Il sito per le imprese che operano con l’estero

Intrastat: rilevazione statistica e prova della cessione dei beni

Questo articolo descrive la funzione statistica degli elenchi riepilogativi e fornisce consigli utili per fornire la prova della cessione dei beni.

Gli elenchi riepilogativi assolvono ad una duplice funzione: fiscale e statistica. Quest’ultima costituisce il presupposto della istituzione del sistema intrastat, dopo l’abbattimento delle barriere doganali tra gli Stati membri.

L’indicazione dei dati statistici è di rilevante importanza anche sotto il profilo sanzionatorio e riguarda:

  1. il valore statistico da riportare nelle colonne 9 degli elenchi cessioni e 10 degli elenchi acquisti
  2. le condizioni di consegna da riportare nelle colonne 10 degli elenchi cessioni e 11 degli elenchi acquisti
  3. il modo di trasporto da riportare nelle colonne 11 degli elenchi cessioni e 12 degli elenchi acquisti.

VALORE STATISTICO E CONDIZIONI DI CONSEGNA

Colonna 9 del modello INTRA 1 bis e colonna 10 del modello INTRA 2 bis quello degli acquisti. Esso desta qualche perplessità, essendo fondato sulle condizioni di consegna delle merci.

In genere, è considerato valore statistico delle merci sia in uscita sia in entrata, quello calcolato fino alla frontiera nazionale degli Stati membri.

Nella ipotesi di spedizioni, e quindi di cessioni intracomunitarie, è preso in considerazione il valore della merce con resa FOB (Franco a Bordo), utilizzato nei contratti di trasporto marittimo.
Normalmente comprende, a carico del venditore, i costi, l’assicurazione e il trasporto dal luogo di produzione o di commercializzazione fino a bordo della nave indicata dal compratore.

Nel sistema intrastat praticamente la resa FOB della merce si trasforma in resa franco confine, cioè fino alla frontiera dello Stato del venditore, che, a seguito dell’eliminazione delle barriere doganali, è solamente teorica, perché al valore franco fabbrica vanno sommate le spese di trasporto, di assicurazione, ecc. fino al confine nazionale.

In caso di arrivo delle merci, e quindi nell’ipotesi di acquisti intracomunitari, le merci sono rese CIF, per cui il valore comprende le spese di costo, assicurazione e nolo dal luogo di produzione o commercializzazione del venditore comunitario fino alla frontiera nazionale dell’acquirente.

In altre parole, il valore statistico è da considerare:

  • FOB (franco a bordo) con le spese di trasporto e di assicurazione fino al confine nazionale del cedente per le cessioni
  • CIF (costo, assicurazione e nolo) per gli acquisti fino alla frontiera nazionale dell’acquirente.

Quindi il valore, ai fini del sistema intrastat, è sempre riferito per i soggetti nazionali al confine italiano, sia per le merci in uscita (cessioni) che per quelle in entrata (acquisti).

Per gli acquisti, dal valore di transazione vanno detratte le spese dal confine italiano, punto di entrata delle merci in Italia, fino al luogo di destinazione. Poiché riesce difficoltoso determinare il valore statistico, essendo vincolato al tipo di resa delle merci, il calcolo è effettuato in modo forfettizzato.

In breve, il valore statistico delle cessioni e degli acquisti delle merci:

  • rese franco fabbrica, è superiore a quello della fattura
  • rese franco confine, è uguale
  • rese franco destino, è inferiore.

L’obbligo dell’indicazione dei dati statistici vige:

  • per i soggetti che presentano gli elenchi – cessioni e acquisti - con periodicità mensile
  • per i soggetti che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso d’inizio dell’attività, presumono di realizzare nel corso dell’anno, scambi di beni intracomunitari per un ammontare superiore a 20.000.000 di euro, distintamente per cessioni e acquisti.

Un’azienda, che non raggiunge il predetto limite, è esonerata dal presentare gli elenchi INTRA 1; è obbligata a presentarli, ove lo superi con riferimento alle rispettive soglie delle cessioni o degli acquisti.

I contribuenti che presentano gli elenchi con periodicità trimestrale o annuale sono obbligati a compilare la sola parte fiscale degli elenchi.

Alla formazione del calcolo dell’ammontare per determinare la soglia concorrono tutti gli scambi intracomunitari, anche quelli dei beni nell’ambito del regime di prefinanziamento con esclusione dei beni trasferiti in conto lavorazione.

Sono inoltre esclusi dalla rilevazione statistica gli scambi dei beni elencati nella tabella “E”, introdotta dal D.M. 3 agosto 2005 in aggiunta all’Allegato VII al D.M. 27.10.2000.

PROVA DELLE CESSIONI DI BENI

Un caso che crea frequentemente problemi presso gli operatori riguarda i mezzi di prova da fornire, nel corso dei controlli, dell’avvenuta cessione di beni ad un soggetto stabilito in altro Stato membro, che molto spesso provvede a ritirare direttamente o far ritirare per suo conto la merce.

In via preliminare va detto che il cedente ha l’obbligo di conservare la documentazione afferente la vendita e, precisamente:

la fattura, annotata ai sensi dell’art. 41 del D.L. n. 331/1993

  • gli elenchi riepilogativi delle cessioni, riferiti alla vendita
  • gli esemplari della CMR, firmati, rispettivamente, dal trasportatore e dal cessionario al momento dell’arrivo della merce presso il proprio stabilimento. La bolla di accompagnamento è valida fino al confine italiano
  • la documentazione bancaria, attestante l’avvenuto pagamento della transazione.

I documenti, di cui ai punti a) e b), rivestono carattere fiscale e, come tali, debbono essere conservati in base ai principi generali sulla conservazione delle scritture contabili.

Gli altri documenti, di cui ai punti c) e d), sono documenti non fiscali, che possono concorrere a costituire prova della spedizione dei beni in altro Stato membro.

La CMR, infatti, è rilasciata a fronte di un trasporto riferito ad un’operazione rientrante nell’art. 41 – comma 1 – lett. a) del D.L. n. 331/1993, il quale dispone la non imponibilità delle cessioni a titolo oneroso di beni, trasportati o spediti in altro Stato membro.

Per quanto riguarda la documentazione bancaria, la sua conservazione rientra negli obblighi, posti a carico di chi esercita imprese, arti o professioni, di annotare in appositi registri le somme percepite sotto qualsiasi forma attinenti alla propria attività e, di conseguenza, di conservare le relative scritture (art. 19 del DPR n. 600/1973).
Inoltre, il codice civile, all’art. 2214, dispone l’obbligo per l’imprenditore di tenere le scritture contabili in relazione alla natura e alle dimensioni della propria impresa e di conservarle ordinatamente.

Il periodo di conservazione delle scritture è indicato nell’art. 57 del DPR n. 633/1972, il quale dispone che le notifiche degli avvisi relativi alle rettifiche debbono essere effettuate entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione afferente le operazioni svolte e entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata la dichiarazione.

PRECISAZIONI CONCLUSIVE

Variazione della partita IVA

L’azienda, che nel corso dell’anno varia la partita IVA per qualsiasi motivo, deve presentare elenchi separati: uno relativo al periodo precedente alla variazione ed uno relativo al periodo successivo.
Sul frontespizio dei modelli INTRA 1 e INTRA 2 va riportata la precedente partita IVA e va barrata la casella [2] “cessazione ovvero variazione della partita”.
Sul frontespizio del secondo modello INTRA 1 e INTRA 2 va indicata la nuova partita IVA e barrata la casella [1] come soggetto che presenta l’elenco riepilogativo per la prima volta.

Arrotondamenti

Gli importi dell’ammontare delle operazioni e del valore statistico, vanno arrotondati all’euro per difetto, se sono inferiori a 0,5; per eccesso, se uguali o superiori.

Condizioni di consegna e modo di trasporto

Le colonne 11 e 12, rispettivamente per le cessioni e per gli acquisti, vanno compilate soltanto se il soggetto ha effettuato cessioni o acquisti nell’anno precedente o presume di realizzare nell’anno in corso cessioni o acquisti superiori a 20.000.000 di euro.

Ammontare delle operazioni in valuta

La colonna 5 dell’elenco INTRA 2 bis (acquisti) va compilata soltanto se il soggetto comunitario, col quale è stato realizzato l’acquisto, non ha sede in uno Stato membro che ha adottato l’euro.

Triangolazioni

Nell’ipotesi di una operazione triangolare il soggetto italiano, che ha, ad esempio, acquistato da un soggetto francese merce che rivende ad un soggetto tedesco, deve segnalare entrambe le operazioni negli elenchi riepilogativi, acquisiti e cessioni, in modo distinto e separato rispetto alle altre operazioni, riportando nella colonna “natura della transazione” il codice alfabetico [A], anziché quello numerico [1].
Nell’elenco INTRA 1 bis andranno compilate le colonne da 1 a 5 e nell’elenco INTRA 2 bis le colonne da 1 a 6.

Casi particolari concernenti la rilevanza o meno dell’obbligo di compilare e presentare gli elenchi (Circolare n. 13/1994)

  • Campioni omaggio e beni ceduti gratuitamente: non sussiste l’obbligo
  • sostituzione di beni in garanzia: non sussiste l’obbligo, se i beni sono ceduti in esecuzione di un obbligo di garanzia (è ininfluente se i beni sostituiti vengono restituiti)
  • beni in riparazione: sussiste l’obbligo ai soli fini statistici
  • acquisti effettuati da enti non soggetti IVA: sussiste l’obbligo ai fini statistici e fiscali, solo se gli acquisti intracomunitari da parte di tali enti si considerano effettuati nello Stato, anche se, ai fini dell’imposta, risultano non imponibili, esenti o esclusi da IVA
  • giornali e pubblicazioni in abbonamento: sussiste l’obbligo ai fini fiscali e statistici con riferimento al periodo di registrazione della fattura
  • beni inviati per fiere, mostre, manifestazioni simili, tentata vendita, ecc: sussiste l’obbligo ai fini fiscali e statistici con riferimento al periodo di registrazione della fattura
  • software: sussiste l’obbligo ai fini fiscali e statistici solo per il software standardizzato. Quello personale è considerato prestazione di servizi
  • stampi: sussiste l’obbligo ai fini fiscali, se il corrispettivo risulta addebitato autonomamente in fattura con riferimento alla sua registrazione; sussiste anche ai fini statistici, quando il valore viene aggiunto proporzionalmente al valore di ogni singola fornitura
  • provviste di bordo: non sussiste l’obbligo, se vincolate a bollette di esportazione 
  • imballaggi: sussiste l’obbligo ai fini statistici e fiscali solo se rappresentano l’attività dell’azienda
  • montaggio in Italia di beni ceduti da soggetto di altro Stato membro: sussiste l’obbligo di compilare l’elenco INTRA 2 bis ai soli fini statistici
  • montaggio in altro Stato membro di beni ceduti da soggetto nazionale: sussiste l’obbligo di compilare l’elenco INTRA 1 bis ai fini fiscali e statistici con riferimento al periodo di registrazione della fattura. Se il cessionario comunitario è soggetto non identificato ai fini IVA, il cedente nazionale deve nominare un proprio rappresentante fiscale nello Stato membro.

Alessandro Lomaglio
Consulente Unioncamere Lombardia