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L’apertura internazionale del Nord Est d’Italia

L’aggiornamento di marzo 2012 del Rapporto “L’apertura internazionale delle regioni italiane”, realizzato da SRM in collaborazione con il Servizio Studi di Intesa Sanpaolo, ha un focus sulla macro area italiana del Nord Est.

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Questo lavoro fornisce un quadro sintetico dei processi di internazionalizzazione del Nord Est sia nel tempo, dal 2006 al 2010, sia nello spazio, confrontando le dinamiche con le altre macro ripartizioni (dati aggiornati alla fine del 2010).

L’analisi prende in considerazione non solo i dati di interscambio economico, ma anche quelli sociali ed infrastrutturali. Questi tre aspetti vanno poi a comporre un “Super Indice Internazionale (GEN)” che mostra il grado di internazionalizzazione complessiva che i vari sistemi economici regionali (e in particolare il Nord Est) hanno verso l’estero e l’evoluzione di questo indicatore nei cinque anni presi in considerazione. Il rapporto fornisce una graduatoria regionale aggiornata che individua la posizione relativa di ciascuna regione italiana.

Nel 2010, l’indice Generale di internazionalizzazione del Nord Est è stato pari a 11.065 punti, realizzando una variazione positiva del 4,7% rispetto al 2009 e una crescita media annua del 2,6% a partire dal 2006, lievemente inferiore di quella italiana del 3%.

Il Nord Est evidenzia una crescita media annua positiva - tra il 2006 e il 2010 - per tutti gli indicatori (cioè tutti risultano al 2010 superiori al valore iniziale di 10.000 punti), a differenza di quanto accaduto per l’Italia, che mostra, invece, un valore negativo per l’Indice di internazionalizzazione infrastrutturale.

Per quanto riguarda la dinamica dell’indice di internazionalizzazione economica, dopo il notevole calo del 2009 - a causa della crisi economica internazionale che ha interessato il Nord-Est anche più del resto del Paese (-6% rispetto al 2008, una riduzione quasi doppia rispetto a quella Italiana del 3,5%) - l’indice ha ripreso quota nel 2010, raggiungendo i 10.190 punti.

Il Nord Est è l’area più internazionalizzata nell’ambito sociale e infrastrutturale mentre, è in seconda posizione dopo il Nord Ovest sotto l’aspetto economico.

Il Veneto è al 3° posto in graduatoria, dopo Lombardia e Piemonte, ed è la regione del Nord Est più internazionalizzata. Segue l’Emilia Romagna che si posiziona al 4°posto, il Friuli-Venezia Giulia al 5° ed infine il Trentino- Alto Adige al 7° posto.

Il Nord Ovest e il Nord Est, sono le aree più internazionalizzate del Paese, superando la media italiana di 27,4 e 16,6 punti percentuali rispettivamente. In particolare, il Nord Ovest spicca, come noto, in termini di internazionalizzazione economica, soprattutto per l’elevata internazionalizzazione produttiva che presenta un valore quasi doppio rispetto all’Italia (valore dell’indice 191,3), e all’alta apertura commerciale (valore dell’indice 139,7).

La dinamica dell’export

Nel 2011 le esportazioni del Nord Est ammontano a 115.833 milioni di euro, pari al 33% delle esportazioni totali (pari a 348.383 milioni di euro). Tra il 2011 e il 2010 il valore delle esportazioni si è incrementato di 11.760 milioni di euro (+11%), un incremento di poco inferiore rispetto a quello registrato nell’anno precedente (+15% nel 2010 rispetto al 2009).

Nel 2009 invece c’era stato un calo consistente delle esportazioni (-20% rispetto al 2008) in quanto tale macroarea (al pari del Nord Ovest) è risultata molto esposta al crollo della domanda originatasi a seguito della crisi internazionale.

Tra il 2007 e il 2011 il tasso medio annuo di crescita delle esportazioni nelle regioni nord-orientali complessivamente è stato pari al 2%.

All’interno di tale macroarea la regione che mostra valori più elevati per le esportazioni è il Veneto (49.289 milioni di euro) seguito da:

  • Emilia-Romagna (47.532 milioni di euro)
  • Friuli-Venezia Giulia (12.346 milioni di euro)
  • Trentino-Alto Adige (6.664 milioni di euro).

Il Nord Est è la prima macroarea italiana per il peso ricoperto dai nuovi mercati nelle esportazioni con un’incidenza del 37,5% (seguono il Nord Ovest con 37,1%, il Centro con il 35,5% ed infine il Mezzogiorno con il 28,8%).

Investimenti diretti esteri: gli occupati

Nel 2009 nel Nord Est, gli addetti delle imprese italiane partecipate da operatori stranieri (Ide in) erano 143.041, pari al 3% degli occupati totali del Nord Est (pari a 5,5 milioni). Tra il 2009 e il 2008 il numero degli occupati Ide in è aumentato di 6.788 unità (+5%), un incremento uguale a quello avutosi nell’anno precedente.

Tra il 2005 e il 2009 il tasso medio annuo di crescita degli occupati Ide in delle regioni nordorientali complessivamente è stato pari al 3%. Il Nord Est è la terza macroarea italiana, dopo il Nord Ovest e il Centro.

Nel 2009 nel Nord Est gli addetti delle imprese estere partecipate da operatori italiani (Ide out) erano 286.361, pari al 5% degli occupati totali del Nord Est. Tra il 2009 e il 2008 il numero degli occupati Ide Out è diminuito di 410 unità (-0,1%).

Tra il 2005 e il 2009 il tasso medio annuo di crescita degli occupati Ide Out delle regioni nord-orientali complessivamente è stato pari all’1%. Il Nord Est è la seconda macroarea italiana per numero di occupati Ide Out, dopo il Nord Ovest.

Traffico Marittimo internazionale

Il Nord Est è la seconda macroarea italiana per il traffico marittimo internazionale (82.774 tonnellate contro le 145.923 tonnellate del Mezzogiorno) e presenta sette strutture portuali.

Tra il 2010 e il 2009 il numero delle merci in navigazione internazionale è aumentato del 6% (pari a 4.490 tonnellate), un incremento elevato, se consideriamo che negli anni precedenti si sono registrate delle diminuzioni (in particolare nel 2009 si è verificata una riduzione dell’8% rispetto al 2008).

L’alta movimentazione delle merci straniere nei porti, è dovuta essenzialmente alla posizione strategica occupata dalla città di Trieste. Situato nel cuore dell'Europa, nel punto d'incontro fra le rotte marittime e il Corridoio 5 (Lisbona-Kiev), il porto di Trieste è un hub internazionale di snodo per i flussi dell'interscambio terra-mare che interessano il dinamico mercato del Centro ed dell’Est Europa.

Il Friuli-Venezia Giulia è la terza regione italiana per la navigazione delle merci internazionali (41.153 tonnellate, di cui 37.383 attribuibili solo a Trieste, il porto italiano con la più alta movimentazione di merci internazionali), dopo la Liguria (55.646 tonnellate) e la Sicilia (44.063 tonnellate).

Il Nord Est è il primo aggregato italiano per l’incidenza di merci in navigazione internazionale sul totale delle merci (ben 81%), segue il Nord Ovest (79%).

Situazione attuale

Prosegue la lenta e faticosa risalita dell’economia del Nord Est dopo il terribile biennio 2008-2009. Non mancano alcuni segnali positivi.

In particolare nel secondo semestre 2011 il Nord Est (Triveneto ed Emilia Romagna) registra risultati congiunturali migliori delle altre aree nell’export (+1,1%) e negli investimenti (+12,4%) accompagnati da una maggiore tenuta dei livelli di fatturato e ordini (-0,1%). Unico neo, il calo occupazionale dello 0,5%, peggiore della media nazionale (-0,4%).

Il Nord-Ovest limita i danni sul fronte della produzione (-0,2%) e ha una buona tenuta dell'export (+0,9%). Il Centro e il Sud Italia vedono cali consistenti del fatturato (-0,5 e -0,4%) e degli ordinativi (-0,8 e -0,7%).

Si confermano, quindi, nelle ultime rilevazioni le dinamiche ben note con il Nord Est e il Nord Ovest che continuano, anche in un periodo di grossa difficoltà a mostrare una certa dinamicità, grazie soprattutto all’export, mentre il Centro e il Mezzogiorno evidenziano segnali di maggiore sofferenza.

Grazie soprattutto all'azione proiettata sui mercati esteri, il sistema produttivo del Nord Est ha saputo rispondere alle difficoltà legandosi meglio che altre aree del Paese, alla dinamica congiunturale internazionale. Il cammino si presenta tuttavia ancora lungo e incerto. Sia gli scenari internazionali, quanto quelli nazionali, appaiono fortemente mutevoli e instabili.

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