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Fatturato contraffazione in Europa: nel 2011 +18%

Secondo Indicam, Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione, sia a livello europeo che a livello mondiale, la contraffazione non conosce crisi e continua a crescere parallelamente allo sviluppo della globalizzazione e del commercio via internet.

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I contraffattori evadono l’Iva, danneggiano le imprese e i loro marchi con effetti negativi su Pil e gettito fiscale. Inoltre i prodotti di uso quotidiano e i prodotti potenzialmente dannosi alla salute e alla sicurezza dei consumatori, ammontano al 28,6% dei sequestri.

I dati diffusi dalla Commissione Europea (DG TAXUD, rapporto annuale 2011 presentato in luglio) mostrano che:

  • il numero dei prodotti sequestrati è cresciuto nel 2011 di circa il 10% rispetto all’anno precedente
  • il numero di sequestri è aumentato del 15% per un totale di 91.245 sequestri in un anno.

Il valore stimato di questi beni, che rappresentano solo una quota del totale contraffatto, ha raggiunto l’1,3 miliardi di euro (+18% rispetto al 2010).

Le statistiche mondiali (WCO, annual report 2011 del settembre 2012) presentano dati altrettanto preoccupanti: nel confermare che l’aumento più significativo ha riguardato i prodotti farmaceutici sia a livello di casi (+33%), sia in termini di prodotti sequestrati (+129%), la contraffazione dimostra di essere ormai globale, capace di arrivare al singolo consumatore direttamente e in grado di danneggiare qualunque marchio di successo.

Nella classifica dei marchi più contraffatti ci sono marchi che, pur non essendo italiani, sono prodotti da aziende italiane.

La crescita considerevole del prodotto contraffatto, diffuso attraverso “piccole consegne” (+55% è l’aumento di sequestri effettuati in uffici di smistamento postale), segnale inequivocabile che il web sta indubbiamente accelerando il processo e cambiando il modello di business dei contraffattori. Acquisti non più mediati e di piccoli importi/quantità ancora più difficili da intercettare. Aumentano, inoltre, i casi (il 14,6% del totale) di sequestri che hanno comportato uno o più passaggi in transito prima di raggiungere la destinazione finale.

La classifica dei Paesi usati come destinazione di transito vede nell’ordine: USA, Francia, Germania, Hong Kong Cina e Italia.

26 settembre 2012

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