Il sito per le imprese che operano con l’estero

Dossier India: nuove opportunità per le Pmi italiane

Interprofessional Network ha predisposto un dossier per i partecipanti alla missione economica italiana in India (31 ottobre - 3 novembre 2011) organizzata dai Ministeri degli Affari Esteri e dello Sviluppo Economico.  

Link utili

Il dossier sull’India ha l’obiettivo di fornire agli imprenditori italiani che si affacciano, anche per la prima volta, sul mercato indiano uno strumento pratico realizzato da professionisti e operatori che quotidianamente affrontano le tematiche tipiche del doing business in India.

Con una popolazione che supera il miliardo e un tasso di crescita del PIL tra i più alti in assoluto (+8.0% nel 2009-2010, +8.6% nel 2010-2011 e +8.8% in 2011-12, secondo le stime più recenti) grazie alla crescita esponenziale della sua classe media e alla sempre maggiore apertura del Paese agli investimenti internazionali (l’India occupa oggi la seconda posizione nella classifica mondiale delle destinazioni che esercitano maggior attrattiva per gli IDE), quella indiana si sta confermando come una delle economie più dinamiche al mondo.

È interessante notare come non siano solo Delhi e Mumbai - il principale centro finanziario - a trainare la crescita del Paese. Cresce costantemente il Sud, caratterizzato da grande vitalità economica, buoni servizi ed infrastrutture, redditi elevati. Con un PIL complessivo di 300 miliardi di dollari, gli Stati del Sud - Tamil Nadu, Pondicherry, Andhra Pradesh, Karnataka, Kerala - contribuiscono per più del 22% al PIL indiano, assorbono il 23%degli investimenti e rappresentano circa il 28% dell’occupazione del Subcontinente. Il tasso di urbanizzazione è superiore a quello nazionale e le punte di eccellenza sono nei settori a più alto contenuto tecnologico, quali quello automobilistico, IT e delle biotecnologie, ma anche in ambiti più tradizionali come il tessile e conciario.

Interscambio commerciale Italia - India

L’Italia è attualmente, fra i paesi europei, il quarto partner commerciale dell’India. Nei primi cinque mesi del 2011 l’interscambio bilaterale Italia-India ha registrato una crescita del 29,3% (in linea con il trend positivo del 2010, quando il valore dell’interscambio raggiunse i 7,2 miliardi di euro, superando addirittura i valori pre-crisi).

Le esportazioni italiane verso il Subcontinente indiano sono aumentate del 21%, le importazioni dall’India del 36%. Tuttavia, le potenzialità dell’enorme mercato indiano rimangono in larga parte ancora da cogliere, se si considera che l’India cattura solo l’1% dell’intero export italiano.

L’India importa dall’Italia principalmente macchinari, autoveicoli e mezzi di trasporto, prodotti chimici, prodotti della metallurgia e in metallo, prodotti di elettronica e apparecchiature elettriche.

Nei primi due mesi del 2011, alcuni settori hanno registrato variazioni percentuali a tre cifre rispetto al primo bimestre dell’anno scorso. Tra questi, molti comparti della meccanica, a cominciare dalle macchine per la formatura dei metalli (+115%), gli articoli in gomma (+186%), i componenti elettronici e le schede magnetiche (+160%), gli autoveicoli (+137%).

Interscambio commerciale

Il piano di riforme

Permangono nell’economia indiana alcune criticità, quali l’elevata dinamica inflattiva, le carenze infrastrutturali, un quadro burocratico non semplice, un deficit di bilancio attorno al 5% del PIL. Criticità alle quali il governo indiano intende far fronte attraverso una nuova stagione di riforme:

  • semplificazione fiscale e abolizione delle barriere interstatali
  • apertura del settore retail agli investitori stranieri
  • riforma della legislazione in materia di acquisizione dei terreni
  • liberalizzazione del sistema pensionistico e assicurativo
  • deregolamentazione dei prezzi energetici.

Il Governo ha inoltre manifestato l’intenzione di rendere più efficiente il sistema delle autorizzazioni e delle procedure burocratiche, di rafforzare le Zone Economiche Speciali e di promuovere lo sviluppo infrastrutturale del Paese.

Si preannuncia, dunque, una nuova fase di sviluppo che dovrebbe generare ulteriori significative opportunità di collaborazione tra imprese italiane ed imprese indiane.

Oltre ai settori più maturi della meccanica e dell’automotive, in cui i grandi gruppi italiani hanno già consolidato la loro presenza nei rispettivi distretti industriali indiani, le aziende italiane guardano con grande interesse ai significativi investimenti programmati dal governo di Nuova Delhi in tre aree strategiche.

In primo luogo le infrastrutture: il fabbisogno indiano per il loro sviluppo ammonta a oltre 750 miliardi di € per il periodo 2012-2017, che saranno reperiti per il 50% da capitale privato. Gli investimenti maggiori saranno stanziati per:

  • strade e autostrade: è prevista la realizzazione di 35mila km di nuove strade e 17mila km di autostrade
  • aeroporti: è in programma la modernizzazione di 35 aeroporti non metropolitani e tre aeroporti del Nord Est del Paese
  • ferrovie: sono previsti interventi tra cui l’ammodernamento di 236 stazioni, la costruzione di nuovi terminal, la posa in opera di 1.300 km di nuove linee ferroviarie, l’utilizzo di energia solare, eolica e biodiesel in stazioni e passaggi a livello
  • porti: al fine di potenziare le capacità portuali verranno realizzati 254 progetti che comprendono interventi mirati a una maggiore dotazione di macchinari ed equipaggiamenti per la gestione dei cargo, dell’informatizzazione delle operazioni e delle connessioni con le vie di trasporto terrestre
  • sviluppo urbano: nei prossimi dieci anni 40/60 miliardi di dollari all’anno verranno impiegati per finanziare lo sviluppo urbano; è prevista inoltre la costruzione di metropolitane in 8 tra i maggiori centri dell’India.

Seguono poi le tecnologie agroalimentari: nonostante l’India sia il 2° maggior produttore di frutta e verdura al mondo e la sua produzione costituisca l’8% di quella mondiale, il settore primario costituisce solo il 15% del PIL indiano e il 25 - 30% della frutta e della verdura è soggetto a deperimento e spreco a causa di pratiche di trattamento improprie e di infrastrutture per l’immagazzinamento inadeguate. Per risolvere il problema sono stati stanziati 16 miliardi di euro per il settore della trasformazione alimentare e il potenziamento della catena del freddo.

Infine, sul fronte dell’energia, sono previsti investimenti da 1,5 i miliardi di € per incrementare di 14,050 MW la capacità energetica indiana attraverso l’utilizzo di energia eolica, idro-elettrica, biomasse e solare.  Allo stato attuale, il contributo delle energie rinnovabili alla capacità già installata di 159 Giga Watt è del 10% (circa 17 GW), ripartito nel seguente modo:

  • 69% energia eolica
  • 16,1% energia idroelettrica
  • 8,2% cogenerazione bagasse
  • 5,2% biomasse
  • 0,4% da combustione di rifiuti
  • 0,06% solare/fotovoltaico.

L’obiettivo prefissato dal Governo indiano consiste nella produzione di 40 Giga Watt da energie rinnovabili entro il 2020 e di 200 GW entro il 2030.

Si tratta di settori questi, in cui l’Italia vanta eccellenze a livello mondiale e che possono essere messe al servizio della grande crescita indiana.

I contenuti pratici del dossier toccano principalmente:

  • le strategie di ingresso nel mercato
  • gli aspetti legali e tributari
  • gli strumenti messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico per l’internazionalizzazione delle imprese.

Il dossier si conclude con le testimonianze e le esperienze di diversi imprenditori che già operano con successo nel mercato indiano: Breton Spa, Brollo Siet Srl, Edilmac, Faber Spa, Gefran Spa, Gruppo Carraro, Gruppo Simplast, Guarniflon Spa, Isagro Spa, Lotto Sport Italia, Officine Maccaferri Spa, Pavan Group, Tessitura Monti India, Veneta Cucine Spa.

La versione integrale del Dossier è disponibile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.


Paese: India