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Codice Doganale Comunitario: Reg. CE 450 del 2008

Il Reg. (CE) n. 450 del 23 aprile 2008 - pubblicato sulla GU L 145 del 4 giugno 2008 - ha adottato il nuovo Codice Doganale Comunitario abrogando quello emanato con Reg. (CEE) n. 2913/1992.
Il nuovo Codice si compone di 188 articoli rispetto ai 253 del precedente. Alcuni si applicano dal 24 giugno 2008, i restanti entreranno in vigore dopo l’emissione delle disposizioni di applicazione.

Riportiamo alcune delle nuove disposizioni destinate a ristrutturare il rapporto doganale con l’utilizzo delle procedure informatiche.

Art. 2: ruolo delle autorità doganali

La dogana, il cui ruolo era disperso in varie disposizioni, trova ora la sua definizione nell’Art. 2. L’amministrazione competente in materia doganale ha la responsabilità istituzionale della supervisione sugli scambi dei beni dell’Unione Europea, al fine di:

  • realizzare il commercio libero e legittimo contrastando le pratiche sleali e illegali
  • attuare gli aspetti esterni del mercato comunitario e delle altre politiche comunitarie riguardanti il commercio
  • garantire la sicurezza dell’intera catena logistica e la tutela dell’ambiente
  • aggiornare costantemente i sistemi elettronici per lo scambio delle informazioni tra gli uffici doganali
  • perseguire un adeguato equilibrio tra le agevolazioni riconosciute agli operatori negli scambi legittimi dei beni e le esigenze di verifica della dogana, riducendo gli ostacoli e le spese.

Alla dogana, oltre alla tradizionale funzione della riscossione dei dazi e dei tributi nazionali e di controllo sulle merci, è demandata l’applicazione di misure non tariffarie in tema di sicurezza dei prodotti, di lotta alla contraffazione e al riciclaggio del denaro, al traffico degli stupefacenti e delle armi, nonché di misure in materia di igiene, salute, ambiente e tutela dei consumatori.

Art. 5: scambio e archiviazione dei dati – Art. 10: sistemi elettronici

Per realizzare i nuovi compiti affidati la dogana deve poter contare su uno scambio rapido di dati, documenti, decisioni, notifiche fra gli uffici, anche di Stati diversi, e fra questi e gli operatori mediante i procedimenti informatici, come già avviene, di massima, per le esportazioni nel sistema AES.

Dispone l’art. 8 che le autorità doganali mettono a disposizione di chiunque, in previsione di operazioni commerciali la normativa doganale, le decisioni amministrative generali, i moduli di domanda, anche via internet. Solo il malfunzionamento del sistema di una o di entrambe le parti del rapporto può interrompere il dialogo e consentire il ricorso ai supporti cartacei.
Entro l’anno è prevista l’attuazione di un ambiente paperless, (senza carta), la cui realizzazione presuppone che i sistemi informatici delle parti interessate siano sicuri, interoperativi e accessibili.

Art. 11: rappresentante doganale

L’art. 4 - punto 6 - del nuovo CDC definisce rappresentante doganale qualsiasi persona, nominata da un altro, affinché la rappresenti presso le autorità doganali per l’espletamento di atti e formalità previsti dalla normativa in materia. Il successivo Art. 11 conferma la dicotomia tra:

  • rappresentanza diretta, esercitata in nome e per conto di altra persona
  • rappresentanza indiretta esercitata in nome proprio, ma per conto di altra persona.

Gli Stati membri possono fissare, conformemente al diritto comunitario, le condizioni in base alle quali il rappresentante doganale può prestare servizi nello Stato membro in cui è stabilito, senza far riferimento al doganalista, come in precedenza.

Il soggetto, che intende esercitare la rappresentanza fuori del proprio Stato, deve soddisfare determinate condizioni e ottenere lo status di Operatore Economico Autorizzato (OEA), disciplinato dall’Art. 13, la cui autorizzazione è considerata una certificazione di qualità e di affidabilità, valida su tutto il territorio comunitario.
In tal modo l’istituto è sottratto alla legislazione degli Stati membri, che hanno visto limitata la facoltà di concedere la rappresentanza in dogana – diretta e indiretta – a una determinata categoria di professionisti. La riforma si è resa necessaria per non ostacolare il mercato interno e per garantire il libero esercizio nella fornitura dei servizi.

Art. 16: applicazione della normativa doganale - Art. 20: informazioni vincolanti

Sono state rimodulate le procedure relative alle decisioni in materia doganale. Ad ogni soggetto interessato viene riconosciuto il diritto di essere sentito prima dell’emissione di un provvedimento sfavorevole. E’ una specie di interpello, disciplinato da norme uniformi su tutto il territorio doganale comunitario.

Tra le decisioni menzione a parte meritano le informazioni vincolanti, tariffarie (ITV) e d’origine (IVO), la cui applicazione è divenuta obbligatoria per il destinatario e la dogana, in precedenza unica obbligata.
Il termine di validità per entrambe le tipologie è di tre anni, mentre in precedenza era diversificato: sei anni per le ITV e tre anni per le IVO.

Art. 21: sanzioni

L’Art. 11 introduce per la prima volta nel CDC il concetto di sanzione e prevede che in caso di violazioni della normativa comunitaria ciascun Stato membro può applicare le sanzioni sotto forma di un onere pecuniario oppure di revoca, sospensione o modifica di qualsiasi autorizzazione nei confronti del trasgressore. Si è tuttavia ben lontani da un sistema sanzionatorio armonizzato a livello comunitario.
In Italia tale sistema si fonda tuttora essenzialmente sul DPR. n. 43/1973, che dopo quarant’anni di vita andrebbe aggiornato.

Art. 22: decisioni prese da un’autorità giudiziaria – Art. 24: sospensione dell’applicazione

I due articoli (già inseriti nel codice precedente, rispettivamente, negli artt. 246 e 244) concernono i ricorsi che qualsiasi persona, direttamente e individualmente interessata, può proporre avverso una decisione emessa dall’autorità doganale nelle materie di competenza. La procedura non trova applicazione, se l’annullamento, la revoca o la modifica dell’autorizzazione derivano da provvedimenti in materia doganale adottati dall’autorità giudiziaria o dalla stessa autorità doganale in veste di autorità giudiziaria.

Il ricorso va presentato alle autorità dello Stato membro che ha emesso la decisione e la sua presentazione non sospende l’applicazione del provvedimento impugnato, tranne che sia ritenuto concretamente infondato ovvero la sospensione possa arrecare un danno irreparabile all’interessato. Se è previsto il pagamento di diritti, il soggetto deve garantirli, a meno che non dimostri che da ciò gli possano derivare gravi difficoltà economiche.

Art. 25: controlli doganali – Art. 28: voli e traversate marittime intracomunitari

La dogana effettua i controlli di competenza tutte le volte che li ritiene necessari e che si concretizzano in una serie di operazioni: visita delle merci, prelievo di campioni per analisi, esame dei dati delle dichiarazioni, verifica della regolarità e dell’autenticità dei documenti, controllo delle scritture e della contabilità degli operatori, dei mezzi di trasporto, dei bagagli dei viaggiatori.

Le nuove disposizioni fondano i controlli sull’analisi dei rischi, gestita non più a livello nazionale, ma comunitario con lo scambio delle informazioni in tempo reale fra le autorità doganali degli Stati membri mediante il sistema telematico.

L’altra novità riguarda l’istituzione dello sportello unico, introdotto dall’art. 26, che consente di effettuare sulle merci presentate in dogana controlli diversi da quelli doganali da parte di autorità non doganali contemporaneamente e nello stesso luogo dove opera la dogana, evitando spostamenti di merci, perdite di tempo, aggravi di spese.

L’Art 28, non presente nel precedente codice, introduce l’altra novità sui controlli ai bagagli a mano e a quelli registrati in occasione di voli o traversate marittime intracomunitari, da eseguire soltanto se previsti dalla normativa doganale, senza pregiudizio dei controlli di sicurezza e di quelli connessi con i divieti o con altre restrizioni di politica commerciale.

Art. 36: acquisizione dell’origine
 

Il nuovo CDC definisce originarie di un paese le merci ivi interamente ottenute, come in passato, e quelle ottenute dalla lavorazione di materiali di altri paesi, dando rilevanza soltanto al paese dove è avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale, unica condizione, con esclusione di altre previsioni. Le disposizioni non indicano i criteri da applicare, ma li rimanda all’emanazione delle disposizioni di applicazione, necessarie per evitare contrasti di interpretazione.

Art. 40: valore in dogana delle merci – Art. 43: misure di attuazione

Il nuovo codice ha confermato il criterio che il valore in dogana è quello di transazione, cioè il prezzo effettivamente pagato o da pagare per merci vendute per l’esportazione verso il territorio doganale comunitario.
Sono ripresi anche i metodi sostitutivi per la sua determinazione, ma l’assetto si presenta più snello e semplificato e non ripropone l’elenco degli elementi delle spese da aggiungere o da sottrarre per definire il valore imponibile in dogana. Questo aspetto richiede un’adeguata valutazione in attesa dell’emanazione delle disposizioni di applicazione del codice.

Art. 106: sdoganamento centralizzato – Art. 135: regimi speciali

Un istituto del tutto nuovo è il cosiddetto sdoganamento centralizzato, che consente all’operatore, che ne faccia richiesta, di essere autorizzato a:

  • dichiarare in dogana in via telematica il regime doganale delle merci
  • assolvere i tributi presso la dogana del luogo dove è stabilito
  • presentare fisicamente le merci, oggetto della dichiarazione, presso altra dogana comunitaria.

Si tratta di uno sdoganamento a distanza, che presuppone la piena realizzazione del progetto e-customs, purché eventuali inadeguatezze informatiche da parte di un singolo Stato membro non provochino difformità applicative o addirittura disapplicazioni.

In breve, l’obbligazione doganale sorge presso la dogana dove è stata depositata la dichiarazione, che procede all’espletamento delle formalità di registrazione e dei controlli, all’analisi dei rischi, allo scambio elettronico delle informazioni con le altre dogane e uffici interessati nell’ambito dello sportello unico, al recupero dei diritti e, al termine, consente lo sdoganamento.
Il nuovo istituto può essere considerato una dichiarazione domiciliata, subordinata a determinate condizioni.

Altra novità di rilievo è la rivisitazione dei regimi doganali, denominati speciali, che risultano semplificati e ridefiniti con nuovi criteri di accertamento in passato poco evidenziati, in relazione all’obbligazione doganale. Le modifiche riguardano l’abolizione:

  • della distinzione tra deposito franco e zona franca
  • delle zone franche non intercluse
  • della zona franca come destinazione doganale, inserita ora tra i regimi doganali speciali, per cui le merci sono sottoposte ai controlli sia all’entrata che all’uscita
  • del perfezionamento attivo con il sistema del rimborso
  • della trasformazione sotto controllo doganale, fusa col perfezionamento attivo - sistema della sospensione.

Inoltre i regimi doganali passano a quattro (rispetto agli otto precedenti):

  1. transito interno ed esterno
  2. deposito (custodia temporanea, deposito doganale, zone franche)
  3. uso particolare, comprendente l’ammissione temporanea e l’uso finale
  4. perfezionamento attivo - sistema della sospensione con l’inclusione della trasformazione sotto controllo doganale non più considerata, e il perfezionamento passivo.

Le principali scadenze, imposte dalla normativa comunitaria dal 1° luglio 2009, riguardano le seguenti procedure e istituti:

  • obbligo di indicare nelle caselle 2, 8, 14, 50 del DAU il codice EORI, che sostituirà nei corrispondenti campi telematici la partita IVA, il codice fiscale e il numero di patente del doganalista
  • obbligo della dichiarazione telematica all’esportazione (ECS – 2° fase) per la procedura ordinaria e di domiciliazione, comprese quelle relative al transito e quelle abbinate al transito, che dovranno riportare i dati sulla sicurezza secondo l’Allegato 30 bis alle DAC
  • obbligo per lo speditore autorizzato di produrre direttamente, come già avviene per il documento di accompagnamento per l’esportazione (DAE), il documento di accompagnamento per il transito (DAT)
  • gestione, in ambiente di addestramento, dei manifesti delle merci in partenza (MMP)
  • applicazione, in ambiente di addestramento, dello sdoganamento telematico per i regimi all’importazione in procedura di domiciliazione
  • presentazione, ai fini dell’analisi dei rischi, delle dichiarazioni sommarie di entrata e di uscita delle merci dal territorio doganale comunitario.

Alessandro Lomaglio