Il sito per le imprese che operano con l’estero

Iva black list: ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Con la Circolare 2/E del 28 gennaio 2011, l’Agenzia delle Entrate ha  fornito ulteriori chiarimenti in merito all’obbligo di comunicazione delle operazioni realizzate da soggetti passivi IVA con operatori economici black list.

1. Operazioni oggetto di comunicazione

Importazioni

La bolletta doganale ai fini IVA viene considerata un documento con la stessa valenza di una fattura; per questo le importazioni devono essere indicate tra le operazioni passive ai fini della comunicazione. Per quanto riguarda il momento in cui fare la comunicazione, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che si debba fare riferimento alla data di registrazione dell’operazione in contabilità generale.

Nel caso in cui la bolletta doganale arrivi successivamente alla comunicazione e contenga dei dati aggiuntivi, si dovrà procedere con l’integrazione dei dati mancanti da inserirsi nei righi A28 e A29 del modello di comunicazione, senza l’applicazione di sanzioni.

Spese di trasferta dei dipendenti

Le fatture per spese di trasferta (ad es. vitto e alloggio) sostenute dai dipendenti in trasferta in Paesi a regime fiscalità privilegiata, se classificate nel costo del personale, sono esentate dagli obblighi di comunicazione.

Cessione gratuita di beni

Le cessioni gratuite di beni, in quanto operazioni soggette ad IVA ai sensi dell’art. 2 comma 4 del DPR n. 633 del 1972, sono soggette all’obbligo di comunicazione se la controparte è un operatore economico situato in un Paese c.d. black list. Sono però escluse dalla comunicazione:

  • le cessioni gratuite di beni la cui produzione o commercializzazione non rientri nell’attività propria dell’impresa se di costo unitario inferiore a Euro 25,82
  • i beni per i quali all’atto dell’acquisto o importazione non sia stata operata la detrazione IVA ai sensi dell’art. 19-bis1 del DPR n. 633 del 1972
  • la cessione di campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati.

Acquisti da un operatore economico non black list con rappresentante fiscale nominato in un Paese a regime fiscale privilegiato

Dal momento che il rappresentante fiscale è un mandatario del soggetto rappresentato, se il rappresentato è un soggetto passivo non residente in Paesi a fiscalità privilegiata, le operazioni effettuate con un rappresentante fiscale residente in Paesi a fiscalità privilegiata non sono oggetto di comunicazione.

Acquisti di servizi territorialmente rilevanti nel Paese a fiscalità privilegiata

Tali operazioni devono essere comunicate e indicate nel rigo A27 del Modello di comunicazione al lordo dell’eventuale imposta assolta all’estero.

Commissioni bancarie addebitate da un istituto di credito residente in un Paese a regime fiscale privilegiato

L’addebito di commissioni bancarie è operazione esente da IVA ai sensi dell’art. 10, primo comma n. 1) del DPR n. 633 del 1972. Il soggetto passivo IVA provvede all’autofatturazione indicando in fattura, anziché l’IVA dovuta, gli estremi nominativi in base ai quali l’operazione risulta esente. L’operazione deve essere in ogni caso inserita nella comunicazione dal momento che si realizza con un operatore economico stabilito in un Paese black list.

Operazioni attive e passive dei tour operator

Dal momento che le fatture dei tour operator non presentano l’imposta separata, per semplicità in sede di comunicazione tali operazioni vanno indicate tra quelle non soggette all’IVA.

Acquisti di carburanti in Paese a fiscalità privilegiata

L’acquisto di carburante e lubrificanti per autotrazioni effettuate da soggetti IVA presso distributori stabiliti in Paesi black list non sono operazioni soggette all’imposta sul valore aggiunto, non sono operazioni soggette a obbligo di registrazione ai fini IVA e conseguentemente non sono neppure soggetti agli obblighi di comunicazione.

Vendite non documentate da fatture

I dettaglianti sono esonerati dall’obbligo di comunicare le vendite se effettuate senza emissione di fattura (scontrino fiscale o ricevuta fiscale).

Stabili organizzazioni

Le operazioni effettuate verso soggetti black list da stabili organizzazioni di contribuenti italiani situate in paesi non black list sono soggette a comunicazione in quanto il rapporto che lega la stabile organizzazione alla casa madre è un rapporto di trasparenza.

Cessioni e acquisti di beni “estero su “estero”

Le cessioni di beni effettuate direttamente all’estero (fuori campo Iva art. 7-bis DPR  n. 633 del 1972) e gli acquisti di beni all’estero senza successiva importazione sono esonerati da comunicazione anche quando la cessione/acquisto venga effettuata dalla stabile organizzazione del soggetto residente nei confronti di un operatore economico avente sede, residenza o domicilio in un Paese black list.

Dichiarazione in caso di fusione

Qualora in corso d’anno il soggetto obbligato alla comunicazione si estingua a seguito di un’operazione straordinaria, il soggetto risultante è tenuto a presentare il modello di comunicazione. Nel caso in cui relativamente a un periodo di riferimento debbano essere inviate comunicazioni in parte effettuate dal soggetto estinto e in parte effettuate dal nuovo soggetto risultante dall’operazione straordinaria, quest’ultimo potrà presentare un’unica comunicazione riepilogativa.

2. Momento rilevante ai fini della comunicazione

Acquisti di servizi in reverse-charge

Il momento rilevante per determinare il periodo in cui comprendere le operazioni da segnalare coincide con la data di registrazione nei registri IVA oppure, se precedente, alla data di registrazione delle scritture contabili obbligatorie. L’acquisto di servizi deve essere segnalato tenendo conto della data di annotazione nei registri di contabilità generale qualora la data sia anteriore alla data di annotazione nei registri IVA.

Note di variazione relative ad operazioni realizzate prima del 1° luglio 2010

Dal momento che l’obbligo di comunicazione coinvolge le operazioni a partire dal 1° luglio 2010, le note di variazione riguardanti operazioni effettuate in data anteriore non devono essere comunicate.

Fatture di acconto

Il momento rilevante ai fini dell’obbligo di comunicazione coincide con la data di registrazione delle fatture relative agli acconti ricevuti nei registri IVA o nelle scritture contabili. L’importo dell’operazione da indicare nel modello di comunicazione deve corrispondere all’ammontare dell’acconto fatturato.

3. Determinazione della periodicità

Opzione per la periodicità mensile

La scelta per opzione della periodicità mensile per i contribuenti che sarebbero tenuti alla comunicazione trimestrale vincola questi ultimi fino alla fine dell’anno solare nel corso del quale è stata effettuata la scelta e in ogni caso fino alla eventuale successiva revoca da esercitarsi barrando nel modello relativo alla prima comunicazione utile la casella “variazione di periodicità”.

4. Comunicazione integrativa e ravvedimento operoso

Comunicazione integrativa

Il contribuente che intende rettificare o integrare la comunicazione può presentare entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza del termine per l’invio della comunicazione, una nuova comunicazione completa in tutte le sue parti, senza corresponsione di alcuna sanzione barrando sul frontespizio del modello la casella “Comunicazione integrativa”.

Ravvedimento operoso

Scaduto il termine previsto per la Comunicazione integrativa, in caso di verifica si renderanno applicabili le sanzioni di cui all’articolo 11 comma 1 lettera a) del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 471 elevate al doppio (dunque da Euro 516 a Euro 4.130).

Se la violazione non è stata constata e comunque non sono iniziati accessi, ispezioni, verifiche, è possibile sanare l’omissione avvalendosi dell’Istituto del “Ravvedimento operoso” di cui all’art. 13 comma lettera b) del decreto legislativo n. 472 del 1997 al fine di ridurre l’importo dovuto a titolo di sanzione.

Modalità di ravvedimento:

  1. Inviare la comunicazione (sia nel caso di precedente omissione sia nel caso di correzione di errori) senza barrare la casella  “Comunicazione integrativa”
  2. Procedere al pagamento della sanzione ridotta a 1/8 del minimo (pari a Euro 64,5).

E’ possibile avvalersi dell’Istituto del Ravvedimento Operoso entro 1 anno dall’omissione o dall’errore.

Regolarizzazioni senza sanzioni entro il 31 gennaio 2011

L’Amministrazione Finanziaria non applicherà, in sede di controllo, sanzioni in caso di violazioni concernenti la compilazione dei modelli di comunicazione relativi.

  • al trimestreluglio/settembre 2010 per i soggetti tenuti alla compilazione trimestrale
  • ai mesi da luglio a novembre 2010 per i soggetti tenuti alla presentazione con periodicità mensile.

L’esimente opera a condizione che i contribuenti abbiano provveduto  all’invio di una comunicazione integrativa entro il 31 gennaio 2011.

Il presupposto per poter procedere alla regolarizzazione senza l’applicazione delle relative sanzioni è l’inoltro di una comunicazione originaria e valida seppur incompleta e/o inesatta. E’ preclusa la possibilità di beneficiare dell’esonero dall’applicazione delle sanzioni se la comunicazione è stata omessa.

Mancanza del codice identificativo degli operatori economici localizzati in Paesi a regime fiscale privilegiato

Il contribuente avrebbe dovuto provvedere a regolarizzare entro il 31 gennaio le comunicazioni contenenti errori e omissioni relative ai dati identificativi dei soggetti localizzati in Paesi a fiscalità privilegiata afferenti al trimestre luglio/settembre 2010 per i soggetti tenuti alla compilazione trimestrale e ai mesi da luglio a novembre 2010 per i soggetti tenuti alla presentazione con periodicità mensile.

Nel caso in cui il contribuente non vi avesse provveduto, l’Amministrazione Finanziaria in sede di controllo, provvederà a verificare caso per caso la ricorrenza dell’errore scusabile. Tale circostanza consiste nell’impossibilità per il soggetto passivo italiano di ottenere i codici fiscali o gli atri dati richiesti dei soggetti black list. In caso di presenza di errore scusabile potrà essere applicata l’esenzione dalle sanzioni.

Codici fiscali

Nel caso in cui il soggetto black list non abbia alcun codice fiscale estero è possibile indicare un codice di valenza similare (es. numero di iscrizione alla camera di commercio estero) purché tale codice renda univocamente identificabile l’operatore economico avente sede, residenza o domicilio in un Paese black list. L’Amministrazione Finanziaria in sede di controllo, provvederà a verificare caso per caso la ricorrenza dell’errore scusabile.

Gesuino Vanetti e Irene Cipolla