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Transfer Pricing: servizi intra-gruppo

Il Testo Unico prevede che i componenti di reddito derivanti da operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato, legate da un vincolo di controllo con l'impresa residente, siano valutati in base al valore normale dei beni ceduti, dei servizi prestati e dei beni e servizi ricevuti.

Analizziamo in questo articolo i servizi intra-gruppo e i problemi connessi alla determinazione del loro valore normale.
 
All'interno dei gruppi internazionali la presenza di scambi di servizi e la realizzazione di economie di scala attraverso l'accentramento di servizi sono tendenze molto diffuse. Con queste operazioni i gruppi possono migliorare l'efficienza interna e, al contempo, realizzare un'efficienza gestionale a livello di gruppo.
 
Naturalmente l'Amministrazione Finanziaria verifica che tali politiche siano attuate per reali ragioni economiche e non per scopi elusivi di trasferimento di ricchezza tra paesi diversi.
 
In primo luogo sarà pertanto necessario analizzare la natura del servizio per poi determinare il valore normale del servizio stesso.

Shareholder activity

Con il termine shareholder activity si intendono i servizi realizzati dalla capogruppo attinenti alla funzione di “azionista” della capogruppo stessa. Ad esempio piani, rapporti finanziari e commerciali che consentono alla controllante di conoscere i risultati delle singole società del gruppo al fine di valutarne l'incidenza e il contributo ai risultati globali di gestione.
 
L'addebito alla società controllata di una commissione per queste attività può non essere giustificata da un reale interesse economico della controllata bensì può essere riconducibile unicamente all'interesse della capogruppo in ragione della sua partecipazione al capitale. Per poter riconoscere fiscalmente la deducibilità di tali commissioni in capo alla controllata sarà necessario verificare la presenza dei seguenti requisiti.

  • Utilità: l'attività prestata deve aver contribuito a conferire alla controllata un reale beneficio (un’impresa indipendente, in circostanze simili, avrebbe avuto l'interesse di chiedere l'effettuazione di tale servizio a un'impresa esterna ovvero avrebbe realizzato tale servizio internamente?). Il vantaggio conseguito dalla società controllata deve pertanto essere diretto, effettivo e non occasionale.
  • Beneficio: l'attività deve aver contribuito ad apportare un beneficio identificabile e ragionevolmente prevedibile alla società che ha fruito del servizi
  • Duplicazione dei servizi: non devono essere considerati servizi prestati dalla capogruppo che duplicano attività già esistenti nella società controllata.

L'Amministrazione finanziaria suggerisce di effettuare le seguenti verifiche per determinare l'effettivo vantaggio in capo alla controllata beneficiaria del servizio:

  • presenza all'interno del personale della controllata di risorse adibite ad un servizio similare a quello effettuato dalla capogruppo
  • comunicazione delle risultanze del controllo alla società affiliata
  • l'attività di controllo contabile si è incentrata sull'adeguamento della controllata alle direttive della controllante e non sulla regolarità sostanziale e sulla funzionalità della contabilità della controllata.

Cost sharing agreements

I Cost sharing agreements sono accordi intra-gruppo per la ripartizione di costi normalmente relativi a spese sostenute dalla società controllante per i servizi generali resi in favore delle proprie controllate. Tali accordi possono riguardare i seguenti aspetti:

  • diritto di licenza relativa a brevetti, marchi ed altri diritti relativi a beni immateriali disponibili all'interno del gruppo
  • utilizzazione dei risultati della ricerca e degli sviluppi operati all'interno del gruppo
  • assistenza tecnica, amministrativa-contabile o di marketing.

La contribuzione di ciascun partecipante a tali accordi deve rispecchiare il valore di libera concorrenza che un'impresa indipendente in condizioni simili sarebbe stata disposta a corrispondere. Tali costi, per essere considerati deducibili devono in primo luogo soddisfare i criteri generali previsti dal Testo Unico per tutti i componenti di reddito:

  • inerenza
  • competenza
  • certezza
  • obiettività
  • determinatezza.

Inoltre l'Amministrazione finanziaria potrà valutare la congruità del costo intesa anche come congruità del sistema di ripartizione di tali costi tra le società del gruppo. I costi sostenuti dal centro devono essere ripartiti tra le controllate solo se afferenti ad attività di intesse di gruppo; al contrario, i costi sostenuti nell'interesse esclusivo di una sola società dovranno essere imputati esclusivamente alla beneficiaria.
 
Relativamente alla congruità dei corrispettivi è necessario prendere i considerazione i seguenti fattori:

  • criterio per la ripartizione utilizzato
  • effettivo utilizzo del servizio da parte della controllata italiana ed effettiva incidenza del servizio sulla riduzione dei costi
  • margine di utile della società estera
  • prestazioni di servizi similari da imprese indipendenti.
  • effettiva prestazione del servizio da parte della controllante o mera intermediazione tra l'affiliata destinataria e un'impresa indipendente.

E' necessario inoltre precisare che, in alcuni casi, il contributo della controllata all'accordo è già incluso nel prezzo dei beni acquistati dalla controllante; in tal caso il costo di adesione all'accordo dovrà essere rettificato in modo da non dedurre due volte il medesimo componente negativo di reddito.

Determinazione del valore normale

La determinazione del valore normale dei servizi è un fattore di grande criticità. Tale valore dovrà essere determinato comparando la transazione oggetto di verifica:

  • con transazioni similari concluse tra imprese indipendenti (confronto esterno)
  • ovvero tra l'impresa stessa e un'impresa indipendente (confronto interno).

Il metodo del confronto esterno sarà difficilmente utilizzabile in quanto i servizi intra-gruppo presentano spesso caratteristiche di unicità e peculiarità legate alla struttura finanziaria e produttiva dell'impresa.
 
Il secondo metodo è anch'esso di difficile applicazione in quanto normalmente i servizi intra-gruppo non rientrano nell'attività tipica dell'impresa che li eroga e pertanto non esistono transazioni similari da comparare.
 
Al fine di determinare il valore normale dei servizi sarà quindi necessario utilizzare metodi alternativi che tengano conto dei costi sostenuti dalla controllante per l'effettuazione del servizio e quindi del tempo necessario per lo svolgimento del servizio, della regolarità e della natura della prestazione.
 
Per quanto concerne il margine di utile a favore della controllante l'Amministrazione finanziaria ritiene che esso debba essere riconosciuto esclusivamente per quei servizi che costituiscono l'oggetto principale della sua attività. Il margine di utile non deve pertanto essere riconosciuto nei seguenti casi:

  • servizi che non formano oggetto dell'attività istituzionale della capogruppo e che non si traducono in prestazioni con un valore economico di mercato
  • servizi che formalmente risultano prestati dalla controllante che agisce come intermediaria tra la controllata ed un'impresa indipendente effettiva prestatrice del servizio
  • servizi riconducibili all'attività di direzione resa dalla capogruppo.

Pierfranco Risoli