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Il rappresentante fiscale e la circolazione di prodotti già immessi in consumo in altro Stato membro

In attuazione della direttiva n. 2008/118/Ce il legislatore italiano ha introdotto nel decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (Testo Unico delle Accise) l’art. 10 bis che regola le transazioni aventi ad oggetto prodotti già assoggettati ad accisa in un altro stato membro, ad eccezione dei tabacchi lavorati, che siano stati acquistati da un soggetto stabilito nel territorio dello Stato, che sia privato ovvero che, pur esercitando una attività economica, agisca in qualità di privato e siano stati spediti o trasportati nel territorio dello Stato direttamente o indirettamente dal venditore o per suo conto.

Il debitore dell’accisa su tali prodotti è il rappresentante fiscale che deve essere designato dal venditore e deve avere sede nel territorio nazionale.

Con Determinazione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane  n. 24211/RU del 14 novembre 2012 sono state stabilite le procedure per l’autorizzazione del predetto rappresentante fiscale, nonché le modalità per la prestazione della garanzia e per la tenuta della contabilità da parte del medesimo.

Autorizzazione

Il soggetto che intende operare in qualità di rappresentante fiscale è tenuto a richiedere preventivamente l’autorizzazione all’Ufficio delle Dogane, individuato in relazione alla propria sede. Al rappresentante fiscale, prima dell’inizio della sua attività, è attribuito un codice ditta. Sono esentati dall’autorizzazione gli spedizionieri doganali iscritti da almeno tre anni all’albo professionale istituito con legge 22 dicembre 1960, n. 1612 i quali sono comunque tenuti a dare preventiva comunicazione all’Ufficio delle Dogane dell’incarico ricevuto dal venditore.

Nella richiesta di autorizzazione o di comunicazione  i soggetti di cui sopra devono indicare i propri dati identificativi, il numero di partita IVA, la propria sede, i dati identificativi del venditore che li ha designati, con atto scritto, come proprio rappresentante fiscale.

Adempimenti

Prima di ciascuna spedizione il rappresentante fiscale è tenuto a comunicare all’Ufficio delle Dogane che lo ha autorizzato e a quello competente per territorio in relazione al luogo di ricevimento dei prodotti i dati identificativi del venditore e, se diverso, dello speditore, nonché quelli identificativi del destinatario, del tipo e del numero identificativo della documentazione commerciale emessa per la spedizione e del luogo di consegna, la natura dei prodotti spediti, la quantità e la qualità degli stessi con riferimento al codice di nomenclatura combinata.

Il rappresentante fiscale è tenuto altresì a presentare la documentazione relativa alla prestazione della garanzia per l’ammontare dell’accisa gravante sui prodotti spediti.

Contabilità

Il rappresentante fiscale deve tenere un registro delle singole forniture effettuate nel quale sono riportati i dati relativi a ciascuna operazione nonché la documentazione giustificativa della movimentazione realizzata e i documenti comprovanti il pagamento dell’imposta sul territorio nazionale.

Pagamento dell’accisa

Il rappresentante fiscale deve provvedere al pagamento dell’accisa entro il primo giorno lavorativo successivo a quello di arrivo del prodotto al destinatario, se non assolta prima della spedizione.

La determinazione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane è stata pubblicata sul sito internet dell’Agenzia in data 14 novembre 2012 ed entrerà in vigore il sessantesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

Simone Del Nevo e Avv. Massimo Albertelli