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Ungheria: piattaforma strategica per il Centro Est Europa

I mercati del Centro Est Europa, prima della crisi finanziaria internazionale,  hanno registrato incrementi del Pil tra il 6 ed il 10%. Ora si stanno riprendendo e si stima che il Pil aumenterà mediamente nella regione del 3,8% nel 2011.

Le economie dei diversi paesi dell’area sono sempre più interconnesse e beneficeranno l’un l’altra dei rispettivi incrementi. Questo circolo virtuoso genererà un aumento della capacità di spesa dei consumatori e del loro interesse verso i prodotti di migliore qualità, nei quali le produzioni italiane sono particolarmente apprezzate e competitive.

Moltissime aziende del Centro Est Europa lavorano con la Germania che ha reagito bene alla crisi e ha saputo agganciare la ripresa in atto nei mercati cinese ed indiano.

Inoltre i Paesi dell’area devono ancora raggiungere la fase di maturità che tende a portare i mercati verso la saturazione, situazione diffusa in molti paesi dell’Europa Occidentale che hanno oggi una debole domanda interna.

Infine l'onda rivoluzionaria che sta interessando la Tunisia, l’Algeria, l’Egitto, la Libia e il Medio Oriente provocherà un drastico calo delle esportazioni italiane  verso questi mercati (si prevede fra il 50 e il 70 per cento). La precarietà della situazione politica potrebbe anche bloccare i grandi piani di investimento governativi di questi paesi, fino ad oggi strategici per le nostre aziende, quindi anche le previsioni a medio termine non fanno ben sperare.
Questa riduzione nella capacità di attrarre esportazioni e investimenti potrebbe spostare il baricentro dello sviluppo proprio verso i paesi del Centro Est Europa che garantiranno crescita e stabilità politica e sociale.

Prospettive di crescita in Ungheria

L’Ungheria, con la riorganizzazione dei Fondi strutturali europei fortemente a favore delle piccole e medie imprese, con l’introduzione di un’imposta sui redditi delle società al 10% e una imposta sui redditi personali al 16%, si sta proponendo come importante piazza di attrazione di investimenti e come piattaforma strategica per tutta l’area del Centro-Est Europa.

Lo dimostrano gli ingenti investimenti che alcune grandi aziende stanno avviando in questo periodo:

  • nel settore automobilistico (Mercedes, Audi, Opel, Bosh, Continental, Hankook, ed altre)
  • nell’industria cinematografica (il Times in un recente articolo ha indicato l’Ungheria come la nuova Hollywood d’Europa)
  • nel turismo
  • nel settore dei servizi.

La Cina ha individuato nell’Ungheria la propria piattaforma logistica per distribuire i prodotti e per aumentare le quote di mercato in tutta l’Unione Europea (l’interscambio tra Cina e Ungheria è il più alto di tutti i paesi del Centro Est Europa). Si prevede che imprese cinesi costruiranno un aeroporto cargo per rafforzare il ruolo logisitco dell’Ungheria.

Da segnalare le acquisizioni cinesi di aziende ungheresi nei settori strategici: elettronico (Huawei, Hisense), delle telecomunicazioni (ZTE) e chimico (Wanhua Industrial Group). Aziende cinesi hanno inoltre acquistato la catena ungherese di supermercati Skala e stanno investendo nel settore alberghiero sul lago Balaton.

Nuovo piano di sviluppo

Numerosi i settori in Ungheria che beneficieranno di politiche di sostegno:

  • l’industria della salute e del benessere
  • la green economy
  • l’edilizia abitativa
  • la logistica
  • la ricerca sviluppo e innovazione.

Oltre ai settori prioritari indicati ve ne sono altri di particolare interesse, come l’agroalimentare, l’elettronica, le telecomunicazioni e l’energia.

Le aziende italiane possono partecipare a questa crescita fornendo il know-how e le tecnologie di cui le imprese ungheresi avranno bisogno per attuare progetti innovativi finanziabili con gli ingenti fondi europei disponibili.

Nel 2011 si prevede una crescita del PIL mediamente del 3% (le stime spaziano dal 2,5 al 3,3%). Questo aumento, che andrà rafforzandosi negli anni successivi, porterà presto a una generalizzata ripresa e a un aumento dei consumi anche in quei settori che, a causa della  crisi,  hanno  registrato un forte calo (che in alcuni casi ancora perdura).

Infine é importante evidenziare che l’Ungheria é un mercato pilota per tutta l’area del Centro Est Europa perché,  per la sua dimensione e per il livello di sviluppo dei consumatori e del sistema distributivo, richiede meno risorse ed é più facilmente gestibile rispetto ad altri mercati limitrofi. Con le informazioni raccolte e le esperienze maturate sul mercato ungherese si possono poi valutare le strategie necessarie per estendere la presenza negli altri paesi dell’area, senza esporsi eccessivamente e ottimizzando al meglio le risorse necessarie.

Augusto Cocchioni


Paese: Ungheria