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Il venture capital

Le operazioni di finanza straordinaria consentono ad un'impresa di crescere in tempi rapidi. Attraverso operazioni di venture capital effettuate da investitori istituzionali, l'impresa può entrare in network globali ed avvalersi delle competenze di prodotto, di mercato e di promozione di questi operatori.

Il Venture Capital possiede alcune caratteristiche fondamentali:

  • è un investimento di lungo termine
  • è ad elevato rischio e ad alto potenziale di crescita
  • i professionisti del Venture Capital conferiscono all'investimento il valore aggiunto dato dalla propria consulenza ed esperienza professionale
  • i professionisti del Venture Capital hanno l'obiettivo prevalente di realizzare un guadagno in conto capitale in seguito allo smobilizzo della partecipazione
  • implica un minor costo del finanziamento rispetto al capitale di debito.

Esistono due grandi tipologie di investitori in capitale di rischio: le società di Venture Capital e i Personal Venture Capitalists, detti più comunemente Business Angels.

Le società di Venture Capital sono generalmente emanazione di banche, assicurazioni, fondi pensione o grandi imprese e in questo caso si parla di Corporate Venture Capital. Lo scopo di queste società è tipicamente di natura finanziaria: investono al fine di conseguire un guadagno in conto capitale (capital gain) dato dalla differenza fra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita della partecipazione. I Corporate Venture Capital possono avere finalità industriali tese alla costruzione di partnership produttive, commerciali o nel settore della ricerca e sviluppo. Le società di Venture Capital sono specializzate per settore di investimento, fase di sviluppo dell'impresa e modalità operative (investimento di maggioranza o di minoranza).

I Business Angels sono investitori privati, con un notevole patrimonio personale, disposti ad investire a volte con rischi maggiori e ritorni meno elevati. Data la loro natura privilegiano infatti il rapporto personale con l'imprenditore che finanziano.

A seconda delle fasi dello sviluppo dell'azienda da finanziare, esistono tre tipologie di finanziamenti in Venture Capital, a loro volta divisi in numerosi sottogruppi:

  • 1. fase iniziale
  • 2. espansione e sviluppo
  • 3. cquisizioni e ristrutturazioni.

1. Finanziamento alla fase iniziale

Seed financing, o finanziamento al "seme", al nucleo, all'idea di business. Serve per finanziare lo sviluppo iniziale del prodotto e le ricerche di mercato; se il responso è positivo si procede con la creazione del team manageriale e la redazione di un business plan.

Research & Development financing, detto anche R&D financing, o finanziamento alla Ricerca & Sviluppo: sono fondi concessi a chi vuole finanziare lo sviluppo di un prodotto di un'azienda sia di nuova creazione, sia matura.

Start-up financing, o finanziamento alla "partenza", concesso per completare lo sviluppo del prodotto ed il marketing iniziale. Le società finanziate sono nella fase organizzativa, oppure sono in affari da poco tempo (un anno o meno), ma non hanno ancora messo sul mercato il loro prodotto. Tipicamente queste società avranno già fatto studi di mercato, messo insieme il key management, sviluppato un business plan e saranno pressoché pronte a gettarsi nella mischia.

First-stage financing, o finanziamento alla prima fase, concesso a società che hanno speso il capitale iniziale nello sviluppare e testare sul mercato il prototipo, e hanno necessità di fondi per iniziare la produzione su larga scala e la vendita.

2. Finanziamento all'espansione e allo sviluppo

Second-stage financing, o finanziamento alla seconda fase; si tratta di capitale di "lavoro" per l'iniziale espansione di una società che sta producendo e vendendo i propri prodotti, ha crediti esigibili crescenti e merci pronte in magazzino. Nonostante la società stia progredendo, tipicamente non si ottengono ancora profitti.

Third-stage o Mezzanine financing, o finanziamento alla terza fase o fase di mezzo, sono fondi concessi per una rilevante espansione della società il cui fatturato è in crescita, e che ha raggiunto o superato il break-even (o punto di pareggio). Questi fondi vengono utilizzati per finanziare l'acquisto di ulteriori macchinari e impianti, ricerche di mercato, o lo sviluppo di un prodotto migliorato.

Bridge financing, o finanziamento alla "transizione", concesso ad una società che intende quotarsi entro l'anno. Spesso il Bridge financing è strutturato in modo da venire ripagato dai proventi della sottoscrizione pubblica. Ma può anche trattarsi di una ristrutturazione delle posizioni dei maggiori azionisti attraverso transazioni secondarie, nel caso in cui si avessero investitori della prima ora che volessero ridurre o liquidare la propria quota.

3. Finanziamento alle acquisizioni e alle ristrutturazioni

Acquisition Financing, o finanziamento per un'acquisizione societaria, che sono fondi concessi a una società per finanziare l'acquisizione di un'altra.

Management Buy-outs/Management Buy-ins/Leveraged Buy-outs, detti anche MBO/MBI/LBO; si tratta di fondi concessi ad un gruppo di manager operativi per ottenere il controllo di una linea di prodotto o di mercato, che può essere in una qualunque fase di sviluppo, dell'azienda in cui sono occupati o di un'altra. Spesso sono società di proprietà familiare, di cui il management diventa azionista attraverso finanziamenti per MBO/MBI/LBO.

Replacement Capital, utilizzato per la riorganizzazione dell'assetto azionario e le ristrutturazioni aziendali (c.d. turnarounds).

I principali strumenti di finanziamento

L'investitore istituzionale fornisce capitale sulla base di un "pacchetto" finanziario, composto in funzione delle varie esigenze di controllo e redditività che si vogliono soddisfare. L'acquisizione di quote azionarie di nuova emissione o vendute da soci preesistenti rappresenta la modalità tecnica di investimento più frequente. In alternativa, si possono utilizzare forme di finanziamento "intermedie" tra debito ed equity con un mix tra le varie forme.

Equity, detto anche "capitale di rischio": rappresenta il capitale proprio dell'azienda, versato, generalmente, attraverso la sottoscrizione di titoli azionari. La sua remunerazione dipende, pertanto, dalla redditività e dal successo dell'iniziativa, sia in termini di utile prodotto e distribuito agli azionisti tramite dividendi, sia in termini di aumento di valore delle azioni.

Prestito obbligazionario convertibile: capitale di debito raccolto attraverso l'emissione di particolari obbligazioni, convertibili, entro determinati lassi di tempo e in base a rapporti di cambio prefissati, in azioni della stessa società emittente o di altre società. Le obbligazioni convertibili, pertanto, offrono al loro sottoscrittore la facoltà di rimanere creditore della società emittente (quindi di conservare lo status di obbligazionista), e di ricevere i proventi attraverso il pagamento degli interessi, assumendo, solo in un secondo momento, lo status di azionista attraverso la conversione in azioni delle obbligazioni.

Finanziamento mezzanino (mezzanine financing): si tratta di un insieme di strumenti finanziari che presentano caratteristiche tecniche differenti e sono generalmente riconducibili a forme articolate di debito e obbligazioni, il cui rendimento è in parte fisso o comunque determinato (tasso di interesse) e in parte legato all'apprezzamento del valore della società alla quale questo prestito è destinato.

Debito subordinato (subordinated debt): si tratta di un finanziamento a titolo di capitale di debito e a medio-lungo termine. Il suo rimborso è privilegiato rispetto al capitale proprio, ma subordinato rispetto alle altre forme di debito.

Senior debt: rappresenta la forma più classica di capitale di debito a medio-lungo termine, privilegiato, nel rimborso, rispetto a tutte le altre forme di finanziamento.

Variabili critiche

  • disponibilità dell'imprenditore ad accettare l'eventuale ingerenza del Venture Capitalist
  • inadeguatezza del management team preposto all'impresa
  • "crepe" nell'idea di business, di cui non sono stati adeguatamente e preventivamente considerati pro e contro
  • sottostima dei prezzi di vendita del prodotto
  • cattiva gestione del cash-flow.

Fasi critiche

  • contatto iniziale: per l'imprenditore è importante selezionare il Venture Capital che più si confà all'attività che si intende intraprendere, in termini di esperienza sul tipo di prodotto/mercato, di quota preferita di investimento, e così via
  • presentazione: è opportuno un business plan in cui siano in risalto il potenziale dell'idea nonché le capacità manageriali
  • investigazione: di solito passano 3/6 mesi dal contatto alla fine dell'investigazione, che deve essere reciproca
  • negoziazione: a questo punto inizia la relazione vera e propria, in cui è opportuno discutere di tutto ed in modo chiaro; essere pronti al compromesso e ricordarsi che il ritorno atteso dal Venture Capitalist è sempre dalle 5 alle 10 volte quanto inizialmente stanziato
  • continuazione della relazione: è opportuno avvalersi dell'expertise del Venture Capitalist il più a lungo possibile.