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Spedizione di campionari

Per la spedizione di campioni in visione a potenziali clienti all'estero si possono seguire tre procedure: carnet ATA, temporanea esportazione autorizzata dalla dogana o esportazione definitiva con fattura pro-forma. Evidenziamo le differenze procedurali e la relativa tipologia di costi.

Carnet ATA

Per questo tipo di spedizioni il sistema più diffuso è il Carnet ATA rilasciato dalla Camera di Commercio a fronte di corrispettivo e previo prestazione di garanzia fideiussoria assicurativa.
Il campionario viene contrassegnato nella dogana che prende in carico il carnet, che ha la validità di un anno, e viene utilizzato per uno o più viaggi/spedizioni all'estero, riducendo al minimo le formalità doganali sia nel Paese di invio che in quelli destinatari.

In Italia l'ente garante è l'Unione italiana delle Camere di Commercio anche se poi la gestione è curata dalle singole Camere di Commercio.
L'utilizzo è attribuito al titolare del documento o ad un suo rappresentante, il cui nominativo deve risultare in apposito spazio della copertina verde, diversamente occorre espressa delega per iscritto.
I soggetti abilitati ad esercitare la rappresentanza in dogana, a norma delle disposizioni comunitarie specifiche in materia, possono effettuare tutte le operazioni connesse all'utilizzo del Carnet ATA senza la necessità dell'apposita indicazione sulla copertina.

A seguito di intervento della Comunità Europea, il Dipartimento delle dogane con circolare n. 146 del 24 luglio 2000 ha modificato le precedenti istruzioni per adeguarsi alle disposizioni di applicazione del codice doganale comunitario (Reg. n. 2454/93: artt. 290, da 451 a 455, da 458 a 461, 696, 699, 701, 712, 716 bis, 797, 798; allegati nn. 96 e 97).
Ne consegue che il Carnet A.T.A. rilasciato dalle Camere di Commercio italiane o di altri Stati membri può essere usato in Italia per la esportazione temporanea e la reimportazione delle merci cui esso si riferisce, tanto se dette merci siano portate al proprio seguito dal titolare o da un suo rappresentante che se spedite con qualsiasi mezzo in un Paese per il quale il Carnet è valido.

Le merci descritte nel Carnet possono essere esportate in una volta sola o a più riprese, a seconda delle esigenze dell'operatore, procedendo alle specifiche identificazioni presso la dogana in relazione alle particolari operazioni di esportazione.
La modifica introdotta riguarda l'obbligatorietà di presentare il campionario complessivo o parziale col rispettivo volet di esportazione temporanea e successivamente di reimportazione in occasione di ogni movimentazione di uscita e di entrata nell'ambito dell'anno di validità del carnet.

Temporanea esportazione

L'emissione di temporanea esportazione viene autorizzata direttamente dalla dogana in base all'art. 214 del D.P.R. n. 43/73 (Testo Unico delle Disposizioni legislative in materia doganale).
Anche in questo caso il campionario viene contrassegnato in dogana e la bolletta emessa serve per una sola uscita e per una o più reimportazioni entro il termine di validità della bolletta stessa; però, ad ogni entrata nel/i Paese/i di destinazione occorrerà effettuare temporanee importazioni col gravame di garantire i diritti colà gravanti secondo le procedure locali. Ovviamente le procedure di contrassegno del campionario e di riscontro all'atto della reimportazione con l'intervento eventuale dello spedizioniere doganale o le soste del materiale comporta dei costi per entrambe le ipotesi operative.

Esportazione definitiva

Nel caso di esportazione definitiva la spedizione viene accompagnata da una fattura pro - forma da invalidare in dogana ai fini della non imponibilità IVA ex art. 8 del D.P.R. n. 633/72 ed ovviamente della derivante formazione del plafond, in quanto non si verifica la cessione (titolo traslativo della proprietà), e si procede all'invio del campionario senza alcuna altra formalità e conseguente costo.

All'atto del rientro, però il campionario, trattandosi di importazione definitiva, va assoggettata al pagamento dei dazi e dell'IVA, salvo che non ci si avvalga della procedura della reintroduzione in franchigia, senza pagamento del dazio (di solito si rinuncia alla franchigia dell'IVA, che non rappresenta un costo, in quanto viene scaricata, oppure viene detratta in sede di liquidazione della bolletta di importazione a fronte di dichiarazione d'intento, in presenza di plafond), purchè al momento di tale operazione venga presentato l'esemplare n.3 della bolletta di esportazione, munita dell'attestazione di uscita dal territorio doganale della Comunità e la fattura di esportazione vistata dalla dogana.

Inoltre la merce deve essere riconoscibile identica a quella esportata e la reintroduzione può essere effettuata soltanto dall'esportatore.
Ultima osservazione riguarda l'ipotesi in cui i beni, inviati all'estero per tentata vendita, siano oggetto di successiva cessione nel territorio del Paese terzo. Ai fini IVA la fattura viene emessa fuori campo IVA ex art. 7 del D.P.R. n. 633/72 in assenza del presupposto della territorialità (Circolare del Dipartimento delle Dogane prot. n. 839 Div. V/SD del 5 giugno 2000).

Franco De Antoni