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India Business Guide

Asia Briefing ha pubblicato la seconda edizione della Guida “Doing business in India” che contiene informazioni aggiornate sul business climate, sul sistema fiscale indiano e sulle opportunità d’affari oggi esistenti in questo importante mercato.

La guida nasce dall’esperienza maturata sul campo da Dezan Shira and Associates, importante gruppo di consulenza legale e fiscale con uffici in India, Cina, Hong Kong e Vietnam.

L’India è il secondo Paese per numero di abitanti (1.210.193.422) dietro alla Cina, il secondo produttore mondiale di software e ha dimostrato una notevole capacità di reagire alle crisi internazionali.

Il modello di sviluppo indiano si è basato per molti anni più sulla crescita dei consumi interni che sulla crescita delle esportazioni. Questo ha favorito il consolidamento di una classe media molto numerosa che porterà l’India ad essere, nel 2025, il quinto mercato di consumo al mondo (Mc Kinsey Global Institute).

Nel 2010 l’India figurava al secondo posto, dietro alla Cina e davanti al Brasile, per capacità di attrazione degli investimenti esteri (United Nation Conference on Trade and Development). Il costo orario della forza lavoro indiana è tra i più bassi al mondo, il sistema politico garantisce una stabile democrazia e 125 imprese che fanno parte della classifica internazionale “Fortune 500” hanno basi per la ricerca e sviluppo in questo Paese.

Nel periodo 2001 – febbraio 2011 i settori che hanno attratto i maggiori investimenti esteri sono:

  • servizi (21% degli investimenti totali)
  • computer, software e hardware (8%)
  • telecomunicazioni (8%)
  • edilizia e real estate (8%)
  • industria dell’automobile (5%)
  • energia (5%).

Il 42% degli investimenti esteri proviene dalle Mauritius (in virtù del trattamento fiscale privilegiato destinato agli Ide di questo Paese), il 9% da Singapore, il 7% dagli USA, il 5% dal Regno Unito, il 4% dall’Olanda.

Incentivi agli investimenti esteri

Nel febbraio 2009 il governo indiano ha introdotto nuove misure per agevolare l’afflusso di investimenti esteri e ha ridotto le barriere all’entrata nei settori storicamente più protetti (aviazione, banche e assicurazioni, media, telecomunicazioni e commercio al dettaglio).

Esistono poi delle agevolazioni fiscali per le imprese straniere che decidono di investire in India: incentivi per il pagamento delle imposte indirette, deduzioni fiscali per i primi 10 anni in caso di nuovi insediamenti industriali localizzati in determinate regioni, tax holidays e agevolazioni per le produzioni al 100% destinate all’export.

L’India ha una lunga tradizione per quanto riguarda le “Zone economiche speciali” (Free trade Zone e Export processing zone). Oggi sono 114 le zone che offrono condizioni speciali agli investitori stranieri che sviluppano insediamenti nel settore manifatturiero, dei servizi, del trading e nel settore della gioielleria (argento, oro e platino):

  • possibilità di “importare” dall’India materie prime, beni capitali, attrezzature per l’ufficio senza permessi o licenze particolari
  • esenzione fiscale del 100% per i primi 5 anni e del 50% per i successivi 2 anni
  • esenzione dal pagamento della tassa nazionale sulle vendite e di altre imposte locali.

Le più importanti zone economiche speciali sono:

  • Kandla Free Trade Zone (Gujarat)
  • Santa Cruz Electronics Export Processing Zone (Mumbai)
  • Falta Export Processing Zone (West Bengala)
  • Madras Export Processing Zone (Chennai)
  • Cochin Export Processing Zone (Kerala)
  • Noida Export Processing Zone (New Delhi)
  • Vishakapatnam SEZ (Andra Pradesh).

La guida contiene nella seconda parte delle schede dedicate ai vari Stati indiani che presentano sinteticamente le caratteristiche economiche, i principali settori produttivi, il sistema delle infrastrutture e le opportunità di business attualmente esistenti.

In chiusura, l’interessante confronto tra l’India e la Cina, suo principale competitor. Molti analisti prevedono che l’India avrà nel medio periodo il terzo Pil dietro a Cina e USA ed entrerà nella classifica dei primi 10 Paesi in termini di output del settore manifatturiero.

L’India dispone di 800.000 kilometri quadrati di terre arabili in più della Cina e risorse idriche 10 volti superiori a quelle cinesi.

 

 


Paese: India