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Modelli di contratto di joint venture

Autore: Capucci Luigi
L'International Trade Center - cui partecipano l'UNCTAD e il WTO - ha pubblicato dei modelli di contratto di joint venture in lingua inglese destinati specificamente alle Pmi. Tali modelli non sono esaustivi e risolutivi dei problemi che potrebbero insorgere, ma costituiscono un utile vademecum per affrontare un progetto di joint venture.

Contractual joint venture model agreements

La task force

Nel 1998 fu inviato un questionario alle organizzazioni di promozione del commercio di diverse nazioni, al quale risposero ben 245 enti appartenenti a 129 paesi. Il 77% di questi riteneva prioritaria la disponibilità di un modello contrattuale di joint venture per agevolare lo sviluppo delle relazioni commerciali.

Si è così deciso di creare una task force di 55 specialisti, provenienti da 45 paesi. Questo pool di esperti ha elaborato due modelli di contratto di joint venture che tengono conto delle esperienze e delle esigenze di ordinamenti giuridici assai diversi fra loro:

  • uno per le joint venture con due parti
  • l'altro per quelle con tre o più parti.

Ruolo delle joint ventures

La joint venture è uno strumento assai diffuso, soprattutto a livello internazionale, per la facilità con cui consente alle imprese di affrontare progetti e iniziative in mercati nuovi, o di legarsi a partner stranieri.
La joint venture consente infatti di regolare e dar stabilità a relazioni economiche destinate a durare nel tempo, con un meccanismo contrattuale diverso dal solito contratto di distribuzione, agenzia o vendita.

In via preliminare, è bene ricordare che la prassi ha dato vita a due distinte fattispecie di joint venture:

  • quelle societarie o Incorporated Joint Ventures (società di persone o capitali costituite secondo le norme di un determinato ordinamento giuridico)
  • quelle contrattuali o Contractual Joint Ventures (accordi fra imprenditori che non danno direttamente vita a entità nuove).

I modelli previsti dall'ITC fanno riferimento alle sole joint ventures contrattuali, nelle quali l'autonomia delle parti gode della più ampia libertà.

Si possono utilizzare questi modelli in molteplici settori e per le iniziative più diverse, ad esempio per:

  • realizzare un impianto comune
  • partecipare ad un appalto
  • ingegnerizzare un prodotto nuovo
  • creare unità produttive in paesi terzi nei quali produrre a minori costi lasciando che il partner locale si occupi della gestione diretta dello stabilimento o sfruttando il fatto che esistano finanziamenti locali per la costituzione di nuovi impianti.

In questi casi, il contratto di joint venture consente di evitare la costituzione di una società, soluzione questa che potrebbe risultare maggiormente complessa e meno elastica.

Non è il caso di approfondire in dettaglio l'esame dei modelli contrattuali, mentre appare più utile evidenziare gli aspetti che si dovranno tenere nella massima considerazione al momento della negoziazione di un accordo di questo tipo.

La struttura

E' fondamentale riuscire ad immaginarsi lo scenario concreto in cui il futuro rapporto di collaborazione dovrà operare. Per questo, buona norma è quella di determinare con esattezza l'oggetto della collaborazione, avendo cura di indicare quali sono i rispettivi impegni.
Questo, a volte, può portare alla determinazione della c.d. contractual key, cioè la chiave di ripartizione delle prerogative contrattuali, cioè profitti e perdite o eventuali ulteriori obblighi contributivi, con conseguenti ripercussioni sull'eventuale regime delle responsabilità individuali.

Le relazioni contrattuali devono essere viste nel loro profilo dinamico, per cui il contratto dovrà indicare le modalità con cui vanno assunte le decisioni, le regole da adottarsi in casi di profitti o perdite e la possibilità di entrata di nuovi soggetti.
Ove si preveda che la joint venture compia autonomamente operazioni, quali vendita o acquisto di beni o servizi, partecipazione a gare di appalto, sarà necessario fissare le regole per la rappresentanza verso l'esterno.

La gestione delle controversie

Il contratto dovrà contenere un efficiente sistema di gestione del contenzioso, intendendo come tale non solo le liti vere e proprie, ma anche ogni dissidio che dovesse insorgere fra i contraenti.
Sarà quindi opportuno dotarsi di un meccanismo che intercetti le potenziali liti sin dal loro manifestarsi, immaginandosi ad esempio il ricorso a terzi nel caso in cui la disputa sia limitata a valutazioni strettamente economiche, quali il valore di un certo cespite o di un particolare intervento, richiamando ad esempio le Rules for Expertise della International Chamber of Commerce, oppure un meccanismo di dead-lock, che sblocchi eventuali stalli decisionali.

Completerà il quadro una clausola arbitrale che preveda un arbitrato ad hoc o il rinvio a procedure amministrate da enti quali le Camere di Commercio, presenti in quasi tutti i paesi.
In particolari circostanze potrebbe risultare utile il ricorso alle competenti corti locali.

La legge applicabile e aspetti fiscali

Si deve prestare attenzione anche all'aspetto della legge eventualmente applicabile, vuoi perché di applicazione necessaria, vuoi perché scelta dalle parti stesse. E' vero, come sopra si è detto, che le parti sono libere di determinare il contenuto dei loro accordi, ma è altrettanto vero che il paese in cui la joint venture dovrà operare o al quale appartiene il partner potrebbero non riconoscere la validità di accordi di questo tipo oppure sottoporli a particolari condizioni.

L'aver omesso questo controllo potrebbe rivelarsi fonte di dispiaceri o di disillusioni: per far un esempio, potrebbe accadere che la joint venture venga considerata come una società, con potenziali responsabilità dei contraenti nei confronti dei terzi. Lo stesso potrebbe avvenire ove si ritenesse di prevedere una legge applicabile al contratto senza averla valutata con attenzione. Analoghe cautele devono essere impiegate per quanto riguarda il regime fiscale.

Conclusioni

I modelli ITC sono utilissimi per le imprese, in quanto le clausole da adottare sono elencate ed esposte analiticamente e sono commentate in maniera da comprendere con esattezza la loro finalità ed utilità.
Queste brevi considerazioni vogliono solo fornire un cenno sintetico delle potenzialità e dei rischi insiti in una joint venture, e suggerire agli interessati di esaminare i modelli ITC prima di intraprendere qualsiasi iniziativa: questo sarà utile anche quando si rivolgeranno ai professionisti per la redazione della loro personale joint venture.
Da evitare, comunque, la tentazione di fare propri quei modelli senza averli adattati alle proprie esigenze.

Avv. Luigi Capucci