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Turchia: contratto di agenzia

Quali sono le principali differenze tra la normativa turca sul contratto di agenzia e la disciplina vigente nel nostro Paese? Che approccio risulta più favorevole all'esportatore italiano?

Normativa italiana

In Italia il codice civile regola il contratto di agenzia agli articoli 1742 e ss., anche sulla base della Direttiva 86/653 CE. Caratteristiche salienti del contratto di agenzia sono l'autonomia e la stabilità.

L'autonomia dell'agente non è peraltro assoluta, perché sotto alcuni aspetti egli viene talvolta equiparato ad un lavoratore subordinato.
Che il rapporto non sia di assoluta autonomia è confermato anche dal fatto che caratteristica dell'agenzia è la stabilità dell'incarico.
La stabilità comporta anche, come effetto naturale, il reciproco diritto di esclusiva.

L'agente non è un lavoratore dipendente, egli infatti collabora con il preponente e non è un suo subordinato.
Ha libertà di organizzare il proprio lavoro senza alcun obbligo di osservare orari, sceglie la propria clientela e utilizza la linea di condotta che a lui appare migliore. Sopporta il rischio oltre a tutte le spese dell'organizzazione.
Egli dunque è, sotto questo aspetto, un imprenditore ausiliario ex art. 2195 c.c.

Nella disciplina italiana è vietato il patto che ponga a carico dell'agente una responsabilità, anche solo parziale, per l'inadempimento del terzo (star del credere).

Il preponente non è obbligato a concludere i contratti promossi dall'agente, ma nei rapporti con costui deve agire con lealtà e buona fede. Non potrebbe, ad esempio, reiteratamente e senza giustificazione rifiutarsi di concludere i contratti proposti, atteso che l'agente sopporta le spese e riceve da tale rifiuto un discredito commerciale.

Le parti possono stipulare un patto di non concorrenza con efficacia successiva allo scioglimento del contratto.
Tale patto deve avere forma scritta, non può superare i due anni dalla data dello scioglimento, deve riguardare la medesima zona, clientela, e genere di beni, e dà diritto ad un'indennità di natura non provvigionale a favore dell'agente (da stabilirsi in sede contrattuale o, in mancanza, giudiziale) che va corrisposta al momento della cessazione del rapporto.

Normativa turca

Il contratto di agenzia in Turchia è regolato dal Codice delle obbligazioni e dagli articoli da 116 a 134 del Codice del Commercio, in cui è stabilito il diritto alla provvigione per i contratti conclusi dall'agente, mentre la legge non prevede espressamente il diritto all'indennità di fine rapporto.

La Direttiva 86/653 CE che regola il contratto di agenzia nell'Unione europea non è stata ancora recepita nel diritto turco.

Principali differenze tra normativa turca e italiana

Il contratto di agenzia turco, a differenza di quello italiano, non è regolato da accordi collettivi. L'eventuale potere di rappresentanza dell'agente turco deve essere reso pubblico mediante iscrizione nel registro commerciale.

Nella legge turca esistono varie tipologie di intermediari commerciali: l'agente di commercio, il mediatore, l'intermediario dipendente, il commissionario.
La traduzione della parola turca agente ("acente"), è da tenere distinta dalle altre due figure del "ticari mümessil" (mediatore) e del "ticari vekil" (procacciatore d'affari).

E' possibile porre a carico dell'agente lo star del credere. Il diritto alla provvigione matura di regola al "buon fine" dell'affare e vi sono termini più elastici per il pagamento rispetto a quelli previsti dalla normativa italiana ed europea.

In Turchia il contratto a tempo indeterminato può essere risolto con tre mesi di preavviso.

La legge turca non prevede il riconoscimento di un'indennità di cessazione del rapporto e non impone alcun compenso in caso di assunzione da parte dell'agente di un impegno di non concorrenza post contrattuale.
Va peraltro tenuto presente che l'agente può essere convenuto e/o agire in giudizio in Turchia per conto del suo preponente estero, per liti relative a contratti conclusi dal preponente in base al suo intervento.

Consigli operativi per l'esportatore italiano

In un'ottica di tutela dell'esportatore nei confronti dell'agente turco, riteniamo si possa considerare la possibilità di scegliere la legge turca come disciplina applicabile al rapporto, in quanto essa appare per diversi aspetti meno protettiva nei confronti dell'intermediario. E' comunque consigliabile regolare contrattualmente tutti gli aspetti del rapporto.

Per evitare che il rapporto possa essere interpretato alla stregua del lavoro subordinato, è bene accertarsi che l'agente sia un imprenditore commerciale iscritto nel Registro Commerciale locale, e verificare che la qualificazione del contratto sia corretta.
E' inoltre importante:

  • definire correttamente la figura dell'agente ("acente") e la natura del rapporto
  • provvedere alla delimitazione dei prodotti e della zona
  • precisare se l'agente abbia o meno il potere di concludere contratti in nome dell'esportatore
  • definire la misura, la maturazione ed i termini di pagamento della provvigione.

Risulta inoltre possibile pattuire l'assenza di indennità sia in caso di cessazione del rapporto che in caso di assunzione del patto di non concorrenza post contrattuale (patto che va comunque espressamente disciplinato).
Andranno infine definiti la durata e la risoluzione del rapporto, la legge applicabile ed il foro competente.

Avv. Christian Montana


Paese: Turchia