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Il principio della ragionevolezza nel commercio internazionale

Le definizioni incerte della normativa e l'assenza di previsioni contrattuali che risolvano le incertezze sono spesso causa di controversie evitabili nel commercio internazionale. Ecco alcuni consigli per evitare che sia un giudice a determinare la tempestività dei reclami sui difetti del prodotto in garanzia o la rilevanza di una modifica contrattuale inserita in sede di offerta da una delle due parti.

Tempi per proporre i reclami sui difetti del prodotto

In base al diritto italiano l'acquirente ha otto giorni di tempo dalla scoperta per proporre un reclamo sui difetti del prodotto in garanzia. La normativa internazionale sulla vendita, principalmente costituita dalla Convenzione di Vienna del 1980, indica tuttavia la necessità che il reclamo per il difetto sia presentato entro un breve periodo dalla scoperta.

Analoghe previsioni si trovano nelle principali normative nazionali. Questa maggiore elasticità permette infatti di valutare con ragionevolezza la tempestività del reclamo, dato che non è possibile considerare tutti i prodotti alla stessa stregua. Il reclamo per dei prodotti freschi o deperibili potrebbe essere presentato in tempi più ristretti dei classici otto giorni previsti dalla nostra normativa, mentre la comunicazione sul malfunzionamento di un impianto, in base alla giurisprudenza internazionale, potrebbe essere considerata tempestiva anche dopo alcune settimane.

Ma come stabilire quali siano i "tempi brevi" se non vi sono indicazioni?

La ragionevolezza, che dovrebbe informare il giudizio per stabilire la validità del reclamo, è spesso utilizzata per risolvere il problema, in questa e in altre situazioni.

Conclusione contratti: accettazione modifiche inserite da una delle parti

In base al diritto italiano tale accettazione si considera controproposta e non sarebbe valida se non seguita da una successiva accettazione da parte del destinatario. In base alla Convenzione di Vienna, invece, si distinguono due ipotesi:

  • se l'accettazione contiene modifiche di scarso rilievo, si ritiene che il contratto sia concluso e la modifica sia stata accettata, salvo se il destinatario vi si opponga esplicitamente
  • se l'accettazione contiene modifiche rilevanti, sarà invece necessaria l'accettazione esplicita del destinatario per considerare perfezionato il contratto.

Quali sono pertanto le modifiche rilevanti?

E' chiaro che anche qui si aprono zone di grigio che possono portare a soluzioni inaspettate per gli operatori.

Vi sono dei casi, infatti, in cui il contratto che non sia stato completato con l'accettazione di una delle parti relativamente a una modifica rilevante in sede di offerta è stato considerato inesistente, in quanto non vi era stata una manifestazione di volontà su elementi fondamentali del contratto.

Tra gli elementi sicuramente fondamentali rientrano il prezzo, le condizioni di consegna, i termini di consegna, la risoluzione delle controversie, la quantità e la qualità della merce, la diversa responsabilità delle parti rispetto all'esecuzione del contratto.
Tale elenco non è esaustivo e va valutato caso per caso facendo ricorso al principio di ragionevolezza.

Ciò tuttavia implica un maggiore rischio di ricorso ai tribunali che divengono gli interpreti autentici delle lacune contrattuali delle parti. Per prevenire tale situazione si consiglia di:

  • redigere condizioni di vendita o di acquisto che contengano anche indicazioni relative ai doveri delle parti in tema di tempi per proporre i reclami
  • rispondere comunque e chiedere sempre una conferma in caso lo scambio di offerta e accettazione contengano condizioni differenti.

Avv. Vartui Kurkdjian