Il sito per le imprese che operano con l’estero

Guida: Fare affari in Venezuela

Il Venezuela, più importante produttore di petrolio del continente americano, è un Paese ricco di risorse naturali (in particolare: oro, ferro, alluminio, bauxite e carbone). 

L'economia venezuelana, dopo un periodo di crescita, ha registrato negli ultimi due anni tassi negativi (al termine del 2010 il PIL è sceso dell’1,9% rispetto all’anno precedente).

Nel primo trimestre di quest’anno il Pil è cresciuto del 4.5% nonostante il calo dell’1,8% sofferto dall'industria petrolifera che traina l’economia nazionale. La contrazione delle attività petrolifere è stata determinata prevalentemente dai tagli di produzione decisi durante l’ultima riunione dei Paesi Opec e da una debole domanda di prodotti energetici in generale.

Nelson Merentes, Presidente della Banca Centrale del Venezuela, ha recentemente dichiarato che:

  • il settore pubblico ha mostrato una crescita del 3,3%
  • mentre l'attività del settore privato è salito al 4,6% dopo otto trimestri di continue cadute.

Tra gennaio e marzo 2011 sono cresciuti: il settore manifatturiero (+7,6%) il commercio (+10,4%), le comunicazioni (+8%), finanziario e assicurativo (+5,6%) servizi di trasporto e stoccaggio (7,8%). Il settore delle costruzioni è invece sceso del 7,7%, mantenendo la tendenza di recessione dello scorso anno.

La riduzione delle importazioni di beni capitali, come i macchinari, evidenzia una difficoltà nello sviluppo dei programmi industriali.

Le importazioni dei beni di consumo si sono tuttavia mantenute su livelli alti, evidenziando una difficoltà strutturale dell’industria venezuelana a soddisfare la crescente domanda.

L’economia continua ad essere caratterizzata dal tasso di inflazione più alto dei Paesi dell’America Latina e il secondo più alto del mondo. Alla fine del 2010, il tasso inflattivo è stato pari al 29,8%, secondo cifre ufficiali, ma gli economisti indicano che la vera inflazione è stata molto superiore.

Accordi internazionali

Il Venezuela è membro fondatore della OPEC e della WTO (Organizzazione Mondiale di Commercio) e aderisce al F.M.I. (Fondo Monetario Internazionale), W.B. (Banca Mondiale), I.D.B (Banca Interamericana di Sviluppo), O.A.S. (Organizzazione Stati Americani), MIGA (Multilateral Investment Guarantee Agency), OPIC (Overseas Private Investment Corporation).

Il Venezuela è anche membro della Asociación Latinoamericana de Integración (ALADI), organismo LatinoAmericano di integrazione regionale, che ha l’obiettivo di creare un unico mercato per tutta la Regione, attraverso la concessione di dazi doganali preferenziali e accordi multilaterali regionali o tra singoli Paesi.

Inoltre, il Venezuela è Paese firmatario del Patto de San Jose e partecipa anche all’iniziativa Sudamericana Unión de Naciones Suramericanas (Unasur). L'Unasur è una iniziativa congiunta di tutti i Paesi Sudamericani per la costituzione di uno spazio politico, sociale, culturale, economico, finanziario, ambientale ed infrastrutturale integrato, costruita sulla base delle positive esperienze del Mercosur e la Comunità Andina (CAN).

Il Paese ha sottoscritto accordi di integrazione con il Brasile, il Cile e con i Paesi del CARICOM ed è in attesa di entrare negli accordi dei Paesi aderenti all’organismo di integrazione dei Paesi del Cono Sud, il Mercado Común del Sur (Mercosur) come membro pieno.

Interscambio commerciale

Le esportazioni totali hanno raggiunto a marzo 2011, 20.661 milioni di dollari, con un incremento del 25% rispetto al primo trimestre del 2010. Per quanto riguarda i paesi destinatari delle esportazioni del Venezuela, sono diminuite le esportazioni verso gli Stati Uniti e aumentate verso Cina, Colombia, Brasile, Trinidad e Tobago e Italia.

Il principale fornitore di beni e servizi del Venezuela continua ad essere gli Stati Uniti (32,5% delle importazioni totali effettuate tra gennaio e febbraio 2011, con un valore di US $ 1.389 milioni). Tale importo rappresenta un incremento del 50,7% rispetto allo stesso periodo nel 2010.

Seguono la Cina, che rappresenta il 12,6% delle importazioni totali (+9,7% rispetto a gennaio-febbraio 2010) il Brasile e la Colombia. Hanno guadagnato posizioni il Cile e la Spagna, anche se rappresentano ancora una piccola percentuale del totale delle importazioni.

Nei primi due mesi del 2011 i prodotti più importati sono stati: materiale elettrico, prodotti chimici, agricoli, vegetali e animali.

L’interscambio commerciale nel primo semestre 2010 con l’Italia ha registrato un valore pari a 412 milioni di Euro, in calo rispetto allo stesso periodo 2009.

Le esportazioni italiane verso il Venezuela sono state pari a 284 milioni di Euro. Le importazioni in Italia dal Venezuela hanno registrato un valore di circa 128,5 milioni di Euro. Il Saldo della Bilancia Commerciale ha evidenziato nel periodo gennaio-giugno 2010 un surplus a favore italiano di circa 155,5 milioni di Euro.

Il comparto dei Macchinari e apparecchiature, da sempre il più importante dell’export italiano verso il Venezuela, ha registrato nel periodo gennaio-giugno 2010 un valore di 122,7 milioni di Euro, con una quota del 43,2% sull’export complessivo, riportando una flessione rispetto allo stesso periodo 2009 del 13,9%.

Al secondo posto, con un buon aumento del 49%, si colloca il settore dei prodotti chimici con un valore di 25,6 milioni di Euro. Al terzo posto, con una forte diminuzione del 40,5% rispetto al periodo gennaio-giugno 2009, si posizionano i Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature con un valore pari a 17,6 milioni di Euro. Le restanti categorie hanno riportato nell’export italiano del primo semestre 2010 verso il Venezuela quote inferiori al 5%.

Investimenti esteri

Il governo venezuelano considera i seguenti settori di importanza strategica per lo sviluppo dell’economia nazionale: Telecomunicazioni, Energia Elettrica, Risorse petrolifere, Cemento, Acciaio ed Agroalimentare. Importanti impianti industriali di questi settori sono stati nazionalizzati. Tale situazione ha influenzato negativamente i risultati degli investimenti esteri diretti in Venezuela.

La legislazione in materia di investimenti esteri, alquanto flessibile, non comporta obbligatorietà per gli investitori stranieri di fornire dati informativi sull’esatto volume degli investimenti. Le statistiche ufficiali pubblicate dal SIEX (Superintendencia de Inversiones Extranjeras), potrebbero pertanto essere sottodimensionate rispetto ad altri dati forniti da Eurostat, UNCTAD o Banco Central de Venezuela.

I dati diffusi dall’ente venezuelano non comprendono gli investimenti stranieri nei settori cardine dell’economia del Paese, quali petrolifero e minerario, o nel terziario l’importante settore bancario.

Nella lista dei principali investitori compaiono Panama, Isole Vergini Britanniche, Cina, Spagna, Giappone e Stati Uniti che hanno indirizzato i loro capitali principalmente nei comparti manifatturiero, commercio, trasporti, costruzioni, comunicazioni e servizi agli enti locali.

Il report contiene anche informazioni utili per esportate prodotti in Venezuela tramite un distributore locale, una panoramica sulle normative che regolano la costituzione di società e informazioni pratiche (avvocati, commercialisti, traduttori, hotel, ristoranti…).

Versione integrale Report

Report realizzato nell’ambito del progetto “Lombardia - Venezuela sviluppo della collaborazione tra distretti industriali e valorizzazione delle competenze professionali”.

Sostenuto da Regione Lombardia e Camera di Commercio di Monza Brianza.

Sviluppato da Promos Monza Brianza in collaborazione con CdO Monza Brianza e Trabajo y Persona (Caracas). 


Paese: Venezuela