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Rimborsi IVA: novità dal 1° gennaio 2010

La disciplina dei rimborsi IVA, limitatamente ai soggetti passivi non stabiliti nello Stato membro di rimborso ma in altri Stati membri, è regolata dalla Direttiva 2008/9/CE.

A fronte della Direttiva, adottata per chiarire le norme in materia sia alle autorità amministrative sia alle imprese, non risulta ancora emanato il decreto di attuazione, il cui schema è attualmente all’esame del Parlamento.

La nuova normativa nazionale si propone di dare attuazione, oltre che alla citata direttiva, anche alla direttiva 2008/8/CE, per quanto riguarda il luogo di prestazione di servizi e alla direttiva 2008/117/CE, relativa al sistema comune dell’IVA per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie.

La nuova architettura legislativa, che si inquadra nell’ambito del DPR n. 633/1972 e del DL n. 331/1993, prevede di:

  • introdurre, tra le altre modifiche, l’art. 38bis1, relativo al rimborso nei confronti di soggetti passivi stabiliti in Italia per l’imposta assolta in altri Stati membri e l’art. 38bis2, che riguarda il rimborso dell’imposta assolta in Italia da soggetti passivi stabiliti in altri Stati membri
  • sostituire l’art. 38ter che regola l’esecuzione del rimborso a favore dei soggetti non residenti, stabiliti in Paesi extracomunitari.

1. Rimborso imposta assolta da soggetto residente in altro Stato membro

La procedura prevede che il soggetto passivo stabilito in Italia, che ha assolto l’imposta in altro Stato membro, presenti l’istanza di rimborso, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate. Dopo aver eseguito un controllo di merito sulla sussistenza dei requisiti posseduti dal richiedente, l’Agenzia delle Entrate emette decisione di accoglimento o meno dell’istanza.

In caso negativo non inoltra la richiesta allo Stato membro interessato e procede alla notifica contestuale del provvedimento, se possibile in via elettronica, al soggetto, che ha facoltà di impugnare l’atto dinanzi alla Commissione Tributaria.

L’istanza va presentata all’autorità competente dello Stato al più tardi entro il 30 settembre dell’anno civile successivo al periodo di riferimento, completa delle informazioni necessarie:

  • i dati corretti del richiedente e il tipo di attività economica svolta
  • i dati del cedente o del prestatore
  • gli estremi della fattura con l’indicazione della base imponibile, ecc. (art. 15 della direttiva 2008/9CE).

L’autorità dello Stato membro di rimborso notifica, in via elettronica, al richiedente, la data di ricevimento dell’istanza con l’avviso che la decisione sarà emessa entro quattro mesi da tale data.

L’art. 38bis1 elenca specifiche cause di esclusione nel caso in cui il richiedente:

  • a) non abbia svolto attività d’impresa, arte o professione
  • b) abbia svolto soltanto operazioni esenti o non soggette
  • c) si avvalga del regime previsto per i contribuenti minimi, ai quali non è riconosciuto il diritto alla detrazione d’imposta assolta sugli acquisti effettuati nello Stato
  • d) in quanto produttore agricolo, fruisca del regime speciale che consente la detrazione forfetaria.

Soggetto nazionale con stabile organizzazione in altro Stato membro

Nel caso in cui un soggetto passivo italiano, possieda una stabile organizzazione in altro Stato membro, può avvalersi della struttura ai fini della detrazione, indipendentemente dalla riferibilità delle operazioni effettuate alla stabile organizzazione presente in quello Stato. Nella fattispecie, il rimborso segue le regole ordinarie previste per i soggetti passivi stabiliti in tale Stato membro.

L’emanando decreto attuativo dispone che l’ufficio competente al rimborso viene individuato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate con propria determinazione da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore di tale decreto. Nello stesso provvedimento sono stabiliti i termini e le modalità procedurali.
Inoltre, è previsto che lo Stato di rimborso possa chiedere informazioni aggiuntive al richiedente o, in via elettronica, all’autorità competente dello Stato membro di stabilimento entro quattro mesi dalla data di ricevimento dell’istanza (art. 20 della direttiva 2008/9/CE).

2. Rimborso dell’imposta a soggetti non residenti, stabiliti in altro Stato membro

La materia del rimborso a favore di soggetti stabiliti in altro Stato membro a fronte di acquisti o importazioni di beni e servizi resi nello Stato viene disciplinata dall’art. 38bis2, a condizione che l’imposta sia detraibile (artt. 19, 19bis1 e 19bis2). La detraibilità dell’imposta deve tener conto:

  • del principio generale della inerenza: l’imposta deve essere quella assolta dal contribuente o a lui addebitata a titolo di rivalsa in relazione a beni acquistati o importati o a servizi resi nell’esercizio dell’impresa, arte o professione
  • dell’indetraibilità per destinazione dell’imposta relativa agli acquisti o alle importazioni di beni o alla prestazione di servizi per operazioni esenti o comunque non soggetti ad IVA (art. 19 – comma 2)
  • dell’indetraibilità (soggettiva) in rapporto al contribuente che in ciascun anno, se svolge attività sia esente che imponibile, deve determinare l’ammontare dell’imposta detraibile in proporzione alle operazioni, per le quali ha diritto alla detrazione secondo i principi fissati nell’art. 19bis
  • dell’indetraibilità (oggettiva) in relazione ad alcune tipologie di acquisti riportate nell’art. 19bis1, quali le spese di rappresentanza come definite nell’ambito dell’imposta sul reddito, ad eccezione di quelle di costo unitario non superiore a 25,82 euro
  • delle rettifiche delle detrazioni operate ai sensi dell’art. 19bis2.

Le cause di esclusione concernono i soggetti:

  • non residenti che nel periodo di riferimento dispongono di una stabile organizzazione nello Stato, in quanto l’imposta assolta sugli acquisti può essere recuperata mediante detrazione anche a fronte delle operazioni riferibili direttamente alla casa madre e quindi compiute senza l’intervento della stabile organizzazione
  • che hanno effettuato nello Stato operazioni diverse da quelle per le quali debitore d’imposta è il cessionario o committente e da quelle non imponibili di trasporto o accessorie ai trasporti
  • che nello Stato membro in cui sono stabiliti effettuano operazioni che non danno diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti. Ove effettuino operazioni con detrazione e operazioni per le quali non è prevista la detrazione, il rimborso è ammesso nella misura pari alla percentuale detraibile dell’imposta applicata secondo le disposizioni dello Stato membro di stabilimento.

Periodo di riferimento e soglie minime dell’importo

La richiesta di rimborso deve fare riferimento al credito maturato in un anno solare o in un trimestre oppure anche inferiore al trimestre, solamente se rappresenta la parte residua dell’anno solare. Il rimborso può essere richiesto se l’ammontare è superiore:

  • ad euro 400 per i rimborsi infrannuali
  • ad euro 50 per i rimborsi annuali.

Procedura del rimborso

Per effettuare il rimborso il soggetto inoltra la richiesta, in via elettronica, tramite lo Stato membro all’ufficio nazionale, abilitato dall’Agenzia delle Entrate, al quale è demandato anche il compito di determinare gli interessi. Entro quattro mesi dal ricevimento della richiesta lo stesso ufficio deve notificare al soggetto la propria decisione.

Durante tale periodo l’ufficio può chiedere, in via elettronica, al soggetto o all’autorità competente che ha trasmesso l’istanza le informazioni aggiuntive, al fine di acquisire tutti gli elementi necessari per adottare la decisione sulla legittimità o meno del rimborso.
Le informazioni debbono essere fornite dal soggetto entro un mese dal ricevimento della relativa richiesta.

Il rimborso a favore del soggetto va effettuato entro dieci giorni dalla scadenza del termine dei quattro mesi ovvero dalla scadenza della proroga, aumentato degli interessi del 2,75%, che decorrono dal termine dei dieci giorni stabiliti per l’esecuzione del rimborso. Gli interessi non sono dovuti se il richiedente non fornisce le informazioni nei termini né produce i documenti richiesti a completamento dell’istanza.

Il rimborso è effettuato nel territorio dello Stato oppure, su istanza del richiedente, può avvenire in altro Stato membro, trattenendo, in tal caso, le spese di trasferimento.

3. Rimborso dell’imposta a soggetti stabiliti in un Paese extracomunitario

La direttiva 2008/9/CE non disciplina le modalità di esecuzione dei rimborsi a favore dei soggetti stabiliti in Paesi extracomunitari, ma l’emanando decreto, nel modificare l’art. 38ter, dispone al punto 1: “la disposizione del comma 1 dell’art. 38bis2 si applica, a condizione di reciprocità, anche ai soggetti esercenti un’attività d’impresa, arte o professione, domiciliati e residenti in Stati non appartenenti alla Comunità, limitatamente all’imposta relativa agli acquisti e importazioni di beni mobili e servizi inerenti alla loro attività”.

L’emananda disposizione del comma 1 dell’art 38bis2 viene quindi applicata, mutatis mutandis, anche ai soggetti stabiliti in Paesi extracomunitari per evitare che il rimborso ad essi sia concesso a condizioni più favorevoli rispetto ai contribuenti comunitari.
Sono interessati soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, domiciliati e residenti in Paesi extracomunitari a condizione che con tali Paesi sia operante un accordo di reciprocità di trattamento, come attualmente avviene con la Svizzera e la Norvegia.
Le operazioni, dal punto di vista oggettivo, debbono riguardare acquisti o importazioni di beni mobili e servizi inerenti all’attività economica effettivamente esercitata dal richiedente.

L’esecuzione dei rimborsi è demandata all’Agenzia delle Entrate, il cui Direttore, come già accennato, determina gli uffici dipendenti cui il soggetto si può rivolgere, e fissa le modalità e i termini per la richiesta e l’esecuzione dei rimborsi.
L’ufficio ha l’obbligo di notificare al richiedente la decisione adottata entro sei mesi dal ricevimento dell’istanza, ovvero entro otto mesi se in corso d’istruttoria sono state richieste informazioni aggiuntive o nuovi documenti. Entro gli stessi termini deve essere notificato il provvedimento motivato dell’eventuale diniego, avverso il quale l’interessato può proporre ricorso alla Commissione Tributaria.

In caso di accoglimento sono dovuti gli interessi nella misura del 2,75%, che decorrono dal giorno successivo al termine fissato per l’esecuzione del rimborso. Non sono dovuti gli interessi, se non sono state fornite le informazioni richieste o non sono stati prodotti i documenti nei termini assegnati.

Se il soggetto in questione possiede una stabile organizzazione nello Stato, il recupero dell’imposta assolta avviene obbligatoriamente tramite la stabile organizzazione.
Se invece ha nominato un rappresentante fiscale ovvero è identificato direttamente, può chiedere il rimborso, in tutto o in parte, ai sensi dell’art. 30 – comma 3 – lett. e) sugli acquisti di beni e servizi effettuati nello Stato, per effetto delle disposizioni contenute nell’art. 17 – comma 2 – del DPR n. 633/1972.
E’ il caso, ad esempio, del rappresentante fiscale sia di soggetti non residenti e senza stabile organizzazione in Italia sia di soggetti domiciliati, residenti o con stabili organizzazioni nei Comuni di Livigno e di Campione d’Italia.

Alessandro Lomaglio