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Comunicazione dichiarazioni di intento e relative sanzioni

La Legge Finanziaria 2005 ha introdotto, a capo dei cedenti di beni/prestatori di servizi degli esportatori abituali, l'obbligo di comunicare i dati relativi alle dichiarazioni di intento ricevute. Il mancato rispetto di tale obbligo comporta l'applicazione di sanzioni la cui operatività è stata chiarita dalla C. M. n. 41/E del 26.09.2005.

La circolare si rivolge quindi ai fornitori dei c.d. esportatori abituali che hanno ricevuto le dichiarazioni di intento da questi ultimi.

Sono esportatori abituali i soggetti che nell'anno solare (plafond fisso) o nei dodici mesi (plafond mobile) precedenti il momento di effettuazione dell'acquisto hanno compiuto determinate tipologie di operazioni per un ammontare superiore al 10% del volume d'affari realizzato. Le operazioni da conteggiare per verificare il superamento della sopraindicata soglia del 10% sono:

  • esportazioni
  • operazioni assimilate
  • servizi internazionali
  • servizi e cessioni intracomunitari

mentre il volume d'affari deve essere considerato al netto delle cessioni di beni in transito o depositati nei luoghi soggetti a vigilanza doganale.

Agli esportatori abituali, la normativa dà la possibilità di effettuare acquisti in sospensione d'imposta entro un determinato ammontare (plafond). Per poter beneficiare dell'acquisto in sospensione d'imposta, l'esportatore abituale deve far pervenire al proprio fornitore una dichiarazione con la quale richiede la fatturazione senza applicazione dell'imposta (dichiarazione d'intento).

La dichiarazione di intento deve:

  • 1. essere redatta in duplice esemplare su modelli conformi a quelli ministeriali
  • 2. essere numerata progressivamente dal dichiarante e annotata entro 15 giorni dall'emissione/ricevimento su apposito registro o in apposita sezione del registro fatture emesse o corrispettivi
  • 3. indicare la validità della dichiarazione stessa (singola operazione, operazioni di un determinato periodo, operazioni fino a un dato ammontare)
  • 4. essere consegnata o inviata prima dell'effettuazione del primo acquisto in sospensione d'imposta
  • 5. essere numerata progressivamente dal fornitore (ricevente) e annotata entro 15 giorni dall'emissione/ricevimento su apposito registro o in apposita sezione del registro fatture acquisti
  • 6. essere verificata dal cedente/prestatore nella validità e nella completezza delle indicazioni previste dal modello ministeriale
  • 7. essere citata nella fattura emessa in sospensione d'imposta.

Come sopra ricordato, la Finanziaria 2005 ha posto a carico del ricevente (prestatore/cedente del servizio/bene), l'ulteriore obbligo di comunicare all'Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite intermediario abilitato, ma comunque esclusivamente per via telematica, i dati delle dichiarazioni d'intento ricevute entro il 16 del mese successivo a quello di ricevimento delle dichiarazioni stesse (la prima scadenza effettiva si è avuta il 16 maggio 2005, entro la quale occorreva comunicare i dati relativi alle dichiarazioni di intento ricevute entro il 30 aprile 2005).

La comunicazione relativa alle dichiarazioni di intento ricevute, da rendere utilizzando il modello approvato con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 14.03.2005, deve contenere:

  • 1. generalità del soggetto cedente/prestatore che ha ricevuto la dichiarazione di intento
  • 2. dati relativi al legale rappresentante del cedente/prestatore ed eventuali dati dell'intermediario per la trasmissione telematica
  • 3. l'anno e il mese di riferimento (ossia periodo di ricevimento delle dichiarazioni)
  • 4. numerazione progressiva attribuita dall'esportatore abituale
  • 5. numerazione progressiva attribuita dal cedente/prestatore
  • 6. generalità e numero di partita Iva del dichiarante
  • 7. validità della dichiarazione (singola operazione, operazioni di un determinato periodo, operazioni fino a un dato ammontare).

A seguito della trasmissione telematica, l'Agenzia delle Entrate provvede a rilasciare ricevuta di presentazione che costituisce prova dell'avvenuta comunicazione.

La C. M. 41/E del 26.09.2005 precisa che qualora l'esportatore abituale:

  • emetta una nuova dichiarazione d'intento che amplia l'ammontare già comunicato delle operazioni da fatturare in sospensione d'imposta, il cedente/prestatore deve effettuare una nuova comunicazione telematica
  • revochi o rettifichi in diminuzione l'importo delle operazioni da fatturare in sospensione d'imposta, il cedente/prestatore non è tenuto a comunicare telematicamente la variazione.

La Circolare precisa le sanzioni applicabili in caso di omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei dati delle dichiarazioni di intento ricevute, distinguendo a seconda della correttezza della dichiarazione d'intento rilasciata dall'esportatore abituale e a seconda dell'avvenuta fatturazione senza applicazione dell'imposta.

COMUNICAZIONE OMESSA - INCOMPLETA - INESATTA
(rispetto ai dati contenuti nella dichiarazione d'intento)
Sanzioni al cedente/prestatore

 

Dich. Intento Corretta

Dich. Intento Infedele

Fatturazione senza Ivadal 100% al 200% dell'imposta non applicata in fatturadal 100% al 200% dell'imposta non applicata in fattura + responsabilità solidale con l'esportatore per l'Iva non addebitata oltre il plafond disponibile
Nessuna o con Ivada € 258 a € 2.065da € 258 a € 2.065

Dopo aver effettuato l'invio, il cedente/prestatore può realizzare di dover modificare o integrare la comunicazione già presentata. A questo proposito, la C. M. 41/E del 26.09.2005 distingue a seconda che la comunicazione integrativa/rettificativa avvenga prima o dopo la scadenza del termine.

Comunicazione rettificativa entro i termini
Il cedente/prestatore può inviare la dichiarazione sostitutiva della precedente errata/incompleta, barrando la casella 'correttiva nei termini' senza il pagamento di alcuna sanzione.

Comunicazione rettificativa oltre i termini
La possibilità di rettificare/integrare la comunicazione già presentata è concessa:

  • entro 1 anno dall'errore
  • quando la violazione non è già stata constatata e non sono iniziati accessi o altre attività amministrative di accertamento di cui il cedente/prestatore sia già venuto a conoscenza.

In questo caso il cedente/prestatore può avvalersi del c.d. ravvedimento operoso che si perfeziona trasmettendo la comunicazione correttiva della precedente e versando la relativa sanzione.
La sanzione è pari a € 51 in assenza di forniture all'esportatore abituale, ovvero ad 1/5 del 100% (cioè 20%) dell'Iva non addebitata alle forniture effettuate nei confronti dell'esportatore abituale.

Al ravvedimento operoso può ricorrere, con le stesse modalità, anche il cedente/prestatore che ha omesso di presentare la comunicazione nei termini.

Gian Luca Giussani