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Distribuzione in Cina: consigli contrattuali pratici

Autore: Tupponi Marco
I contratti di distribuzione, più diffusi di quelli di agenzia, sono assolutamente consigliabili quando la società straniera non vuole stabilire un rapporto di rappresentanza con la società cinese.

Il rapporto di agenzia prevede che all’agente vengano fornite dettagliate e specifiche informazioni e istruzioni, le quali, secondo la legge della RPC, possono essere modificate soltanto dietro consenso del preponente.

Nella pratica è frequente che le società straniere se non ritengono strategico gravare l’ente cinese di una tale responsabilità, così preferiscano instaurare un più semplice rapporto di distribuzione.

Gli aspetti caratteristici del tipo contrattuale in esame sono i seguenti.

a) Legge sostanziale applicabile

Sebbene oggetto del contratto di distribuzione sia il dovere-potere della società cinese di promuovere e distribuire sul mercato della RPC i prodotti di una società straniera, non necessariamente la legge statale che si applicherà al contratto è quella cinese, in quanto le parti sono libere di stabilire la legge regolatrice del loro accordo.

b) Attestato di conformità

A prescindere dalla legge sostanziale applicabile, la società straniera potrebbe aver bisogno di procurarsi delle certificazioni di conformità - diverse in base ai prodotti oggetto della distribuzione - dalle competenti autorità cinesi prima che i prodotti stessi vengano pubblicizzati e distribuiti legalmente nella RPC.
In sede di conclusione del contratto, è consigliabile che le parti stabiliscano quale di esse sarà responsabile per non aver richiesto tali certificazioni.

c) Diritto di esclusiva

Le parti possono accordarsi affinché al distributore sia concesso il diritto di esclusiva. Per ridurre il rischio collegato alla concessione dell’esclusiva a un distributore che potrebbe rivelarsi inadeguato, il fornitore potrebbe condizionarla al raggiungimento di un certo fatturato in un certo lasso di tempo. Se la società cinese non raggiunge il parametro fissato perde il diritto all’esclusiva o, addirittura, l’intero incarico.

d) Obbligazioni del distributore

Tra le obbligazioni contrattuali del distributore sono spesso inseriti obblighi a contribuire allo sviluppo del mercato di vendita, a occuparsi della pubblicità e della promozione del prodotto, a studiare strategie di marketing, anche attraverso corsi specifici per i dipendenti.

Le società straniere esercitano, in ogni caso, un attento controllo sui metodi di pubblicità e promozione usati dalla società cinese, al fine di assicurarsi che siano omologhi a quelli della società straniera.

e) Diritti di proprietà

Quasi tutti i contratti di distribuzione riguardano prodotti che includono diritti di proprietà intellettuale di diverso genere e la promozione degli stessi sotto il marchio del preponente.
Un aspetto di particolare rilievo è la tutela dei diritti di proprietà intellettuale per le società straniere, le quali dovrebbero, in sede di accordo contrattuale, studiare rimedi ad hoc.

f) Riservatezza

E’ fortemente consigliabile includere nei contratti generali di distribuzione l’obbligo (di solito bilaterale) di riservatezza sulle informazioni rivelate nel corso della relazione d’affari, obbligo che, occasionalmente, potrà subire delle eccezioni, come nel caso di informazioni già pubblicizzabili o nel caso di ordinanza giudiziale che impone di rivelare determinate informazioni.

g) Termine

Le parti devono, in sede di accordo, stabilire se la società cinese sia distributore dei prodotti stranieri con un contratto a tempo determinato o indeterminato (in quest’ultimo caso deve essere comunque concordato il minimo di preavviso per la risoluzione).

h) Risoluzione

Le circostanze nelle quali ciascuna parte avrà diritto a risolvere il contratto di distribuzione prima che sia trascorso il termine concordato e le conseguenze derivanti da ciò devono essere chiaramente e preliminarmente fissate.
Previsioni tipiche sono il diritto delle parti di compensare i propri debiti e crediti, la scelta della società straniera di cancellare le spedizioni di prodotti, l’obbligo del distributore di restituire o eliminare tutto il materiale pubblicitario e promozionale, nonché di cessare di qualificarsi verso terzi quale distributore dei prodotti della società. Generalmente, una volta cessato il rapporto contrattuale, il distributore non può rivendere le scorte di magazzino rimastegli, salvo che non sia la stessa società straniera a riacquistarle.

i) Risoluzione delle controversie

Le parti possono anche fissare il metodo di risoluzione delle eventuali controversie che dovessero derivare dal contratto di distribuzione. Solitamente la prima via che deve essere esperita è quella della conciliazione amichevole in via stragiudiziale.
Nel caso in cui questa non dovesse dare buon esito, la controversia verrà decisa attraverso un arbitrato regolamentato secondo le regole fissate dalla Commissione cinese per l’arbitrato economico e internazionale.

Avv. Marco Tupponi
 


Paese: Cina