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Russia - Kazakistan - Bielorussia: Unione doganale e Spazio economico comune

Russia - Kazakistan - Bielorussia: Unione doganale e Spazio economico comune

Bielorussia, Kazakistan e Russia, dopo aver dato vita all’Unione doganale, a partire da gennaio 2012 hanno costituito uno Spazio economico comune, con libera circolazione di cittadini, merci, servizi e capitali.

La  Commissione Economica Eurasiatica (organo che si occupa del funzionamento dell’Unione Doganale) ha creato nel 2010 una zona di libero scambio di merci e servizi con conseguente abolizione dei controlli tra le frontiere dei tre paesi. Questa progressiva armonizzazione delle legislazioni commerciali tra Bielorussia, Kazakistan e Russia ha previsto:

  • l’istituzione di un regime tariffario comune
  • regole comuni in materia di determinazione del Paese di origine delle merci
  • un sistema condiviso che regoli i controlli e i procedimenti doganali.

Il 1° gennaio 2012, gli Stati membri dell’Unione doganale Russia Bielorussia Kazakistan hanno aderito alla Convenzione internazionale sul sistema armonizzato (SA) di designazione e di codificazione delle merci.

Lo Spazio economico comune, che dopo l’Unione doganale rappresenta un ulteriore passo verso l’Unione economica (che dovrebbe entrare in vigore nel 2015), prevede l’armonizzazione graduale degli standard e delle norme che regolano gli aspetti strategici del business:

  • concorrenza
  • appalti pubblici
  • sussidi all’industria e all’agricoltura
  • protezione proprietà intellettuale
  • risorse energetiche (sfruttamento e distribuzione)
  • integrazione del sistema ferroviario (anche a livello tariffario).

Inoltre, lo Spazio economico comune impegna i tre partner a condurre politiche macroeconomiche coordinate e a favorire lo sviluppo di mercati settoriali integrati.

EurAsEC

Questo importante traguardo nasce nell’ambito delle attività della Comunità Economica Eurasiatica (EurAsEC), organizzazione internazionale di natura economica, nata nel 2000 con l’obiettivo di:

  • sviluppare la cooperazione economica e commerciale
  • realizzare un’Unione doganale e uno Spazio economico comune
  • migliorare le condizioni di vita dei cittadini.

L’EurAsEC rappresenta oggi cinque Paesi: Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan. Il mercato eurasiatico conta 170 milioni di abitanti e rappresenta il 15% della superficie terrestre.

Quote dell’Unione doganale nell’export mondiale di beni (2010)

L’organizzazione è disponibile a includere altri Paesi ex sovietici: Ucraina, Moldavia e Armenia hanno lo status di "osservatori" e partecipano alle riunioni degli organismi comunitari senza diritto di voto.

EurAsEC e Commissione Economica Eurasiatica costituiscono i due pilastri del processo di integrazione regionale che prevede la possibilità di costruire, nel lungo periodo, uno spazio comune allargato all’Unione Europea.

A testimonianza del fatto che l’Unione doganale e lo Spazio economico comune tra Bielorussia, Kazakistan e Russia rappresentano solo una tappa di un percorso di integrazione più ampio, basta ricordare che:

  • gli altri membri dell’EurAsEC potranno aggregarsi all’Unione doganale quando i loro sistemi economici e giuridici lo consentiranno
  • nel 2006, la Federazione Russa e la Repubblica del Kazakhstan hanno costituito la Banca Eurasiatica dello Sviluppo che ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle economie degli stati membri e di finanziare progetti transnazionali nell’area (oggi tra gli azionisti figurano anche l’Armenia, il Tagikistan, il Kirghizistan e la Bielorussia)
  • nel 2012, l’EurAsEC si è dotata di un organo giudiziario, la Corte Comunitaria, che assicura nei vari stati partner l’uniforme applicazione del trattato e delle decisioni dell’organizzazione.

I vantaggi per le imprese dell’area

L’integrazione doganale e economica tra Bielorussia, Kazakistan e Russia ha importanti conseguenze e apre nuove opportunità commerciali e d’investimento per le imprese che operano nei tre paesi:

  • il regime tariffario comune prevede l’eliminazione delle barriere doganali
  • il documento di conformità e le certificazioni sanitarie valide in tutto il territorio doganale consentono di scambiare beni nei tre Paesi membri nel rispetto di uno stesso Codice Doganale e di regolamenti tecnici condivisi
  • vengono meno ostacoli burocratici che agevolano gli investimenti in molti settori.

I vantaggi per le imprese italiane

Secondo i dati 2011 dell’import-export dei tre Paesi membri forniti dall’Unione Doganale, l’Italia:

  • figura al quarto posto per volume totale di scambi, con 15.175 milioni di dollari (pari al 6,8% dell’attività economica estera totale dell’Unione Doganale)
  • è il terzo Paese di destinazione delle esportazioni di prodotti dell’Unione Doganale, con 12.012 milioni di dollari.

Germania, Francia, Polonia e Regno Unito sono gli altri Paesi europei che hanno notevoli scambi commerciali con l’Unione Doganale.

Anche i dati disaggregati dimostrano che l’Italia ha un livello di interscambio elevato in particolare con Russia e Kazakhstan (la Bielorussia è meno ricca di materie prime):

  • l’Italia è primo partner commerciale europeo del Kazakhstan e primo importatore al mondo dal Kazakhstan
  • l’interscambio italiano con la Russia ha superato i 27 miliardi di euro nel 2011.

Le imprese italiane che già operano nella Federazione Russa hanno la possibilità di:

  • allargare il proprio raggio d’azione al Kazakistan, in cui trovano un business climate sostanzialmente analogo
  • intraprendere nuove attività commerciali e di investimento in Bielorussia che ha un sistema industriale (autoveicoli pesanti, trattori, tram, filobus, autobus, vagoni merci, elettrodomestici) e agricolo molto sviluppato
  • esportare in Russia, Bielorussia e Kazakistan utilizzando un unico certificato di conformità per certificare il rispetto della maggior parte degli standard e delle norme di regolazione tecnica condivisi dai tre Paesi (sicurezza per i consumatori, compatibilità elettromagnetica).

Enrico Forzato


Paese: Bielorussia, Kazakistan, Russia