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Principi Unidroit 2010

Nella scelta della legge applicabile a un contratto con una controparte straniera si può optare per una legge nazionale (quella dello Stato di appartenenza di uno dei contraenti o eventualmente di uno Stato “terzo”), ma tale scelta all’atto pratico non sempre si rivela vincente.

Nella realtà del commercio, la parte contrattualmente più forte spesso riesce ad imporre l’applicazione della propria legge nazionale, ponendo l’altra in una situazione di svantaggio: ciò, ovviamente, non perché la legge di uno Stato sia più favorevole al contraente che a tale Stato appartiene (non è detto che sia effettivamente così), ma perché, così facendo, obbliga la controparte a muoversi all’interno di un diritto che presumibilmente non conosce, e che può riservare sorprese.

Qualora non vi sia invece una parte abbastanza forte da imporre la propria legge all’altra, le parti potrebbero non riuscire a trovare un accordo sul punto, entrando così in un impasse che rallenta e appesantisce le trattative. Una soluzione ottimale è quella di optare per una convenzione internazionale di diritto materiale uniforme (si pensi alla Convenzione di Vienna del 1980 sulla vendita di beni mobili), ma non vi è una convenzione per ogni singolo contratto commerciale ed inoltre le convenzioni esistenti non sono (né potrebbero essere) onnicomprensive e del tutto indipendenti da una legge interna per quegli aspetti che ivi non vengono disciplinati. In particolare, è la disciplina dei contratti in generale a non trovare una puntuale regolamentazione a livello convenzionale.

Una terza via consiste nell’affidarsi alla cd. lex mercatoria, ovvero all’insieme dei principi generali del commercio internazionale, degli usi e delle pratiche contrattuali diffusi e consolidati

Se la lex mercatoria ha l’indubbio vantaggio di essere una diretta espressione della realtà del commercio internazionale, d’altro canto i suoi confini non sono puntualmente definiti e non è agevole reperirne i contenuti con un sufficiente grado di certezza (quando un uso può effettivamente dirsi tale? quando una pratica commerciale può ritenersi consolidata? che caratteristiche deve avere un principio di diritto per essere considerato “generale” nel commercio internazionale?). In questo contesto, i Principi Unidroit possono rappresentare uno strumento efficace.

Finalità e contenuto dei Principi Unidroit 2010

Questa raccolta di principi del diritto del commercio internazionale è stata elaborata in seno all’International Institute for the Unification of Private law (UNIDROIT), organizzazione internazionale indipendente con sede in Roma, ai cui gruppi di lavoro partecipano eminenti esperti del diritto contrattuale e del diritto del commercio internazionale. Alla prima edizione dei Principi, risalente al 1994, è seguita una seconda edizione nel 2004 e nel 2010 una terza

I redattori dei Principi hanno perseguito l’ambizioso obiettivo di raccogliere in un unico testo scritto una disciplina organica dei contratti in generale, pensata e rivolta agli scambi commerciali internazionali e dunque slegata dai particolarismi giuridici dei singoli ordinamenti nazionali. Per ciascun aspetto, è stata adottata la soluzione che nella prassi del commercio o nelle realtà dei diversi ordinamenti giuridici è parsa essere la più convincente per disciplinare gli aspetti comuni ai contratti commerciali internazionali.

I Principi, edizione 2010, si compongono di 211 articoli (a differenza dei 120 articoli dell’edizione 1994 e dei 185 articoli dell’edizione 2004) suddivisi in capitoli, preceduti da un Preambolo. Ciascuna disposizione è corredata da un commento ufficiale che ne spiega il contenuto e ne illustra le finalità.

Non è possibile in questa sede esaminare nel dettaglio il contenuto di ciascuna disposizione, e confrontarlo con quanto previsto dalla legge italiana. A titolo di esempio, si pensi, in sede di negoziazione, agli scambi di proposte e condizioni contrattuali tra le parti e al momento in cui il contratto può ritenersi concluso.

  • Il codice civile italiano (art. 1326, comma 5, c.c.) sancisce chiaramente che “un’accettazione non conforme alla proposta equivale ad una nuova proposta”: quindi, finché le parti non si accordano sullo stesso identico testo, a prescindere dalla natura e dall’importanza delle modifiche apportate, il contratto non può dirsi concluso.
  • Diversamente, i Principi Unidroit, art. 2.1.12 dispongono che “… una risposta ad un’offerta volta ad essere un’accettazione, ma che contiene clausole aggiunte o difformi che non alterano sostanzialmente i termini dell’offerta, costituisce accettazione, a meno che l’autore dell’offerta, senza ritardo ingiustificato, non si opponga a queste differenze. In caso contrario, il contenuto del contratto è il contenuto dell’offerta con le modificazioni aggiunte nell’accettazione.

Come utilizzare i Principi Unidroit?

Pare opportuno soffermarsi sul modo in cui i Principi, aldilà della loro indubbia importanza sul piano scientifico, possono essere concretamente utilizzati dalle imprese.

I Principi, a differenza delle leggi nazionali e delle convenzioni, non sono legge e pertanto non hanno autonoma forza vincolante: troveranno applicazione solo ove le parti facciano, esplicitamente o implicitamente, riferimento ad essi.

Le parti possono scegliere di sottoporre il contratto ai Principi Unidroit, essi soli o ad integrazione di una legge nazionale. Una clausola-tipo è suggerita nel Preambolo:

  • “Il presente contratto è regolato dai Principi Unidroit 2010 [ad eccezione degli articoli ….]”
  • oppure “Il presente contratto è regolato dai Principi Unidroit 2010 [ad eccezione degli articoli ….], integrati ove necessario dal diritto [dello Stato X]”.

I Principi potranno trovare applicazione anche qualora le parti convengano che il loro contratto sia regolato dai “principi generali del diritto”, dalla lex mercatoria o simili o ancora quando le parti non hanno scelto una legge applicabile al contratto (cfr. Preambolo, III e IV disposizione).

Affinché la scelta dei Principi Unidroit quale legge regolatrice del contratto sia efficace, è opportuno che sia abbinata ad una clausola arbitrale per la risoluzione delle controversie eventualmente insorte tra le parti. Infatti, gli arbitri, a differenza dei giudici nazionali, non sono vincolati alle norme di diritto internazionale privato, le quali impongono di applicare alle controversie che devono dirimere solo norme di origine statale.

Nel caso in cui una controversia eventualmente insorta venisse portata davanti ad un giudice nazionale, pertanto i Principi richiamati dalle parti potrebbero essere considerati solo come integrati al contratto e la legge regolatrice resterebbe quella (nazionale) designata dalle norme di diritto internazionale privato. In altre parole, i Principi potrebbero trovare applicazione solo se non in contrasto con norme inderogabili della legge regolatrice del contratto.

Ciò non accade negli arbitrati internazionali, posto che gli arbitri non sono vincolati alle norme di diritto internazionale privato per la scelta della legge applicabile e si sta sviluppando la tendenza a permettere alle parti di scegliere come regole di diritto fonti non di provenienza statale.

Anche in quest’ultimo caso, tuttavia, i Principi Unidroit non potranno escludere l’applicazione delle norme nazionali cd. di applicazione necessaria, ovvero di quelle norme della lex fori che trovano applicazione a prescindere dalla legge applicabile al contratto (si pensi ad esempio alla normativa antitrust sulle intese restrittive della concorrenza).

Infine, anche se non destinati a regolare il contratto, conoscere il contenuto dei Principi Unidroit può essere utile in sede di negoziazione per suggerire quali questioni affrontare durante la trattativa e per offrire uno sguardo di insieme sulle tendenze in atto e sulle soluzioni preferibili nel diritto del commercio internazionale.

Il testo dei Principi Unidroit 2010 è reperibile su http://www.unidroit.org/ (la versione italiana per il momento si limita al testo degli articoli, i commenti ufficiali sono disponibili in lingua inglese).

Avv. Martina Ferrero

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Indice Principi Unidroit 2010

Preambolo

Capitolo 1 Disposizioni generali (modificato)

Capitolo 2 Formazione e rappresentanza

  • Sezione 1:Formazione
  • Sezione 2: Rappresentanza

Capitolo 3 Validità (modificato)

  • Sezione 1: Cause di annullabilità
  • Sezione 3: Contrarietà a norme imperative (nuovo)

Capitolo 4 Interpretazione

Capitolo 5 Contenuto e contratto a favore di terzi

  • Sezione 1: Contenuto
  • Sezione 2: Contratto a favore di terzi
  • Sezione 3: Condizioni.

Capitolo 6 Adempimento

  • Sezione 1: Adempimento in generale
  • Sezione 2: Hardship

Capitolo 7 Inadempimento

  • Sezione 1: Inadempimento in generale
  • Sezione 2: Diritto all’adempimento
  • Sezione 3: Risoluzione (modificato)
  • Sezione 4: Risarcimento del danno

Capitolo 8 Compensazione

Capitolo 9 Cessione dei crediti, Trasferimento delle obbligazioni, Cessione dei contratti

  • Sezione 1: La cessione dei crediti
  • Sezione 2: Il trasferimento delle obbligazioni
  • Sezione 3: La cessione dei contratti

Capitolo 10 Prescrizione

Capitolo 11 Pluralità di debitori e creditori (nuovo)

  • Sezione 1: Pluralità di debitori
  • Sezione 2: Pluralità di creditori”.