sul numero di brevetti depositati, sulle collaborazioni internazionali in essere e sul coinvolgimento delle PMI nei progetti di maggiore importanza sono piuttosto limitati e modesti per una regione con forti connotazioni dinamiche. Si registra inoltre la mancanza di azioni orientate alla promozione di casi di studio che consentano di condividere le conoscenze acquisite e di dar vita a nuove reti e a innovazioni.

In caso di imprese di piccole e piccolissime dimensioni, il livello insufficiente di capitalizzazione costituisce un grave ostacolo per gli investimenti e la crescita e rende le aziende fortemente vulnerabili di fronte alle crisi dei mercati del credito. La dimensione limitata e il basso sviluppo dei mercati azionari costituiscono un elemento frenante per lo sviluppo in particolare dell'imprenditorialità più innovativa e per le aziende più dinamiche.

La struttura tradizionale delle PMI si riflette anche nelle modalità prevalente di finanziamento delle imprese locali. La dipendenza sostanziale dal credito bancario e l'affidamento a finanziamenti particolarmente di breve termine comporta una significativa vulnerabilità durante i cicli di crisi e i periodi di contrazione del credito.

Le problematiche relative alla debole capitalizzazione, unite alla dimensione limitata e alla scarsa sofisticatezza dell’offerta di venture capital impedisce la crescita dell'imprenditorialità più innovativa e delle aziende più dinamiche.

La conduzione familiare delle aziende rappresenta una caratteristica tradizionale dell’economia regionale; molte PMI sono caratterizzate dalla presenza di un singolo imprenditore “titolare” invece che da un gruppo responsabile della gestione dell’impresa e da una linea di successione individuata con chiarezza. Quando i parenti e i discendenti dei titolari di tali aziende scelgono di non partecipare all'attività di famiglia, numerose imprese, di fronte al problema dell’avvicendamento generazionale nella conduzione dell’azienda, vanno in liquidazione.

Il Report, che offre una serie di suggerimenti per superare i punti di debolezza identificati, è stato realizzato in collaborazione con Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia.

A cura di: Alessandra Proto, Lucia Cusmano, Neil MacCallum, Ricardo Pinto e Paolo Rosso.

Proto, A. et al. (2012), “Boosting Local Entrepreneurship and Enterprise Creation in Lombardy Region”, OECD Local Economic and Employment Development (LEED) Working Papers, 2012/20, OECD Publishing.

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Principi guida dello SBA

  • Creare un ambiente in cui gli imprenditori possano prosperare e siano gratificati
  • Formulare regole secondo il principio “Pensare anzitutto in piccolo”.
  • Sensibilizzare le amministrazioni pubbliche alle esigenze delle PMI.
  • Adeguare l’intervento politico pubblico alle esigenze delle PMI.
  • Agevolare l’accesso delle PMI al credito e sviluppo di un contesto economico e
  • giuridico adeguato.
  • Aiutare le PMI a beneficiare maggiormente delle opportunità offerte dal mercato unico
  • e dai mercati dei paesi terzi.
  • Promuovere l’aggiornamento delle competenze nelle PMI e ogni forma di innovazione.
  • Permettere alle PMI di trasformare le sfide ambientali in opportunità.
  • Incoraggiare e sostenere le PMI perché beneficino della crescita dei mercati.