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Osservatorio IDE in Lombardia: aprile 2012

Nel corso del 2011 l’Europa ha attratto solo il 22,3% dei nuovi progetti di investimento, contro il 27,7% toccato nel 2007, subito prima della crisi. In questo quadro non positivo, l’attrattività dell’Italia nei confronti degli investimenti internazionali sembra essere scesa ai minimi storici.

È quanto emerge dall’aggiornamento di aprile 2012 dell’Osservatorio degli Investimenti Diretti Esteri, realizzato da Invest in Milan e dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Milano, con la consulenza scientifica del Prof. Marco Mutinelli.

Nel 2011 la banca dati della FDI Intelligence del Financial Times ha censito a livello mondiale 15.588 progetti di investimento cross-border. Pur segnando tale valore per il terzo anno consecutivo un incremento rispetto all’anno precedente, il livello raggiunto nel 2011 rimane di circa il 10% inferiore al record toccato nel 2008.

Alla caduta della numerosità dei progetti di investimento si accompagna il persistere della loro dimensione economica media su valori modesti: il numero di posti di lavoro creati e il valore medio dei progetti di investimento si mantengono, infatti, su livelli del 25-30% inferiori ai massimi del periodo immediatamente precedente la crisi.

Nel quarto trimestre 2011 l’Italia ha attirato solo 21 progetti di investimento: meno di un decimo di quelli diretti verso il Regno Unito, un sesto di quelli verso la Germania, meno di un quarto di quelli verso Francia e Spagna e la metà di quelli verso Paesi Bassi e Irlanda.

L’Italia non solo perde nettamente il confronto con gli altri grandi Paesi europei, ma viene superata per numero di progetti di investimento attratti anche da Irlanda e Paesi Bassi.

Nel corso del 2011, la Lombardia ha visto progressivamente ridursi trimestre dopo trimestre, il numero di iniziative di investimento. Nell’ultimo trimestre 2011 si registrano solo 7 nuovi progetti, contro i 13 del trimestre precedente e i 21 del corrispondente trimestre del 2010.

La Lombardia chiude il 2011 al tredicesimo posto tra le regioni europee per numero di progetti attratti, migliorando di una posizione il ranking del 2009 e del 2010; ma le distanze rispetto alle regioni leader si stanno accentuando e l’ottavo posto raggiunto nel 2007, che meglio rispecchierebbe il peso economico della regione, appare sempre più lontano.

Anche Milano perde posizioni nel confronto con le altre grandi città dell’Europa occidentale e chiude il 2011 in quattordicesima posizione per numero di progetti di investimento cross border attratti, dopo cinque anni consecutivi chiusi nel gruppo delle Top 10.

Milano sembra perdere attrattività anche nei confronti degli investimenti market seeking, che in questi anni ne hanno fortemente caratterizzato il profilo competitivo. Parallelamente, non sembra interrompersi la progressiva rarefazione degli investimenti diretti green field finalizzati all’avvio o al potenziamento di attività produttive, tecnologiche e di ricerca e sviluppo.

Dal punto di vista settoriale, le variazioni su base annuale segnalano un calo generalizzato del numero dei progetti in tutti i settori di tradizionale attrattività, quali il software e i servizi ICT, la moda, la consulenza; l’unica eccezione del 2011 è rappresentata dal settore dei servizi finanziari, che si caratterizza per una crescita nel numero di progetti rispetto al 2010.

Per quanto concerne l’origine geografica degli investimenti diretti a Milano, l’analisi su base annuale evidenzia come il calo nel numero di progetti accomuni Europa occidentale, USA e Cina.

L’unica nota positiva per Milano e la Lombardia viene dall’India, che segnala una sia pur modesta ripresa degli investimenti, cui si contrappone una persistente mancanza di segnali dalla Russia e dal Brasile, dai quali non si registra alcuna iniziativa in regione negli ultimi due anni.

Nel 2011 dieci imprese provenienti dai Paesi BRIC hanno avviato dei progetti di investimento in Italia. La Lombardia è la destinataria di cinque progetti di cui quattro di provenienza indiana ed uno cinese.

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