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Le Agenzie di Rating

Nell'ambito dell'Export Credit Risk Management, l'esportatore di fatto "trasferisce" il suo rischio commerciale su controparti bancarie o assicurative italiane o straniere. Come valutano le principali agenzie di rating la solidità finanziaria delle controparti debitrici?

Le agenzie di rating, nate agli inizi del Novecento negli Stati Uniti, analizzano la solidità finanziaria di soggetti quali stati, enti, governi, imprese, banche, assicurazioni.
Le principali agenzie sono tutte statunitensi: Moody's, Standard & Poor's e Fitch.

Il rating, che valuta l'entità del rischio di credito, si divide in due principali categorie: il rischio commerciale ed il rischio paese, ma non misura altri tipi di rischi quale il rischio di tasso o di cambio, ecc.
La valutazione della capacità del debitore di far fronte al rimborso del proprio debito finanziario viene fornita ricorrendo ad una scala alfabetica che va da un valore massimo ad uno minimo.

Il rating di breve periodo valuta la solvibilità entro i 12 mesi mentre quello di lungo periodo valuta la solvibilità futura dell'emittente. Ovviamente più è alto il rating, minore è il rischio di investimento.

I simboli con i quali le agenzie di rating esprimono i loro giudizi sono più o meno simili:

  • Moody's usa per le proprie valutazioni valori da Aaa a C per il lungo termine e per il breve termine da P-1 a NP
  • S&P classifica i rating da un massimo di AAA ad un minimo di D per il lungo termine, mentre per il breve va da A1 a C
  • Fitch ha un rating molto simile a quello di S&P per il lungo periodo, mentre per il breve va da F1 a F3 (categoria di investimento) e da B a D (categoria speculativa).

La categoria investment è quella in cui sono compresi i rating con valutazione superiore a BBB mentre negli speculative grade vi sono i rating al di sotto di questa soglia.

Gli specialisti del settore valutano e controllano di continuo le variazioni dei rating. Quando il rating sale, tendendo verso il valore massimo AAA, si parla di upgrade; se le variazioni del rating peggiorano tendendo verso D, si parla di downgrade.

Quando il rating ha un livello qualitativo molto basso viene tenuto sotto stretta osservazione e viene inserito nella "Credit Watch". I rating presenti in questa lista sono seguiti dalla specificazione positivo (a voler significare che possono risalire la classe di rating) o negativo (per indicare che ci si può attendere un ulteriore downgrade).

Per quanto riguarda, invece, l'analisi di un rating nel medio-lungo periodo si utilizza il termine outlook per indicare la previsione che ne viene fatta e che può essere positiva, negativa e stabile.

Per formulare un rating vengono presi in considerazione parametri:

  • quantitativi - analisi di bilancio per conoscere i dati economico-finanziari utili a valutare la capacità del soggetto preso in esame di far fronte alla copertura del debito e la sua capacità di remunerazione del capitale
  • qualitativi - analisi del settore in cui si opera e valutazione del management.

Attraverso l'uso di questi indicatori, partendo dalla mission fino alla valutazione dell'operato del management, si arriva a conoscere il tipo e il grado di relazioni esistenti tra il soggetto in esame e l'ambiente esterno.

Domenico Del Sorbo