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Standard BRC/IOP per packaging e imballaggi (rev. 4)

Autore: Perego Monica

Lo Standard BRC/IOP è uno standard globale leader adottato dai principali rivenditori, produttori e aziende di confezionamento di tutto il mondo, applicabile ai produttori di imballaggi di beni di consumo.

Il settore dell’imballaggio ha molteplici applicazioni: prodotti alimentari, cosmetici, detersivi, farmaci, etc.. Anche i materiali con cui gli imballi vengono realizzati sono estremamente vari (derivati della cellulosa, vetro, plastica, lamiera, materiali flessibili, asettici, etc.). Nel dettaglio si tratta:

  • Produzione e fornitura dei materiali usati per il confezionamento
  • Prodotti derivanti dalle prime fasi della trasformazione
  • Produzione e fornitura di materiali non trasformati o semilavorati
  • Beni di consumo usa e getta che vengono a contatto con gli alimenti (piatti, posate, bicchieri monouso).

Originariamente rivolto ai fornitori di materiali di imballaggio e confezionamento per l'industria alimentare, lo Standard BRC/IOP è uno standard globale leader adottato dai principali rivenditori, produttorie aziende di confezionamento di tutto il mondo, applicabile ai produttori di imballaggi di beni di consumo.

La certificazione secondo lo Standard verifica le prestazioni tecniche, favorisce l’adempimento degli obblighi legali da parte dei produttori e aiuta a fornire protezione al consumatore.Ovviamente, la certificazione BRC può essere vista come integrazione o alternativa alla altrettanto valida certificazione rispetto allo standard ISO 22000.

Lo Standard è stato sviluppato dal British Retail Consortium (BRC) con il supporto dell’Institute of Packaging e delle associazioni che rappresentano i produttori di imballaggio con l’obiettivo di garantire la sicurezza igienico-sanitaria dei materiali di imballaggio, considerando tutte le problematiche dell’industria.

Il nuovo Standard aggiornato per materiali di confezionamento e imballaggio (rev. 4) è stato pubblicato nel febbraio 2011 e le verifiche sulla rev. 4 sono iniziate dal 1 agosto 2011.

Lo Standard è stato rivisto per garantire una maggiore attenzione alla qualità e agli aspetti funzionali degli imballaggi, complementari ai requisiti igienici di fabbrica stabiliti:

  • definizione caratteristiche che devono possedere i siti per soddisfare i requisiti
  • verifica dell’adempimento degli obblighi legali da parte dei produttori e verifica delle prestazioni tecniche e funzionali
  • applicazione di requisiti chiari e dettagliati basati sui principi HACCP e verifica complementarietà con ISO 9001
  • audit completo e focalizzato su sicurezza, legalità e qualità
  • chiusura di tutte le non conformità individuate in una verifica con prove incluse nel rapporto prima che i certificati possano essere rilasciati.

Sono state ridotte a due le categorie di prodotti sulla base del rischio igienico associati all’utilizzo finale dei materiali di imballaggio (alto rischio igienico e basso rischio igienico). Le modifiche comprendono anche:

  • revisione della metodologia adottata per la gestione dei rischi
  • maggiori indicazioni e orientamenti agli Organismi di Certificazione e ai produttori
  • supporto per i  siti che si avvicinano al processo di certificazione
  • ampliamento dello stato dei controlli sui requisiti sui materiali riciclati
  • ampliamento sui requisiti relativi alla sicurezza del sito, il design del prodotto e lo sviluppo ed il controllo di attrezzature di prova In-line
  • garanzie supplementari per ridurre il rischio di migrazione chimica da imballaggio nei prodotti alimentari
  • affinamento delle soluzioni tecniche applicate per garantire la qualità dei materiali da imballaggio e la loro capacità di rispondere alle esigenze dei clienti

Sono stati rivisti anche alcuni importanti aspetti del processo di audit:

  • introduzione “fundamental” 8, clausole cruciali per la creazione e il funzionamento di un efficace processo di produzione degli imballaggi
  • sistema di classificazione in base al numero e alla gravità delle non conformità dei certificati (A – B – C- D) sulla base del numero di non conformità riscontrate in fase di audit (in relazione anche alle clausole “fundamental”)
  • la frequenza degli audit è stabilita a intervalli di 12 mesi, ma scende a 6 mesi per i fornitori che ricevono 3 o più gravi non conformità
  • i requisiti degli auditori sono stati inclusi nello standard, questo permetterà alle imprese di avere maggiore trasparenza sulla preparazione degli auditor che verranno ad effettuare le attività di audit.

Monica Perego