Il sito per le imprese che operano con l’estero

Francia: insolvenza e confusione di patrimoni

Il liquidatore di una società francese aveva richiesto a un tribunale francese di estendere la procedura di liquidazione giudiziaria avviata contro una società francese a una società italiana, a causa della confusione dei patrimoni delle due società, in applicazione dell’art. L.621-2 del Codice Commerciale francese.

Link utili

La suindicata disposizione permette al giudice francese, su richiesta del liquidatore, di estendere la procedura concorsuale avviata contro un debitore a una o più persone, in caso di confusione dei loro patrimoni con quello di tale debitore.

La Corte d’Appello di Aix en Provence aveva accolto l’istanza del liquidatore. Tuttavia, la Corte di Cassazione francese, accogliendo il ricorso della società italiana, aveva sospeso il procedimento in corso e fatto ricorso per questioni pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell’UE (“CJUE”) sull’interpretazione del

Regolamento CE n. 1346/2000 del 29 maggio 2000 relativo alle procedure d’insolvenza (il “Regolamento”), in particolare sulla compatibilità dell’art. L. 621-2 del Codice Commerciale con le disposizioni del Regolamento.

Nella sentenza del 15 dicembre 2011, la CJUE ha considerato che:

  • Il Regolamento deve essere interpretato nel senso che il giudice di uno Stato membro che ha avviato una procedura d’insolvenza contro una società, non può estendere, in applicazione del suo diritto interno, detta procedura a una società la cui sede è situata in un altro Stato membro, salvo nel solo caso in cui sia dimostrato che il centro degli interessi principali della seconda società si trova nel primo Stato membro
  • la mera constatazione della confusione dei patrimoni delle due società non è sufficiente per dimostrare che il centro degli interessi principali della società italiana oggetto della procedura di estensione della procedura di insolvenza era situato in Francia.

La CJUE ricorda in questa occasione che la presunzione secondo la quale il centro degli interessi principali di una società si trova nello Stato in cui ha la sede statutaria è una presunzione semplice.

La CJUE precisa che per confutare detta presunzione, è necessario che una valutazione globale dell’insieme degli elementi pertinenti permetta di accertare che, in un modo riconoscibile dai terzi, il centro effettivo di direzione e di controllo della società contro cui è diretta l’azione finalizzata all’estensione si trova nello Stato membro nel quale è stata avviata la procedura di insolvenza iniziale.

Avv. Arianna Righi

Sentenza della CJUE (Prima Sezione) 15 dicembre 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation - Francia) - Société Rastelli Davide e C. Snc / Jean-Charles Hidoux, che agisce in qualità di liquidatore giudiziario della società Médiasucre international

 


Paese: Francia