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Buone prospettive in Cina per alimentare, arredamento, abbigliamento, calzature e occhialeria

Il report Confindustria – Prometeia “Esportare la dolce vita” ha un focus dedicato alle opportunità commerciali dei prodotti belli e ben fatti italiani (BBF) in Cina nei prossimi anni.

I BBF sono costituiti da beni di fascia medio-alta dei settori alimentare, arredamento, abbigliamento e tessile casa, calzature, occhialeria e oreficeria-gioielleria.

Nel 2018 i nuovi mercati arriveranno a pesare un quarto delle importazioni mondiali di BBF. L’importanza dei nuovi mercati per il made in Italy risiede proprio nelle loro migliori prospettive di sviluppo.

Nei primi tre nuovi mercati, Russia, Emirati Arabi Uniti e Cina, le prospettive di espansione dei consumi delle famiglie sono ormai superiori alla crescita del PIL e contribuiranno a consolidare la leadership di questi paesi tra i grandi importatori, rispettivamente con 24, 17 e 15 miliardi di euro di acquisti di BBF totali al 2018.
Insieme questi tre paesi rappresenteranno oltre un terzo dell’incremento delle importazioni BBF dei nuovi mercati nel periodo 2013-2018.

Secondo le stime del Centro Studi Confindustria, emergeranno, tra il 2012 e il 2018, 194 milioni di nuovi benestanti. Di questi 67 milioni saranno cinesi.

Dal posizionamento marginale nei primi anni 2000, l’Italia ha progressivamente guadagnato posizioni in Cina e nel 2011 aveva sul grande mercato asiatico una quota del 10,5% sulle sue importazioni di BBF, un punto in più rispetto a quella raggiunta in media sui mercati maturi, di più antico insediamento.

Peraltro, non sembra esaurita la forza propulsiva del made in Italy in questo mercato e se proseguisse anche nell’orizzonte di previsione 2012-2018 il trend messo in luce negli ultimi quattro anni, la sola Cina sarebbe in grado di alzare la stima delle vendite italiane di BBF nei nuovi mercati al 2018 di oltre 900 milioni di euro, il 6% in più di quanto prospettato a quote costanti.

Alimentare

Le importazioni dal mondo di beni alimentari BBF nei nuovi mercati arriveranno a 46,7 miliardi di euro nel 2018, un aumento di 11,7 miliardi rispetto ai livelli del 2012. L’incremento sarà del 33,2% sull’intero orizzonte di previsione, una variazione più che doppia rispetto a quella che si osserverà nei mercati maturi (+15,7%) e che porterà i nuovi mercati a rappresentare quasi un quarto del commercio internazionale di prodotti alimentari BBF.

La Cina è diventato, nel 2011, il principale importatore di BBF alimentare tra i nuovi mercati, spodestando la Russia. Il paese asiatico continuerà a sperimentare una crescita elevata dell’import di BBF alimentare, con un aumento di poco inferiore al 50% in sei anni, grazie ai guadagni di potere di acquisto dei consumatori sostenuti da aumenti salariali e politiche economiche a tutela di salute e pensioni che liberano capacità di spesa.

La Cina attiverà ulteriori 2,2 miliardi di euro, quasi un quinto della nuova crescita di importazioni di alimentare BBF a livello mondiale, arrivando ad assorbire 6,7 miliardi di importazioni nel 2018; un aumento che porterà il peso del paese sulle importazioni mondiali di beni alimentari BBF dal 2,7% del 2012 al 3,4% del 2018.

In termini relativi, la sola Cina attirerà importazioni superiori a quelle attese per l’intera area del Nord Africa e Medio Oriente (5,8 miliardi di euro nel 2018) e paragonabili a quasi tre quarti del valore atteso per l’America Latina (9,2 miliardi) e a oltre due terzi di quello previsto per l’insieme dei nuovi paesi UE (9,6 miliardi).

Importazioni di alimentari BBF dal mondo
(primi 10 nuovi mercati; milioni di euro a prezzi 2011)

 

I dati più recenti sulle esportazioni alimentari italiane (riferite quindi non solo al BBF) segnalano una crescita vigorosa nel 2012, in particolare in Cina, soprattutto di formaggi e pasta: +18,3% l’export 2012 in valore in tutto l’alimentare, con pasta e formaggi oltre il +60%. Nel 2018, le esportazioni italiane di BBF alimentare nei nuovi mercati arriveranno a 2,3 miliardi di euro, oltre 500 milioni di incremento nei prossimi sei anni.

Dall’1 gennaio 2013 è entrata in vigore la nuova normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari preconfezionati (National Food Safety Standard for Nutrition Labelling of Prepackaged Food) che prevede l’obbligo di inserire in etichetta informazioni di dettaglio sulle componenti nutrizionali di prodotti alimentari direttamente destinati al consumatore.

Sempre recentemente è entrato in vigore l’obbligo di tenuta presso l’Amministrazione cinese per la supervisione della qualità, l’ispezione e la quarantena (AQSIQ) del registro telematico degli esportatori di prodotti agroalimentari e vino sul mercato cinese.

Arredamento

Nel 2018 i nuovi mercati importeranno dal mondo oltre 33 miliardi di euro di prodotti di arredamento belli e ben fatti, 13 miliardi in più rispetto al livello del 2012, una crescita di oltre il 68% in sei anni, arrivando a pesare più di un quarto del commercio internazionale del settore.

La crescita delle importazioni di questi beni sarà alimentata anzitutto dall’aumento del potere di acquisto della classe medio-alta e dalla maggiore apertura delle società locali a stimoli esterni, derivanti da turismo e migrazioni internazionali, che arricchiscono il panorama dei gusti e ampliano il ventaglio dei consumi.

Import di arredamento BBF dal mondo
(primi 10 nuovi mercati; milioni di euro a prezzi 2011
)

Russia e Cina si consolidano come volano degli acquisti, con un contributo congiunto di 2,7 miliardi alle importazioni incrementali di arredo BBF nel 2018.

A parità di quote di mercato sulle importazioni di arredamento BBF e date le prospettive di crescita dei nuovi mercati, le esportazioni italiane di arredi belli e ben fatti arriveranno a 3,4 miliardi nel 2018, 1,3 miliardi in più rispetto al 2012.

La Cina, in terza posizione nella classifica dei principali nuovi mercati, ha acquistato made in Italy di qualità per 166 milioni di euro (quota di mercato superiore al 9%). In previsione, la maggiore sofisticazione dei consumi locali e il cambiamento degli stili di vita verso una migliore qualificazione dell’ambiente domestico dovrebbero intensificare la crescita dei flussi di export italiani, con un valore complessivo atteso sfiorare i 300 milioni di euro nel 2018.

Un miglior radicamento in questo mercato in termini di dotazione di hub logistici e di creazione di network commerciali potrebbe costituire un trampolino di lancio per aumentare la presenza italiana anche nei paesi vicini a elevato potenziale, quali Malesia, Indonesia e India.

Abbigliamento

Nel 2018 le importazioni dal mondo di abbigliamento BBF nei nuovi mercati saranno di oltre 57 miliardi di euro. Le importazioni dei nuovi mercati nel 2018 saranno superiori di 17 miliardi di euro rispetto al 2012 (+43% in sei anni).

Se nel 2000 il peso dei nuovi mercati si fermava al 15%, nel 2012 si è attestato al 22% ed è destinato a crescere ulteriormente fino a quasi un quarto delle importazioni mondiali di BBF nel 2018.

Alla luce degli ultimi dati di quote sull’import di abbigliamento BBF, il potenziale di vendita dell’Italia nei nuovi mercati supererà, nel 2018, i 4 miliardi di euro, il 39% in più rispetto ai livelli stimati nel 2012.

Promettenti le recenti dinamiche che hanno caratterizzato Russia e Cina. Se la quota italiana rimanesse costante fino al 2018, questi garantirebbero spazi di crescita pari, rispettivamente, a 460 e 129 milioni di euro. Proprio in tali mercati, il posizionamento italiano è migliorato notevolmente negli anni, con un guadagno tra il 2007 e il 2011 di 3,4 punti percentuali in Russia e addirittura 9% in Cina.

Per la Russia e la Cina la distribuzione è un fattore critico: nonostante essa sia relativamente meglio organizzata, almeno nelle principali città, le imprese devono confrontarsi con una fortissima concorrenza per la conquista degli spazi, affitti elevati, intermediari poco trasparenti e una geografia cittadina che cambia velocemente vanificando a volte un investimento in una zona di prestigio che viene superata dopo poco dallo sviluppo di nuove aree residenziali e l’apertura di altri centri per lo shopping.

Calzature

Nel 2018 le importazioni di calzature BBF dei nuovi mercati supereranno i 17 miliardi di euro, ossia oltre 6 miliardi in più rispetto al 2012, registrando un incremento nell’ordine del 55% in sei anni. In termini dinamici, l’area più vivace sarà l’Asia, le cui importazioni di calzature BBF sono attese crescere del 66% circa in sei anni.

Alla fine dell’orizzonte di previsione la Cina si confermerà al sesto posto tra i principali nuovi mercati per valore delle importazioni: i flussi assorbiti da questo mercato, seppure in forte accelerazione (+49% nei sei anni di previsione), non raggiungeranno i 900 milioni di euro. Oltre a soddisfare la maggior parte della domanda con la produzione interna (la Cina non è solo il primo consumatore, ma anche il principale produttore mondiale di calzature), il mercato cinese presenta una serie di barriere all’entrata (non solo tariffarie) che rendono complicata la sua penetrazione.

Se da un lato quello cinese è un mercato non ancora saturo e con ampie potenzialità, dall’altro i tempi e i costi necessari per individuare le modalità d’accesso adeguate sono piuttosto elevati, il quadro normativo è confuso e il sistema distributivo locale rimane controllato dagli operatori locali. L’accesso diretto mediante l’apertura di negozi monomarca nei department store e negli shopping mall rappresenta sicuramente la soluzione ottimale, tuttavia comporta investimenti onerosi, appannaggio esclusivo delle aziende dotate di marchi conosciuti e di ingenti disponibilità finanziarie.

Per i produttori più piccoli la soluzione è rappresentata dalla collaborazione con gli operatori locali attraverso joint venture o contratti di distribuzione, correndo però il rischio di non vedere veicolata al meglio l’identità del proprio marchio.

Occhialeria

Le importazioni dal mondo di occhialeria BBF dei nuovi mercati sono previste superare i 2,7 miliardi di euro nel 2018, oltre un miliardo in più rispetto al 2012, una crescita del 67% in sei anni. Con un incremento dell’80% in sei anni, l’Asia rappresenta l’area più dinamica in termini di crescita delle importazioni.

Cina e Russia sono previste confermarsi come le destinazioni principali per l’occhialeria BBF: nel 2018 circa un quarto delle importazioni complessive dei nuovi mercati sarà alimentato da questi due paesi, per un valore superiore a 330 milioni di euro ciascuno.

La Cina rimane e rimarrà certamente ancora uno dei grandi produttori mondiali di occhiali e oggi sta attrezzando la propria offerta anche su linee più pregiate, acquisendo marchi in licenza e griffe di fascia intermedia e di alto livello. Tuttavia la crescita del ceto medio e la maggiore spesa in salute hanno portato il mercato cinese a essere il maggiore importatore di occhialeria BBF fra i paesi emergenti analizzati.

Fonte: Esportare la dolce vita 2013 (Confindustria e Prometeia)


Paese: Cina