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Francia: semplificazione del diritto e alleggerimento pratiche amministrative

La legge n. 2012-387 del 22 marzo 2012 ha modificato varie disposizioni del Codice Commerciale francese. Analizziamo le novità introdotte per quanto riguarda la durata del deposito del prezzo di cessione di un’azienda e la depenalizzazione di alcune infrazioni relative alla vita societaria.

1 Durata del deposito del prezzo di cessione di azienda

Secondo il regime applicabile prima dell’entrata in vigore della legge n. 2012-387 del 22 marzo 2012 (di seguito la Legge), la cessione di un’azienda deve essere registrata:

  • presso l’amministrazione fiscale e pubblicata in un giornale di annunci legali (JAL) entro 15 giorni dalla data della cessione
  • poi pubblicata sul Bollettino Ufficiale degli Annunci Civili e Commerciali (BODACC) entro 15 giorni dalla pubblicazione nel JAL (ex art. L. 141-12 del Codice Commerciale francese).

I creditori del venditore possono opporsi al pagamento del prezzo al venditore entro 10 giorni dalla pubblicazione nel BODACC (per ottenere soddisfazione dei loro crediti sull’importo del prezzo) e, se del caso, sottoporre un’offerta di acquisto maggiorata di 1/6 entro 20 giorni dalla data della suindicata pubblicazione al BODDAC (artt. L. 141-14 e L. 141-19 del Codice Commerciale francese).

Inoltre, la dichiarazione di cessione prevista al par. 1 dell’art. 201 del Codice Generale delle Imposte (la quale deve essere effettuata entro 60 giorni dalla data di pubblicazione nel JAL) fa decorrere un termine di 3 mesi di solidarietà fiscale dell’acquirente in favore del fisco francese in materia di imposta sui redditi sugli utili realizzati dal venditore e non dichiarati.

L'art. L. 141-17 del Codice Commerciale prevede che il pagamento da parte dell’acquirente al venditore del prezzo di vendita senza previa realizzazione delle suindicate pubblicazioni o prima del decorso del suindicato termine di 10 giorni non è opponibile ai terzi.

In ragione della necessità di rispettare i suindicati vari termini ed i diritti dei terzi creditori del venditore, i contraenti della cessione di un’azienda procedono spesso al deposito del prezzo di vendita presso un terzo, il quale versa tale prezzo al venditore dopo il decorso di tali termini e l’eventuale soddisfazione dei diritti dei terzi creditori. Ne consegue che il prezzo di vendita è indisponibile per un periodo relativamente lungo.

Nuova procedura

La Legge, entrata in vigore il 24 marzo 2012, modifica alcuni termini per la realizzazione delle formalità con lo scopo di ridurre la durata del deposito del prezzo di vendita dell’azienda.

  1. Pubblicazione contemporanea della cessione nel JAL e nel BODACC entro 15 giorni dalla data della cessione (art. L.141-12 modificato del Codice Commerciale)
  2. Diritto di opposizione da parte dei creditori del venditore entro 10 giorni dalla data dell’ultima delle due suindicate pubblicazioni (art. L. 141-14 non modificato del Codice Commerciale)
  3. Facoltà dei creditori di sottoporre un’offerta di acquisto maggiorata di 1/6 entro 20 giorni diritto dalla pubblicazione nel BODACC (art. L. 141-19 non modificato del Codice Commerciale)
  4. Notifica della cessione all’amministrazione fiscale entro 45 giorni dalla data di pubblicazione della cessione nel JAL (art. 201 modificato del Codice Generale delle Imposte)
  5. Decorso del termine di 3 mesi della solidarietà fiscale tra il venditore e l’acquirente a partire dalla notifica suindicata della cessione all’amministrazione fiscale (art. 1684 non modificato del Codice Generale delle Imposte).

In pratica tale indisponibilità è ridotta al massimo di solo 15 giorni rispetto alla disciplina anteriore.

2. Depenalizzazione illeciti penali relativi alle operazioni sul capitale sociale

La Legge si inquadra nel fenomeno di depenalizzazione degli illeciti penali in materia societaria. Analizziamo le novità introdotte in materia di illeciti relativi alle operazioni sul capitale sociale.

L’illecita emissione e negoziazione di azioni relative agli aumenti di capitale

L’emissione di azioni prima della sottoscrizione del certificato del depositario o del contratto di garanzia e l’emissione di azioni senza la previa realizzazione delle formalità prescritte non sono più illeciti penali (art. L. 242-17 modificato del Codice Commerciale).

Il presidente, gli amministratori ed i direttori generali di una società per azioni francese («SA») ed i dirigenti della società semplificata per azioni «SAS») incorrevano precedentemente in un’ammenda di 9.000 €.

I seguenti illeciti continuano invece ad essere sanzionati penalmente (art. L. 242-17 modificato del Codice Commerciale):

  • emissione di azioni prima del versamento totale del capitale precedentemente sottoscritto
  • emissione di azioni prima del versamento totale delle nuove azioni.

Tali illeciti sono puniti con un’ammenda di 150.000 € incorsa al presidente, agli amministratori e ai direttori generali delle SA e ai dirigenti della SAS. Tale ammenda è raddoppiata qualora le azioni emesse siano state oggetto di un’offerta al pubblico.

Riduzioni di capitale

Le riduzioni di capitale realizzate in violazione del principio di uguaglianza degli azionisti/soci continuano ad essere penalmente sanzionate (art. L. 242-23 modificato del Codice Commerciale). Il presidente e gli amministratori di una SA (e i dirigenti di una SAS) si espongono a un’ammenda di 30.000 € (precedentemente pari a 9.000 €).

Invece, la realizzazione di una riduzione di capitale in difetto della pubblicazione della decisione nel Registro delle Imprese ed in un giornale di annunci legali non è più sanzionata penalmente (art. L. 242-23 modificato del Codice Commerciale).

Tuttavia, qualora la riduzione di capitale sia realizzata dal consiglio di amministrazione o dal direttorio della SA su delega dell’assemblea generale degli azionisti/soci, la mancata pubblicazione nel Registro delle Imprese della decisione con la quale è realizzata l’operazione può dar luogo all’annullamento dell’operazione (art. L.225- 204, comma 3 modificato del Codice Commerciale).

Operazioni su titoli detenuti dalla società

In questa materia, due tipi di comportamento sono penalmente sanzionati, in virtù dell’art. L. 242-24 modificato del Codice Commerciale:

  • l’utilizzazione di azioni emesse in applicazione dell’art. L. 225-208 del Codice Commerciale per finalità diverse rispetto a quelle previste in tale disposizione (i.e., per permettere ai dipendenti di partecipare ai risultati dell’impresa, per attribuire azion gratuite ai dipendenti o stock-options)
  • l’anticipo di denaro, la concessione di prestiti o garanzie ad un terzo in vista dell’acquisto da parte di quest’ultimo di azioni della società (ex art. L. 225-216 del Codice Commerciale).

La sanzione al presidente, agli amministratori e ai direttori generali di una SA e ai dirigenti delle SAS è un’ammenda di 150.000 €.

Perdita della metà del capitale sociale

Qualora il patrimonio netto di una società commerciale diventi inferiore alla metà del suo capitale sociale, gli azionisti/soci devono essere convocati a deliberare sull’eventuale dissoluzione della società.

La consultazione deve intervenire entro 4 mesi dalla data dell’assemblea generale che ha approvato il bilancio e nella quale le perdite sono state constatate (artt. L. 223-42, L.225-248 e L.227-1 del Codice Commerciale).

La delibera dei soci è sottoposta alle seguenti misure di pubblicità:

  • deposito presso la Cancelleria
  • annotazione nel Registro delle Imprese
  • pubblicazione in un JAL.

Precedentemente all’entrata in vigore della Legge, i dirigenti delle SARL, SAS e SA incorrevano pene di 6 mesi di detenzione e 4.500 € di ammenda per il mancato rispetto dell’obbligo di consultare gli azionisti/soci e la mancata realizzazione delle misure di pubblicità suindicate della delibera adottata (art. L 241-6 e L. 242-29 su rinvio dell’art. L. 244-1 del Codice Commerciale).

Le suindicate disposizioni penali sono state abrogate dalla Legge.

Avv. Arianna Righi


Paese: Francia