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Ucraina: crescono le importazioni di ortofrutta

Ucraina: crescono le importazioni di ortofrutta

In Ucraina la coltivazione degli ortaggi è limitata (circa 451 mila ettari, l'1,7% dei terreni coltivabili). La superficie a frutteti e vigneti è ancora minore.

Secondo una nota settoriale elaborata dall'Ufficio dell'Agenzia ICE di Kiev, l’Ucraina è il maggior produttore mondiale di semi di girasole e un produttore molto importante di segale, orzo, colza, semi di soia.

Molti ortofrutticoli per motivi climatici non possono però essere coltivati in Ucraina; il Paese dipende quindi dall’estero. Vengono importati praticamente tutti i tipi di ortofrutticoli, in particolare quelli che non vengono coltivati in loco (agrumi, banane, kiwi, ecc.), o quelli che hanno un volume di produzione non soddisfacente rispetto alla domanda locale: uva, mela, albicocca, pesca, ecc.

Tenendo conto che - secondo dei dati del Ministero dell’Agricoltura ucraino - il consumo pro-capite attuale degli ortofrutticoli in Ucraina è ancora sensibilmente inferiore alla media dei paesi europei, si prevede una crescita di domanda e importazioni.

Le statistiche evidenziano un trend di importazioni in crescita dai principali paesi produttori del Mediterraneo. La quota media dell`Italia, sul totale delle importazioni dei prodotti di interesse è intorno al 12.4%, e per alcuni prodotti si assesta anche su percentuali superiori, a cominciare dal kiwi.

I principali paesi concorrenti sono:

  • Turchia (il 42% delle importazioni di agrumi in Ucraina, il 29% di uva, il 5% di pesca)
  • Spagna (il 45% di pesca, il 14% di agrumi, il 10% di mela)
  • Polonia (il 64% di mela)
  • Grecia (il 38% di pesca, il 34% di kiwi)
  • Iran (il 27% di uva),
  • Egitto (il 18% di agrumi).

Il Governo ha annunciato l’obiettivo di potenziare le produzioni nazionali di frutta e verdure in serra. Nel 2012 la superficie di serre è aumentata di 30 ettari, consentendo un aumento della produzione in serra del 12%, e ulteriori ampliamenti sono previsti nel 2013. Nel 2011 la superficie delle serre esistenti era pari a 3.168 ettari, prevalentemente dedicati alla coltivazione di pomodori e cetrioli.

Le importazioni di serre ammontano, in base alle statistiche locali, a ca. 10 mln USD, in prevalenza di origine olandese.

Logistica e distribuzione

Tra le ragioni che determinano una offerta inferiore alla domanda potenziale del paese di frutta e verdura, riveste particolare importanza la carenza di depositi refrigerati per la conservazione e una inefficiente catena logistica.

Nel 2010, l`Ucraina aveva una dotazione di circa 200.000 mq di depositi refrigerati, a fronte di un bisogno stimato in circa 700.000 mq (in Francia sono

10 milioni di mq, in Germania 16). Ciò determina da un lato minori importazioni, dall`altro un enorme spreco della produzione interna, di cui si stima circa il 60% deperisca prima di essere venduto (e solo il 12% sarebbe movimentato appropriatamente).

L`efficienza nella logistica e distribuzione dovrebbe migliorare per effetto della ristrutturazione dell`apparato di mercati generali: a quelli operanti a Kiev, Lviv e Donetsk, dovrebbero aggiungersi quelli previsti a Odessa, Kherson, Zaporizhia e Mariupol.

Agricoltura biologica

Il numero di aziende agricole “organic” è passato da 31 nel 2003, a 155 nei 2011, per una superficie di 270.320 ettari. Esse sono localizzate principalmente nei distretti di Odessa, Kherson, Poltava, Vinnytsia, Zakarpattia, Lviv, Ternopil, Khmelnitsky.

Il consumo interno dei prodotti biologici in Ucraina ha iniziato a svilupparsi nel 2006 a tassi molti elevati, (si stima nel 2009: 1,2 mln. euro; 2010: € 2,4 mln, e nel 2011: 5,1 milioni). Lo sviluppo della produzione biologica è rallentato dall’ancora incompleto quadro giuridico e normativo, per cui non esistono le condizioni per il riconoscimento giuridico e la tutela dei prodotti biologici, né un sistema di certificazione nazionale.

Il 21 aprile 2011 è stata adottata la legge "per la produzione biologica", con effetti dal 1 gennaio 2012. Tuttavia, il Presidente Yanukovych ne ha respinto l`adozione, mantenendo l`attuale vuoto normativo. Di conseguenza, i produttori nazionali ricorrono a standard e certificazioni straniere, prevalentemente di ispirazione europea.

Documenti di trasporto

I seguenti documenti devono essere presentati alle autorità doganali per lo sdoganamento delle merci all’import:

  • dichiarazione doganale
  • documenti di trasporto (CIM, Bill of Loading, Air Waybill, ecc.)
  • contratto
  • fattura (invoice) o altro documento che conferma il costo della merce
  • certificato fitosanitario
  • altri documenti nei casi particolari previsti dalla legislazione vigente.

Secondo la normativa ucraina, lo sdoganamento viene effettuato dall’importatore – persona giuridica ucraina. Poichè la normativa locale è molto complicata e variabile è consigliabile che l’importatore locale contatti in anticipo la dogana regionale dove si sdoganerà la merce per ottenere tutte le informazioni del caso.

Il liente locale (importatore) deve ottenere in anticipo l’autorizzazione presso l’Ispezione sulla quarantena delle piante (03138, Kiev, vul. Koloskova, 7; Tel. 044- 524-77-07; Fax 044-524-89-02) sulla base del certificato fitosanitario rilasciato dal Servizio Statale di Quarantena del Paese-esportatore e del contratto con la ditta italiana che invia le merci.

I dazi doganali variano dallo 0 al 20%: informazioni sono disponibili presso il sito dell’OMC.

Fonte: Ufficio dell'Agenzia ICE di Kiev

 


Paese: Ucraina