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Monitor distretti del Triveneto (II trimestre 2012)

Il Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo ha pubblicato un’analisi sull’andamento dell’export dei distretti presenti in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Il quadro congiunturale si presenta altamente eterogeneo, con circa la metà dei distretti in crescita e la metà in difficoltà sui mercati esteri. Anche a livello settoriale, regionale e geografico la diversità di risultati è significativa.

  • Nel secondo trimestre 2012, l’export dei 34 distretti del triveneto ha accusato un calo tendenziale dello 0,7%.
  • L’avanzo commerciale, nel primo semestre del 2012, complice anche il calo delle importazioni, si è portato a quota 7,1 miliardi di euro, dai 6,9 miliardi del corrispondente periodo del 2011 (nei primi 6 mesi 2008 il surplus toccò il record di 7,8 miliardi di euro).
  • Soffrono, in particolare, le aree distrettuali del Friuli Venezia Giulia (-6,9%) e del Trentino Alto Adige (-2%). Tengono, invece, i distretti del Veneto che, dopo otto trimestri di crescita, registrano un progresso dell’1,6%. Migliore è apparsa l’evoluzione dei tre poli tecnologici del Triveneto, che nel secondo trimestre del 2012 hanno messo a segno una crescita tendenziale del 5,7%. E’ stato trainante il biomedicale di Padova.

Friuli Venezia Giulia

In calo la componentistica e la termoelettromeccanica friulana e del mobile di Pordenone. Gli altri distretti della regione, invece, tengono (prosciutto di San Daniele) o registrano un aumento delle esportazioni. In evidenza soprattutto i coltelli e forbici di Maniago e gli elettrodomestici di Pordenone.

Trentino Alto Adige

Arretrano le mele del Trentino, ma tengono gli altri distretti della regione (mele dell’Alto Adige, vini di Bolzano e di Trento, porfido di Val di Cembra e legno e arredamento dell’Alto Adige).

Veneto

Dodici distretti aumentano le vendite estere, dieci subiscono invece una riduzione dei valori esportati. Tra i primi si sono messi in evidenza alcuni distretti della moda (l’oreficeria di Vicenza e la concia di Arzignano), dell’agro-alimentare (vini, dolci e pasta e carni di Verona) e del sistema casa (elettrodomestici di Treviso, mobili in stile di Bovolone e vetro artistico di Murano). Tra i distretti maggiori, arretrano, invece, la calzatura sportiva di Montebelluna, le materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova e la meccanica strumentale di Vicenza.

Principali mercati di esportazione

Al calo accusato nei paesi europei più colpiti dalle manovre di austerity (Grecia e Spagna), si è aggiunta la frenata accusata in due importanti motori dell’export triveneto, la Francia e la Germania. Al contempo, però, le esportazioni sono tornate a crescere a ritmi sostenuti verso gli Stati Uniti e il Giappone.

Tra i BRIC, invece, solo in Brasile l’export distrettuale triveneto ha chiuso il secondo trimestre del 2012 in territorio positivo. Non tutte le indicazioni che vengono da Cina, Russia e India sono però negative.

  • In Cina, la minor domanda di beni intermedi e di infrastrutturazione ha penalizzato i distretti triveneti specializzati nella meccanica e in beni intermedi. Al contrario, su questo mercato le esportazioni di alcuni distretti del sistema moda e del mobile hanno continuato a correre (oreficeria di Vicenza, tessile e abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno e mobile del Livenza e Quartier del Piave).
  • Il calo subito in Russia, invece, è quasi interamente riconducibile alla componentistica e termoelettromeccanica friulana. Si segnalano gli ottimi risultati conseguiti dalla meccanica strumentale di Vicenza, dal mobile del Livenza e Quartier del Piave, dalle materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova, dagli elettrodomestici dell’Inox Valley, dai vini veronesi e dalle sedie e tavoli di Manzano.

Informazioni:
Chiara Carlotti
Tel. 049 6539835
chiara.carlotti@intesasanpaolo.com