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Esportazione di beni a duplice uso: la casella 44 del DAU

Il termine dual use (duplice uso) identifica quei beni e quelle tecnologie che, pur essendo principalmente utilizzati per scopi civili, sono passibili di un utilizzo nella fabbricazione - sviluppo - manutenzione di armi chimiche, biologiche o nucleari.

Quadro normativo

In ragione della valenza strategica di questi beni, il loro trasferimento internazionale è controllato e soggetto a procedure particolarmente restrittive previste da diversi accordi internazionali di non proliferazione.

Questi beni a duplice uso sono elencati e descritti con dettagliate specifiche tecniche nell’allegato I del regolamento comunitario 1334/2000 (modificato con il regolamento 1183/2007) con il quale è stato istituito un regime comunitario di controllo delle esportazioni di prodotti e tecnologie a duplice uso.

Tale lista di controllo integrata riporta tutti i prodotti e le tecnologie il cui trasferimento internazionale è soggetto a un regime di controllo in virtù dei diversi accordi multilaterali di non proliferazione stipulati dagli stati membri.

Il principio generale della normativa comunitaria è il seguente: l’esportazione dei prodotti a duplice uso compresi nell’elenco di cui al regolamento 1183/2007 è subordinata ad autorizzazione da parte dell’autorità nazionale competente (per l’Italia il Ministero dello Sviluppo Economico, direzione generale per la politica commerciale).

Da considerare il risvolto sanzionatorio: l’esportazione di beni a duplice uso senza la prescritta autorizzazione ovvero con autorizzazione ottenuta fornendo dichiarazioni o documentazione false, è punito: 

  • con la reclusione da due a sei anni
  • con la multa da 25.000 a 250.000 euro (comma 1 dell'art. 16 del D.Lgs 9 aprile 2003 n. 96).

Per quanto sopra, le aziende esportatrici di beni con possibile carattere duale dovrebbero svolgere un’analisi attenta dei propri prodotti e dell’eventuale corrispondenza degli stessi con quelli elencati nel regolamento 1183/2007.

L’analisi va effettuata preventivamente rispetto alla conclusione dei contratti di vendita nei confronti dei clienti esteri, poiché l’eventuale procedimento autorizzativo potrebbe far ritardare anche di alcuni mesi il momento della spedizione costituendo possibile inadempienza contrattuale o, ancor peggio, determinando un superamento della “last date of shipment” (ultima data utile per effettuare la spedizione) prevista nella lettera di credito.

Aspetti doganali del regime di controllo dual use

La normativa dual use ha la sua traduzione nella prassi doganale al momento della compilazione, da parte dello spedizioniere, della casella 44 del DAU (dichiarazione doganale).

Per numerose voci doganali, nelle quali potrebbero essere classificati beni dual use, è infatti prevista l’indicazione in casella 44 del DAU:

  • degli estremi del documento di autorizzazione
  • ovvero, nel caso di beni di libera esportazione, l’indicazione del codice di esonero Y901 con il quale si dichiara che il prodotto non rientra fra quelli elencati nel regolamento 1183/2007.

E’ evidente che lo spedizioniere responsabile della compilazione del DAU potrà indicare il codice Y901 solo sulla base di una dichiarazione di esonero dell’azienda che potrà essere:

  • inserita nella documentazione commerciale (fattura, fattura pro forma)
  • ovvero su documento consegnato a parte.

Proprio per tale ragione, negli ultimi mesi, gli spedizionieri hanno recapitato alle aziende esportatrici delle dichiarazioni da sottoscrivere simili a quella che segue:
“Si dichiara sotto la nostra responsabilità che la merce in oggetto non è compresa nell’elenco di beni a duplice uso di cui al Reg.CEE n. 1334/2000”.

Sezione Taric sito Agenzia delle Dogane

Una semplice verifica della propria voce doganale nella sezione Taric del sito istituzionale dell’Agenzia delle Dogane può dare utili informazioni in merito alla possibile presenza del nostro prodotto negli elenchi dei beni a duplice uso.

Accedere alla Taric

  1. cliccare “consultazione” e poi “nomenclature”
  2. scegliere “Taric -> visualizza” dal menù a tendina
  3. inserire la voce doganale del prodotto
  4. selezionare quindi “misure per paese” e scegliere il paese di destinazione.

Nelle “condizioni” potrebbe essere indicato: “autorizzazione all’esportazione dual use” (tale indicazione è presente solo nel caso in cui la voce doganale del prodotto possa ricomprendere beni a duplice uso).
In tal caso sarà opportuno approfondire l’analisi delle specifiche tecniche del proprio prodotto in modo da escludere che esso rientri nella lista di controllo dual use.

L’approfondimento dovrà essere effettuato sottoponendo all’ufficio tecnico dell’azienda l’allegato presente nel regolamento comunitario 1183/2007 (l’allegato è sottoposto ad aggiornamento regolare ed è quindi opportuno monitorarne costantemente l’evoluzione) in modo da confrontare le specifiche tecniche del prodotto esportato con quelle dei prodotti dual use.

Nel caso in cui l’esportazione venga curata da un’azienda puramente commerciale (società di trading), non responsabile pertanto della fabbricazione dei beni esportati, sarà cura della stessa informarsi presso il proprio fornitore in merito alla libera esportabilità dei beni richiedendo eventualmente una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante dell’azienda fornitrice.

Stesso comportamento dovrà essere tenuto da un’azienda che produce beni i cui componenti principali vengono acquistati da aziende terze e potrebbero essere dual use. In tal caso è infatti opportuno richiedere ai fornitori delle dichiarazioni di esonero da tenere agli atti in caso di eventuali contestazioni.

Esempio di verifica dual use

Esportazione di tubi saldati di acciai legati classificati alla Voce Doganale 73065080. La verifica del database TARIC individua tale voce come un potenziale dual use.

L’analisi del regolamento 1183/2007 evidenzia i tubi con le caratteristiche che seguono quali beni a duplice uso (quello che segue è un estratto dell’allegato presente nel regolamento 1183/2007):

Tubazioni a pareti multiple che incorporano una porta di rivelazione delle perdite, aventi tutte le superfici in diretto contatto con le sostanze chimiche contenute o da trattare costruite con uno dei materiali
seguenti:

  • leghe contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo;
  • fluoropolimeri
  • vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);
  • grafite o ″carbonio grafite″
  • nichelio o leghe contenenti in peso più del 40 % di nichelio
  • tantalio o leghe di tantalio
  • titanio o leghe di titanio
  • zirconio o leghe di zirconio o niobio (columbiom) o leghe di niobio.

Una volta appurato che il prodotto esportato non ha le caratteristiche tecniche riportate sopra, sarà possibile dichiarare il prodotto “di libera esportazione” e quindi il dichiarante doganale/spedizioniere che rappresenta l’azienda presso l’autorità doganale potrà indicare alla casella 44 del DAU il codice di esonero Y901.

Pier Paolo Ghetti