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La partecipazione italiana alle gare finanziate dalla Banca Mondiale nel 2012

La partecipazione italiana alle gare finanziate dalla Banca Mondiale nel 2012

Le aggiudicazioni dei contratti di fornitura di beni, opere civili e consulenze finanziati dalla Banca Mondiale sono in aumento.

 

Nell’anno fiscale 2012 (luglio 2011 - giugno 2012) il Gruppo Banca Mondiale ha finanziato progetti per circa 35 miliardi di dollari, con una media annuale di poco inferiore ai 100.000 contratti sottoscritti.

I dati complessivi relativi all’anno fiscale 2012 confermano il primato della Cina con il 15,8% del valore dei contratti aggiudicati e un ammontare di oltre 2,3 miliardi di dollari. L’India è seconda (11,1 %), grazie a un’eccellente performance nell’ambito della fornitura di beni. Da rilevare i buoni risultati di Germania (5,06%) e Spagna (5,02%), rispettivamente terze e quarte nella classifica assoluta, che hanno scalzato dal gradino più alto, per quanto riguarda i paesi europei, l’Italia.

A livello di singoli settori, la Cina, dopo l’exploit dell’anno fiscale 2011 (21%) mantiene la leadership nell’ambito dei lavori civili con una quota del 18% e 1,58 miliardi di dollari di contratti. Seguono India (13,8%) e Germania (7%). Per quanto riguarda la fornitura di beni, la Cina (16,8%) precede India (11,16), Federazione Russa (7,37%) e Italia (6,7%).

La supremazia dei paesi in via di sviluppo è tradizionalmente meno marcata nell’ambito dei servizi di consulenza. Nel 2012, l’Afghanistan (9,1%) è seguito da Giappone (6,3%), Francia (5,4%) e Germania (4,8%).

Posizione dell’Italia

Nel 2011, l’Italia figurava come ottavo tra i principali paesi aggiudicatari delle gare relative ai progetti della Banca Mondiale, con una quota del 2.58% e un valore di poco superiore ai 350 milioni.

I dati definitivi del 2012 evidenziano un netto miglioramento, sia in valore assoluto che percentuale, consentendo al nostro paese di collocarsi al settimo posto nella graduatoria assoluta con il 3,9% ed un valore superiore ai 570 milioni di dollari.

L’Italia prosegue l’ottima performance degli ultimi anni, in termini di valore dei contratti assegnati, soprattutto nei confronti degli altri paesi industrializzati. Al riguardo, in questa speciale classifica, nell’anno fiscale 2012, è stata preceduta, per la prima volta dopo diversi anni, da Spagna e Germania, segno evidente di come altri paesi europei stiano dedicando una rinnovata attenzione alle possibilità di finanziamento offerte dalla Banca.

Gli ultimi dati evidenziano un netto miglioramento nelle aggiudicazioni concernenti la fornitura di beni, con oltre 280 milioni di dollari, ed un balzo in avanti, nella graduatoria relativa, di grande rilievo rispetto alla trentesima posizione occupata nel 2011.

Nei lavori civili l’Italia registra un certo rallentamento, ma riesce comunque a mantenere un’ottava posizione da considerare in maniera positiva, con un ammontare superiore ai 285 milioni di dollari.

Persiste infine la debolezza del nostro paese nell’ambito dei servizi di consulenza, con una riduzione della quota percentuale di contratti assegnati (da 0,8 a 0,5%) e un deludente posizionamento al 53 posto.

Come negli anni passati, i migliori risultati si possono ricondurre all’aggiudicazione di pochi contratti di grandi dimensioni. I contratti di maggiore rilevanza riguardano la fornitura di beni, con due importanti commesse assegnate in Egitto, nell’ambito del Giza North Power Project, ad Ansaldo Energia e Salvatore Trifoni & Figli Spa e quattro contratti aggiudicati in Bielorussia alla Todini Costruzioni.

I primi dati provvisori (riferiti al periodo luglio 2012 - aprile 2013) registrano un totale di contratti assegnati ad aziende italiane per la considerevole somma di 381.189.449 dollari e si può ragionevolmente prevedere che i dati finali potranno superare i 600 milioni di dollari.

Conclusioni

Le caratteristiche della composizione geografica delle aggiudicazioni di contratti concernenti i progetti della Banca Mondiale sono complesse. Dai dati presentati è tuttavia possibile evidenziare almeno alcune tendenze di medio-lungo periodo.

Nel lungo periodo vi è un chiaro trend di perdita di importanza dei paesi G8 nella fornitura dei beni e opere civili, a vantaggio delle economie emergenti. La globalizzazione e lo sviluppo del commercio mondiale hanno favorito la crescita di nuovi potenziali fornitori. Come conseguenza, si osserva un calo della quota dei paesi G8 nelle percentuali di aggiudicazione dei contratti ed una progressiva crescita d’importanza di paesi emergenti come Cina, India e Sudafrica.

Alla crescente presenza dei paesi in via di sviluppo tra i principali aggiudicatari di contratti ha fortemente contribuito la stessa Banca Mondiale con le sue politiche volte al rafforzamento delle capacità istituzionali ed imprenditoriali locali. In aggiunta, sempre più gare sono aggiudicati attraverso metodi di procurement nazionali, con relativa minore diffusione dell’informazione disponibile. Inoltre, le imprese dei paesi industrializzati partecipano meno frequentemente a gare in cui ci si avvalga della preferenza domestica. Da considerare infine come molte aziende dei paesi più industrializzati tendano a specializzarsi verso lavori e forniture di beni ad alto valore aggiunto e forte contenuto tecnologico, ponendosi spesso al di fuori dei mercati tipicamente finanziati dalla Banca Mondiale.

Tra le economie emergenti, il ruolo predominante della Cina è ormai consolidato da alcuni anni, almeno per quanto riguarda beni e lavori civili. Altri paesi sempre presenti ai vertici sono India e Turchia, mentre non si registrano performance durature negli anni, nell’ambito della top ten dei paesi aggiudicatari, da parte di paesi sviluppati, con le significative eccezioni, nel settore dei lavori civili del nostro paese e, negli ultimi due anni, di Germania e Spagna.

Nell’ambito delle consulenze, i paesi G8 – a parte l’Italia - rimangono tra i principali fornitori, pur in presenza, di anno in anno, di performance rilevanti di paesi in via di sviluppo come Afghanistan e Congo. Quest’ultimo fenomeno è, almeno parzialmente, spiegabile con l’assegnazione di contratti a società, aventi sedi in paesi in via di sviluppo ma, in realtà, largamente partecipate da società di consulenza europee o americane.

Nonostante alcuni segnali incoraggianti, le gare finanziate dalla Banca Mondiale costituiscono potenzialmente un’importante fonte di profitto per le aziende italiane, solo parzialmente sfruttato.

La non perfetta conoscenza delle opportunità disponibili costituisce indubbiamente una limitazione a cui si aggiungono ulteriori ostacoli riscontrati dalle aziende italiane tra cui si segnalano:

  • la poca chiarezza nella definizione dei requisiti per la presentazione di alcune offerte
  • la complessità dei progetti oggetto di gara
  • gli standard tecnici previsti e l’ammontare delle fideiussioni
  • la lontananza dei paesi nei quali svolgere l’attività oggetto del bando di gara
  • il costo associato alla ricerca del partner o dell’agente locale.

La crescente scarsità di fonti di finanziamento nazionali e l’accresciuta concorrenza nell’aggiudicazione di bandi origine comunitaria, dovrebbero tuttavia spingere le aziende italiane a dedicare sempre più sforzi e risorse nei confronti delle gare bandite dalle Banche Multilaterali di Sviluppo e, in particolare, dalla Banca Mondiale.

Tindaro Paganini
The World Bank
Advisor to the Executive Director for Italy, Portugal, Greece, Albania, Malta, San Marino, Timor-Leste


Sviluppi futuri delle politiche di procurement della Banca Mondiale

Nel maggio del 2012 la Banca Mondiale ha avviato un processo di consultazioni pubbliche finalizzate a una completa revisione delle politiche e procedure di procurement della Banca Mondiale. Le consultazioni porteranno a una completa revisione della materia entro il 2014.

La recente revisione delle linee guida, portata a termine nel gennaio 2011, ha riguardato solo alcuni aspetti della materia, ma non si è occupata dei principi che guidano le politiche della Banca Mondiale in questo ambito.

Aspetti come una maggiore enfasi sul controllo della qualità nella fase della prestazione contrattuale da parte delle imprese vincitrici, o una più frequente applicazione dei sistemi di procurement nazionali nelle gare finanziate dalla Banca Mondiale, sono attualmente in corso di attenta valutazione da parte degli uffici della Banca.